Piccola Fenice di Trieste: Gianni Spizzo presenta il suo libro “L’uomo di servizio”

Venerdì 22 novembre, alle 18, alla Piccola Fenice di Trieste, Gianni Spizzo presenta il suo libro “L’uomo di servizio” (Edizioni Gossmann).

Un noir che esplora il lato enigmatico e paradossale dei rapporti uomo/donna nel nostro presente, ambientato in un’affascinante Trieste di oggi e di domani, alla fine degli anni Venti di questo secolo.

Dialoga con l’autore Simone Paliaga

Lettura di passi scelti: Pierluigi Pintar

Ingresso libero

Un romanzo pieno di fascino, dalle tinte noir, psicologicamente molto teso e arricchito da un provocatorio sense of humour, che si svolge in bilico in una Trieste tra presente e futuro: questo è “L’uomo di Servizio” di Gianni Spizzo, uscito a novembre per Gossmann e disponibile in libreria da pochi giorni. Lo stesso autore presenterà per la prima volta il nuovo libro venerdì 22 novembre, alle 18 alla Piccola Fenice di Trieste (via San Francesco, 5): con lui dialogherà Simone Paliaga e Pierluigi Pintar leggerà alcuni passi scelti. Serata a ingresso libero.

IL LIBRO
Ci si accorge di quanto può contare una donna nella propria vita quando ci abbandona, e non sappiamo sostituirla. Per quanto scontato, il meccanismo del rimpianto può condurci ad azioni estreme se ci scappa di mano. Ne “L’uomo di servizio” è uno stalker a spiegarcelo, in dettaglio, uno che l’ha pagata con anni di galera, per poi trovare la sua vittima che lo aspetta fuori il giorno del rilascio. Chi è veramente la donna in questione? Che vuole ancora da lui? Dovrà scoprirlo rigando dritto, poiché con i nuovi dispositivi di controllo non si scherza…

L’uomo di servizio è un noir che esplora il lato enigmatico e paradossale dei rapporti uomo/donna nel nostro presente, e altresì in un futuro prossimo prevedibilmente segnato da nuove pervasive tecnologie digitali, tali da insidiare integralmente le vite private, ciò che resta del nostro diritto al segreto. La narrazione approda così ai lidi della fantapolitica distopica, ma con un tocco ironico: per cui l’inquietante, messo in scena, ha modo di mescolarsi con un sottile provocatorio humor. Quasi che, nella ipermodernità, il dramma non possa distinguersi nettamente dalla commedia, per restare in una sorta di sospensione.

L’ambientazione, non casuale, è la Trieste di oggi e di domani che, alla fine degli anni Venti di questo secolo, diventa capolinea della Via della seta, riacquistando così la centralità di cui ha goduto nell’epoca d’oro del suo passato. L’ex stalker e la sua ex vittima avranno da far chiarezza sulla natura del loro rapporto nel quadro di una città emblematicamente global, segnata da un’ambigua quanto ineludibile sicurezza.

L’AUTORE
Gianni Spizzo vive e lavora tra Monfalcone e Trieste, ha collaborato a riviste locali e nazionali, tra le quali La Cosa vista, Ricerche di Psicologia, Rivista di Psicologia, Il territorio, con articoli e saggi che vanno dalle arti visive alla psicologia della percezione, dalla storia sociale alla critica letteraria. È stato inoltre membro del gruppo redazionale dei Quaderni della Luna, rivista letteraria della Campanotto Editrice, cui ha partecipato con svariati contributi narrativi. Per l’editrice Cultura Viva di Trieste ha curato la raccolta Provincia Paganastorie dall’estremo Nord – Est, un’antologia di fine millennio, per la KappaVu ha pubblicato la raccolta di racconti Passioni della cattività  e i romanzi Tsunami e Attacco di panico – Una confessione.  Ha coordinato il volume 4X8. Cent’anni di vittime dimenticate, antologia di racconti per la quale ha firmato egli stesso Duce salvaci e ha pubblicato, ancora con Gossmann, L’amore come crimine lieve.

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