Omicidio di Roveredo scaturito da una foto sui social

Aurelia Laurenti

ROVEREDO – «Mia figlia e Aurelia erano come sorelle. Si vedevano e si sentivano sempre». E da buone amiche-sorelle l’avevano fatto anche mercoledì, poco prima della tragedia. Le ultime ore di vita di una mamma, Aurelia Laurenti, e le ultime ore di vita anche per una famiglia. Sono quelle raccontate dalla vicina di casa di Aurelia e Giuseppe Forciniti che forse più di chiunque altro aveva rapporti costanti e stretti con la coppia. E dalla testimonianza esce tanto: momenti di alta tensione, un litigio che dopo essere nato sul web era diventato reale, feroce; e ancora i delle due vicine (mamma e figlia) sia con Giuseppe Forciniti che con Aurelia Laurenti poco prima del dramma. «È stata mia figlia, l’ultima a parlare con lei», spiega la donna, residente in via Martin Luther King a Roveredo.

Il dissidio, poi diventato litigio, tra Aurelia e Giuseppe era nato per una foto messa dall’infermiere 33enne sui social network. «Si trattava di un’immagine che li ritraeva assieme – spiega la vicina – e ad Aurelia la cosa non era piaciuta. Così, mercoledì sera, Giuseppe è venuto da noi per lamentarsi proprio di questo fatto, che lei si fosse arrabbiata per una cosa del genere». Alla 32enne di San Quirino quella foto in stile “famiglia felice” non era andata giù. C’era qualcosa che non andava, da tempo, e sono numerose le testimonianza che lo confermano. «Dopo Giuseppe, era arrivata da noi anche Aurelia – prosegue la vicina – ma sembrava che si fossero calmati. Poco dopo mia figlia ha chiamato Aurelia e lei le ha che Giuseppe era andato a dormire». Non era così. Di li a poco si sarebbe consumato il dramma. «In seguito, infatti, ci è arrivata una telefonata: era la madre di Aurelia che ci diceva che Giuseppe aveva portato i bambini da una prozia a Pordenone. Ci siamo preoccupati, Aurelia non rispondeva più al telefono. Abbiamo provato con il citofono, senza esito. A quel punto abbiamo chiamato la polizia, ma era troppo tardi». E infine un dettaglio: «Nel pomeriggio Giuseppe aveva cancellato il suo profilo Facebook».

IL RICORDO
La stessa vicina, che con Aurelia Laurenti aveva un rapporto più che mai stretto, spiega dal suo punto di vista quale fosse il momento che la 32enne stava vivendo. «Giuseppe era troppo geloso. La controllava anche costringendola ad effettuare delle videochiamate per confermare ciò che lei gli diceva. Non le permetteva di avere un profilo suo sui social. Le diceva che doveva dimagrire, che doveva andare dall’estetista. Piccole cose, ma continue».

IL QUARTIERE
A parlare nuovamente è anche un’altra amica di Aurelia, la prima che giovedì aveva rivelato l’intenzione della 32enne di lasciare il compagno e la casa di Roveredo. «Aurelia – racconta – aveva un carattere forte, non sempre facile. Era una persona che non si lasciava intimidire. Reagiva a qualsiasi tentativo di offesa, di ogni tipo. Aveva scoperto un tradimento – conferma l’amica facendo seguito alla rivelazione resa giovedì dal padre della vittima – ed era tornata a casa dei suoi per quasi un mese. Ma aveva paura che le togliessero i bambini, temeva che alla fine la colpa potesse ricadere su di lei in un eventuale iter di separazione. Alla fine era tornata a casa, lui si era scusato. Ma non erano più una coppia reale».


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