Nasce a Trieste metodo per diagnosticare subito il Covid con Precisione al 98%

prof Gianni Biolo

Scoperto a Trieste un metodo per la precoce del -19. Lo studio, condotto dalla Clinica Medica dell’ in sinergia tra Asugi e l’, è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Journal of Clinical Medicine”. Il protocollo di studio, preventivamente approvato dal Comitato Etico Unico Regionale (Ceur) della Regione, è stato realizzato dall’equipe del professor , in collaborazione con la dott.ssa Pierandrea Vinci, coordinatore infermieristico della Clinica Medica e Pronto Soccorso di Trieste, Alessandro Pipoli e con l’ausilio dell’Unità di Biostatistica dell’Università di Trieste guidata dal Professor Lucio Torelli.

“La diagnosi del coronavirus si basa sulla positività dei test molecolari su saliva e naso – spiega Biolo -. Tuttavia, questi test non forniscono una sicurezza chiara sulla presenza o assenza di Covid. Ciò è particolarmente vero per coloro che presentano sintomi compatibili con il virus come febbre, tosse o difficoltà respiratorie o polmoniti di origine batterica o da virus diversi dal Covid. Con il nostro studio abbiamo potuto dimostrare che combinando il test molecolare con la conta differenziale dei diversi tipi di globuli bianchi (eosinofili e basofili) è possibile ottenere una precisione diagnostica molto elevata – pari al 98% – sia nel conferma e nell’esclusione della malattia da Covid-19”.

La natura empirica della è ovviamente data dallo studio dei casi clinici effettuato durante i mesi della pandemia tra i 436 pazienti ospitati al sesto piano della torre medica di Cattinara. «Si è visto che 131 di questi ricoverati per polmonite sono risultati positivi al test molecolare per il Covid-19 mentre 305 erano affetti da polmonite “normale”, causata da diversi batteri o virus. La valutazione integrata dei livelli circolanti di eosinofili e basofili ha permesso di escludere la diagnosi di infezione da coronavirus in pazienti con polmonite non Covid nel 98% dei casi, ben prima dell’esito del test molecolare di conferma”.

Gli effetti dello studio riguardano principalmente la tempistica dei risultati. «I tempi di attesa per i tamponi nell’ultimo anno e mezzo si sono notevolmente ridotti – racconta Biolo – e ora in poche ore abbiamo i risultati. Secondo quanto scoperto dal nostro studio, però, basterebbe che il laboratorio leggesse i dati di cui già dispone, osservando il numero di eosinofili e basofili. Quindi si può avere la diagnosi di positività o negatività in pochi minuti, perché è una diagnosi di esclusione, al contrario di quella di conferma data da un tampone nasofaringeo». Il metodo, per il professore, potrebbe essere subito utilizzato nei nostri ospedali. “Si tratta di eseguire una conta differenziale dei globuli bianchi, operazione che i laboratori di analisi dei nostri ospedali sono in grado di eseguire tempestivamente”.


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