Podemo: Campo Marzio e Lanterna, una mancanza di visione che danneggia Trieste

Campo Marzio e Lanterna Trieste

La di “Podemo” sul progetto di ristrutturazione del sito di Campo Marzio

Apprendiamo la notizia che l’edificio ex Meccanografico, sito a fianco della stazione di Campo Marzio, è in procinto di essere completamente ristrutturato e che dovrebbe poi diventare, a seguito di 540 giorni di lavori per preventivati 3,6 milioni di Euro, la nuova sede degli uffici di Esatto S.p.A.

Lo stupore iniziale – dato che per la prima volta da anni si parla di un progetto che non preveda un farsesco spostamento in “Porto Vecchio” – lascia presto spazio alla perplessità.

La forza lavoro degli uffici Esatto consterebbe di oltre 100 persone: è logico presupporre che buona parte di queste si rechino a lavoro utilizzando l’automobile, così com’è altrettanto scontato che anche molti degli utenti che dovranno recarsi negli uffici avranno l’esigenza di posteggiare un veicolo. Nella zona l’unico posteggio disponibile è quello innanzi al “Pedocin” che, oltre a servire durante la stagione estiva i bagnanti di tale struttura (e dell’Ausonia), è anche l’unica area di sosta per le nautiche all’ombra della Lanterna, Lega Navale sez. Trieste e la Società Triestina Sport del Mare, composte da oltre 300 ciascuna.

È ovvio, quindi, come lo spostamento di Esatto in questa zona comporterebbe inevitabili disagi nell’area, ulteriormente aggravati nel caso in cui verranno riservati degli stalli per i dipendenti di Esatto, pratica peraltro non certo nuova, essendoci già in città numerosi altri casi di posteggi riservati ai soli dipendenti di pubbliche Amministrazioni (e non alle sole vetture di servizio).

Siamo inoltre profondamente amareggiati dalla consueta e completa incapacità degli amministratori locali di pensare a una progettualità strategica, estesa e di insieme. È innegabile che dal punto di vista geografico tutta l’area di Campo Marzio, che comprende Museo del Mare, ex “Sacra Osteria”, il Mercato Ortofrutticolo, la Stazione di Campo Marzio, Ex “Meccanografico” ed edificio adiacente, l’ex “ Acquamarina”, l’Ausonia, l’ex “Etnoblog” e l’edificio fatiscente a esso adiacente, oltre che l’intera area dell’ex Cartubi/Porto Lido… si trova nel cuore della città.

Quest’ampia area è stata completamente dimenticata e non vi esiste oggi alcun progetto, non solo per dare decoro ma soprattutto per coniugare le potenzialità turistiche alle esigenze di servizi connessi alla portualità.
I progetti “una tantum”, lo dimostra ampiamente la storia recente di Trieste, non portano alcun vantaggio tangibile per i cittadini.

Podemo promuove una visione di sviluppo d’insieme per quella che è oggi l’area più degradata del centro di Trieste, riprendendo le guida dell’ottimo concorso internazionale per le Rive indetto nell’anno 2000, poi colpevolmente chiuso in un cassetto dallo stesso sindaco con cui Trieste ha oggi la sventura di confrontarsi.

Nota: l’ di copertina si riferisce al progetto vincitore del concorso internazionale del 2000, dell’architetto Joan Busquets.


Podemo
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