Podemo: “accentramento di potere contro Trieste”

La nota di “” sul passaggio di gestione da Trieste a

Nei giorni scorsi è avvenuto il passaggio formale da al consorzio TPL FVG, che avrà ora completamente in mano i trasporti pubblici in città e territorio.
In altre parole, uno dei pochi servizi di buon livello ancora presenti a Trieste smetterà di essere triestino.
Il problema è estremamente grave per Trieste, e fa parte di una strategia pluriennale, concordata e bipartisan per portare ad un sempre maggiore accentramento di potere, e di conseguenza allontanare tutte le sedi dove le decisioni che contano davvero vengono prese dalla cittadinanza.
Trieste è stata depredata delle proprie specificità e posta in balìa di logiche e dinamiche totalmente estranee alla nostra realtà. Questo potrebbe non apparire chiaro a prima vista, ma componendo i pezzi del puzzle, la perdita per Trieste è evidente e inaccettabile.
Allontanare dalla cittadinanza non significa soltanto meno responsabilità dirette per chi gestisce, ma anche meno possibilità di far valere i propri diritti.
Da fonti interne ci viene infatti riferito che chi inizia a lavorare oggi nei trasporti triestini percepirà – a parità di livello – uno stipendio inferiore del 25% circa rispetto a coloro che sono stati assunti una ventina di anni fa. Da questo accentramento di potere hanno quindi molto da perdere anche i lavoratori, di cui sosteniamo e sosterremo le battaglie per condizioni eque e sicure sul lavoro.
La regione FVG è un’entità amministrativa di cui i triestini rappresentano meno del 20% della popolazione. E nel nuovo CDA di TPL FVG non è presente alcun triestino.
Vi troviamo Narcisio Gaspardo (ex direttore generale del Mediocredito di Udine), Caterina Belletti (avvocato di Monfalcone), Aniello Semplice da Napoli, Alberto Toneatto da Milano e Piergiorgio Luccarini da Pesaro.
Indipendentemente dalla capacità – o meno – tecniche e gestionali di ciascun individuo, i trasporti triestini da oggi (e per almeno 10 anni, se non sarà posto rimedio) non saranno gestiti da triestini. Né direttamente (TPL), né tantomeno indirettamente, essendo la proprietà in parte del principale operatore mondiale Arriva/DB/Ferrovie tedesche.
Ma non si tratta di soli trasporti, la voracità dei partiti al potere nei confronti di Trieste sembra non avere alcun limite o pudore:
L’aeroporto di Ronchi è diventato nel 2010 di proprietà della Regione FVG, mentre prima il 60% dello stesso era di proprietà di Comune, Provincia e Camera di Commercio di Trieste;
Una Camera di Commercio che non è più di Trieste, ma della “Venezia Giulia”;
Un’Autorità Portuale che non è di Trieste ma “di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale”;
Una Polizia Municipale che è diventata una “Polizia locale” regolamentata dalla regione FVG, con tanto di aquila friulana su ogni veicolo;
La dismissione dell’infrastruttura sanitaria, da Maddalena e Sanatorio (che in una fase di pandemia ci avrebbero fatto pure comodo), fino alla prossima chiusura della sede del Burlo;
Per arrivare a quel capolavoro di malvagità che è stato il trasferimento dell’infrastruttura di gestione delle emergenze (112) in Friuli, una scelta che è letteralmente costata la vita di alcuni triestini.
E potremmo continuare.
Recentemente si è formata una nuova area metropolitana. È la nostra, che si estende da Ronchi fino a Portorose. Cio’ non è oggetto di discussione: è semplicemente tecnicamente vero e dettato dalla vita quotidiana di migliaia di persone. Sta alla politica accettare questo fatto, e progettare di conseguenza.
Si tratta dell’unica area metropolitana di quest’angolo d’Europa, e presenta caratteristiche e necessità proprie.
L’accentramento di potere bipartisan portato avanti dalla regione FVG non solo non si avvicina a rendere il sistema dei trasporti funzionale a questa realtà di fatto, ma sabota Trieste allontanandoci da essa.
Se i cittadini decideranno di darci la loro fiducia, ci impegniamo a fare tutto il possibile per rendere tutti questi servizi più vicini, sia come proprietà che come amministrazione, a Trieste e alle necessità dei triestini. Questo accentramento in sempre meno mani dell’amministrazione dei servizi reali di Trieste, costante e pianificato, ci ha danneggiato fin troppo. Ci muoveremo non solo per limitare quest’accentramento di potere in salsa partitocratica e friulana, ma per annullarlo ovunque possibile.
Trieste è una città con caratteristiche uniche in Europa, e come tale va amministrata.
Intendiamo a puntare all’eccellenza nei servizi, realizzabile nell’individuare lo stato dell’arte su scala globale per adattarlo alla nostra realtà. Non abbiamo nulla contro l’eventuale impiego di manager, tecnici o risorse provenienti dall’esterno, ma Trieste ha peculiarità e prerogative assolutamente uniche, che si dovranno necessariamente riflettere nella struttura dei servizi stessi.
In caso contrario Trieste sarà spinta, ancora una volta, nel fango della mediocrità.

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