Parola di Geco – Ottobre 2016

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A metà del mese scorso, in occasione dei concerti italiani della band inglese The Who che non passava nel nostro paese dal 2007, scartabellando nei miei archivi ho trovato alcuni articoli di un po’ di anni fa che li riguardavano per due iniziative curiose che ho pensato bene di raccontarvi. La celebre band oramai composta solamente da Roger Daltrey e Pete Townshend, nel 2013 in occasione del tour negli Stati Uniti è stata protagonista di un’iniziativa benefica a Providence nel New England, città dove ritornavano dopo l’annullamento del concerto del 1979. In quell’occasione le forze dell’ordine decisero di annullare l’evento per motivi di ordine pubblico, ma in questa nuova occasione invece il concerto non solo si è svolto regolarmente, ma gli organizzatori decisero di regalare l’ingresso a chi si fosse presentato alla cassa con il tagliando autentico di trentatré anni prima. Il biglietto originale del concerto del 1979 sarebbe stato messo all’asta e i ricavati dati in beneficenza. La seconda invece risale a dieci anni fa in Germania, quando il tour fece tappa ad Hannover. Per quell’occasione la nota marca automobilistica della Volkswagen, volendo celebrare il VW Bus mitico pulmino in voga tra gli anni ’60 e ’70, decise di organizzare un concerto degli Who offrendo l’entrata gratuita a tutti quelli che si sarebbero presentati a bordo dello storico furgoncino. Tutti gli altri avrebbero potuto godersi lo spettacolo da un maxischermo posto all’esterno dell’area dello spettacolo.
Più semplice da realizzare rispetto alle percussioni artigianali che vi ho presentato il mese scorso, il Flexatone, brevettato negli anni ‘20 nel Regno Unito e adoperato da band e compositori più di quanto si possa immaginare, è uno strumento utilizzato per la creazione di effetti sonori speciali anche nel cinema. Lo potete realizzare pure voi senza essere troppo pratici nei lavori manuali. Volete una conferma di quanto vi sto dicendo? Seguendo le indicazioni del filmato Do it yourself Flexatone postato su Youtube e vedrete che non vi prendo in giro.
Rimanendo sempre connessi al canale del tubo già che ci siete e gustatevi qualche filmato dei Blue Man Group. Qualcuno se li ricorderà per averli visti partecipare a diversi spot pubblicitari di alcuni anni fa. Stiamo parlando di un simpatico collettivo teatrale fondato sul finire degli anni ’80, che rivisita celebri brani rock con attrezzi e metodi non tradizionali. Rari purtroppo i loro spettacoli live in Europa. Per ogni informazione visitate il sito ufficiale www.blueman.com
Se siete musicisti indipendenti il libro che vi segnalo adesso farà sicuramente al caso vostro. Tutte le dritte, le informazioni e gli escamotage necessari per divulgare la vostra li trovate nella pubblicazione Rock In Progress – Promuovere, distribuire, far conoscere la vostra ”. Autore Daniele Coluzzi, edizioni Effequ. I migliori nomi della scena indipendente italiana hanno prestato la loro esperienza all’autore per poter realizzare questo testo, svelando per voi i loro segreti e consigli per come muoversi e realizzare il vostro progetto. effequ.it.
Questo mese in chiusura di rubrica vado a trattare un argomento a me caro, i Doors, una delle mie band preferite. A tal proposito vi parlerò di quella che negli ultimi anni è diventata una moda nel mondo del turismo musicale, ovvero i viaggi a tema seguendo degli itinerari delle Star, con la sola differenza che in questo caso trattasi di qualcuno che in questo ambito si era mosso già diversi anni fa. Ricerca, passione e sacrificio sono stati i punti di forza che hanno permesso a Rainer Moddeman di poter raggiungere un obbiettivo che gli è valsa la soddisfazione di tutta una vita: diventare uno dei maggiori conoscitori al mondo del mito dei Doors. Il suo nome non vi dirà nulla, ma tra i ringraziamenti del libro Jim Morrison e i Doors On The Road, oppure tra i crediti del documentario The Doors in Europe, troverete pure lui. Cercatelo su di un motore di ricerca oppure digitate Doors Quarterly, il sito da lui diretto, potrete leggere diverse informazioni che non sono le solite baggianate dalle quali siamo oramai assuefatti. Troverete un interessante resoconto dei Doors a Francoforte nel 1968, personaggi sempre rimasti dietro le quinte, molte curiosità e gli itinerari “storici” per chi volesse andare in pellegrinaggio a Los Angeles o Parigi. Non sarà il sito esteticamente più bello che possiate visitare, ma vi assicuro che ne vale la pena e soprattutto vi assicuro che Rainer esiste veramente.

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