Nasceva 227 anni fa l’Imperatore d’Austria Ferdinando I

NASCEVA A VIENNA 227 ANNI FA L’IMPERATORE D’ I. RIMANE NELLA LA SUA CRITICA A FRANCESCO GIUSEPPE, DOPO L’ABDICAZIONE:
“PERCHÉ MI HANNO CACCIATO VIA NEL 1848? SAREI STATO CAPACE ANCH’IO, QUANTO MIO NIPOTE, DI PERDERE DELLE BATTAGLIE!”

Ricordiamo oggi l’Imperatore d’Austria Ferdinando I, nato 227 anni fa a Vienna. Ferdinando I era il figlio maschio primogenito del primo Imperatore d’Austria, Francesco I, e di Maria Teresa di Borbone-Napoli.

Tra le sue sorelle ricordiamo la primogenita Maria Luisa, che sposò Napoleone Bonaparte, Maria Leopoldina, Imperatrice del Brasile, e un fratello Francesco Carlo, padre dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, suo successore.

Sin dalla propria gioventù, Ferdinando ebbe una costituzione debole, soffrendo di epilessia, rachitismo e idrocefalo, il che non gli consentì di avere un’educazione appropriata al ruolo che avrebbe un giorno dovuto ricoprire.

I suoi studi favoriti furono l’araldica, lo studio delle tecnologie e l’agraria che prediligeva largamente.

All’età di 15 anni, Ferdinando ottenne come educatore il Barone Joseph von Erberg, il quale contrariamente a quanto previsto lo educò invece all’indipendenza dalla madre, insegnandogli anche se tardivamente a leggere ed a scrivere, oltre a cavalcare e danzare, introducendolo anche allo studio del pianoforte. Successivamente si acculturò nelle arti militari, scientifiche e tecniche.

Malgrado tutti gli evidenti difetti di cui era portatore, Ferdinando era pur sempre il figlio primogenito dell’Imperatore d’Austria e questo lo poneva nelle condizioni di dover apprendere ad utilizzare quegli strumenti che un giorno gli sarebbero serviti per governare.

Ferdinando venne ammesso al Consiglio di Stato solo a partire dal gennaio del 1830, ma venne perlopiù escluso dalle decisioni di rilievo, relegato al mero ruolo di osservatore.

Il 28 settembre 1830, infine, avvenne la sua nomina a principe ereditario con la concessione del titolo di re d’Ungheria a Presburgo e anche questo fatto sollevò ulteriori polemiche: questo infatti avrebbe significato la sua ascesa al trono alla morte del padre, circostanza che fu oggetto di dispute a causa della sua controversa personalità.

Nel 1831, sempre su consiglio del Cancelliere Metternich, Ferdinando I sposò dapprima per procura e poi con rito religioso la principessa Maria Anna di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I e sua cugina di terzo grado. La coppia imperiale non ebbe figli per quanto l’archiatra di corte si fosse accertato che Ferdinando e la consorte potevano averne, ma che egli per primo trovava sconveniente continuare questa progenie “malata”.

Dopo la morte del padre Francesco I, il 2 marzo 1835 Ferdinando ne fu il successore sul trono imperiale, il che però diede ampio spazio al suo consiglio dei ministri che ebbe vita facile data la sua scarsa capacità di imposizione (veniva chiamato dai suoi Ministri, sarcasticamente, “Il Benigno”).

Proprio per sopperire alle inadeguatezze di Ferdinando, già suo padre e il Primo Ministro Metternich avevano messo a punto un gabinetto di governo noto come “Conferenza di Stato Segreta” che aveva appunto il compito di governare in vece dell’imperatore pur rimanendo nell’ombra, dal momento che dall’esterno la figura del sovrano doveva continuare a primeggiare come unica entità a guida dell’impero. Di questa conferenza segreta facevano parte quelli che divennero poi anche i suoi consiglieri più fidati: suo fratello Francesco Carlo (padre del futuro imperatore Francesco Giuseppe), il ministro Metternich ed il conte Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky, oltre all’Arciduca Luigi d’-Lorena, suo zio.

