Piscina Acquamarina: le preoccupazioni di chi sta male e non riesce più a curarsi

In seguito al disastro del 29 luglio, sono diciotto gli indagati per il della Acquamarina di Trieste. Si tratta di costruttori, progettisti, manutentori ma anche funzionari comunali: tutte persone che, a seconda della propria funzione, hanno avuto a che fare con la struttura. Tra questi, l’ingegnere Fausto Benussi che nel 98 si era occupato del progetto strutturale e David Barbiero, direttore della società sportiva che gestisce l’impianto.

In merito alla spinosa questione, intervengono alcuni consiglieri del nella seguente :


Luglio 2019, si sfiora la tragedia: tutto il tetto della piscina Acquamarina cede sprofondando all’interno della struttura. Ad oggi perizie e lavoro della magistratura stanno andando avanti per valutare le cause e le responsabilità di quello che pare essere un cedimento strutturale. Il Sindaco Dipiazza ha fatto subito grandi promesse e dimostrato grande attenzione per la questione, ma tutte queste manifestazioni sono andate scemando senza portare a soluzioni concrete di breve termine.

Dopo questo silenzio la popolazione si è mossa con i canali informativi di internet, creando una pagina facebook seguitissima dal nome “Ricostruiamo l’Acquamarina” che in pochissimo tempo ha registrato oltre 2400 adesioni, ed una raccolta firme online su “Avaaz” che ha generato in soli tre giorni oltre 500 sottoscrizioni.

Tutto questo movimento indica l’importanza della questione. Vi sono infatti moltissime domande che attendono risposta oltre ad una sensazione concreta che tutte le persone che la utilizzavano siano rimaste inascoltate.

Non è stato spiegato infatti per quanto tempo la struttura verrà posta sotto sequestro e cosa si farà una volta tolti i sigilli, nessuna parola nemmeno sui contributi promessi per aiutare chi sta male e non riesce più a curarsi, silenzio anche sulle decine di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.

Tutte queste voci appartengono non solo a chi usava la struttura per sport o attività natatorie, ma soprattutto a quelle persone che seguivano un percorso fisioterapico o con gravi disabilità.

Così nella IV Circoscrizione del Comune di Trieste noi consiglieri del MoVimento 5 Stelle (Gianluca Pischianz, Adriana Panzera e Indira Gregovich) abbiamo cercato di trovare una soluzione di breve periodo a queste richieste e visto che la tensostruttura proposta dal Sindaco è in alto mare senza un luogo dove poterla sistemare e tenendo conto che moltissime persone hanno difficoltà a spostarsi in maniera autonoma,
abbiamo proposto un servizio di navetta/bus che tre volte alla settimana possa effettuare un collegamento da e per la piscina terapeutica di Ancarano, in modo da alleggerire le poche strutture triestine e far proseguire le cure in un ambiente consono a tutte le persone che ne hanno bisogno.

La proposta è stata modificata dagli altri consiglieri. Si è discusso infatti sulla possibilità o meno del Comune di investire soldi fuori dal territorio comunale che secondo i partiti di destra avrebbe portato ad un ricorso della Corte dei Conti e al fatto che non spettasse al Comune, secondo le forze di sinistra, fornire i pullman.

Devo dire che le questioni poste ci hanno lasciati alquanto perplessi. Il Comune ha la possibilità di riferire alla Corte dei conti prima che la spesa si concretizzi, proprio per evitare un danno erariale o comunque ha il dovere di provarci, così come deve provare a istituire un servizio per i cittadini con aziende del territorio. Ma volevamo portarla a casa, il problema è troppo importante e troppo silenzio grava su di esso nonostante le continue segnalazioni e richieste espresse più volte sugli organi di informazione.

Per questo abbiamo accettato l’emendamento che impegna Sindaco e giunta a predisporre un bando di gara o trovare una soluzione per portare due volte alla settimana nelle piscine terapeutiche a noi vicine quelle persone che ne hanno bisogno, oltre a dare risposta a tutte quelle domande sulle promesse fatte e non mantenute, come i tempi di attesa, i posti di lavoro, le agevolazioni per chi seguiva una terapia.

Ad oggi comunque sappiamo che gli impianti non sono stati danneggiati gravemente e probabilmente si potrebbe vuotare la piscina dalle macerie e ricostruire il tetto in maniera sicura senza troppe attese.

Tutti d’accordo tranne la Lega e Fratelli d’Italia che si sono astenuti da questo provvedimento che darebbe almeno un segnale di speranza.

Restiamo fiduciosi che una soluzione si trovi quanto prima e continueremo a spronare affinchè ciò avvenga.

Gianluca Pischianz, Adriana Panzera e Indira Gregovich
(M5S Trieste, IV Circoscrizione)


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