Va comunque precisato che Ferdinando aveva una buona conoscenza del suo Impero, come davvero pochi alla sua epoca; egli conosceva cinque lingue, era in grado di suonare due strumenti musicali, disegnare molto bene, cavalcare e tirare di scherma con destrezza, oltre a coltivare la sua passione per l’agricoltura che lo portò a puntare a nuove riforme per questo settore e ad interessarsi alle ultime conoscenze tecniche del suo tempo.

Il 7 settembre 1836 egli ricevette anche la corona di Boemia a Praga, atto che culminò con la donazione di altri 50.000 ducati per opere pubbliche e caritatevoli.

Il giorno in cui divenne Re del Lombardo-Veneto (6 settembre 1838) promulgò un’amnistia generale per tutti i detenuti per reati politici nelle province italiane dipendenti dall’Austria.

Nel 1837, proprio durante il regno di Ferdinando I, avvenne forse il fatto più significativo della sua epoca: in quell’anno venne infatti aperta la prima ferrovia a vapore dell’Austria, la Kaiser Ferdinands-Nordbahn, seguita poco dopo da una prima ondata di linee private costruite da operatori del settore ferroviario, fatti che segnarono il definitivo inizio dell’industrializzazione del paese.

Nel 1838 donò all’Accademia delle Belle Arti di Vienna 88 dipinti di sua proprietà perché divenissero fruibili al pubblico. L’anno seguente, previo un consulto con la sua famiglia, emise il Kaiserlich österreichisches Familienstatut, ovvero gli statuti della casata d’Asburgo che regolavano rigidamente il rango, i redditi ed i matrimoni nella casata imperiale.

Dopo l’insurrezione viennese del marzo del 1848, Metternich venne costretto a dimettersi dalla sua carica di Primo ministro e Ferdinando si trovò ben presto senza la sua storica guida negli affari di governo, fatto che lo mise profondamente a disagio dal momento che il successore di questi, il conte Fiquelmont, era stato scelto proprio per distendere gli animi della popolazione col suo spirito progressista.

Per evitare ulteriori problemi e scongiurare il rischio di nuove sollevazioni, il 15 marzo Ferdinando abolì la censura sulla stampa ed il 25 aprile di quello stesso anno decise di siglare la Costituzione Pillersdorf, ma queste riforme non soddisfacevano ancora i rivoluzionari, che puntavano alla sua definitiva rimozione dal trono austriaco per incapacità ed eccessiva ingerenza dei suoi ministri negli affari di stato. I rappresentanti della Guardia Nazionale costituita, i lavoratori e gli studenti insorti di Vienna si arresero solo il 15 maggio presso la Hofburg di Vienna quando seppero che Ferdinando aveva deciso di abdicare su consiglio del Primo Ministro, il principe Felice di Schwarzenberg.

Il 2 dicembre l’Imperatore formalizzò la sua abdicazione in favore del nipote Francesco Giuseppe, figlio di suo fratello Francesco Carlo che aveva rinunciato ai suoi diritti al trono in favore del primogenito.

Ferdinando decise quindi di trascorrere l’ultima parte della sua vita al castello reale di Praga, ove si dedicò alla gestione dei possedimenti che a suo tempo aveva ricevuto in eredità dal Duca di Reichstadt, suo nipote, e che egli seppe far fruttare accumulando una fortuna personale notevole; tali somme, dopo la sua morte, saranno utilizzate dal nipote ed erede al trono per costituire una fondazione imperiale.

Il fatto di risiedere in Boemia non lo escluse tuttavia dai rapporti familiari con il nuovo Imperatore, che criticò aspramente per i suoi insuccessi.

Dopo la battaglia di Sadowa – riandando con la mente alle sconfitte del 1859, alla perdita della Lombardia, all’esclusione definitiva dell’Austria dalla Germania, alla cessione del Veneto e all’umiliazione inflitta dalla Prussia – affermò: «Perchè mi hanno cacciato via nel 1848? Sarei stato capace anch’io, quanto mio nipote, di perdere delle battaglie!».

Ferdinando I morì nella capitale boema nel 1875, ad 82 anni. La salma, riportata a Vienna, come da tradizione della casata Asburgo, venne sepolta nella Cripta dei Cappuccini, mentre il suo cuore venne sepolto separatamente nella Herzgruft della Chiesa agostiniana.

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