Misure anti contagio, le regole e il buon senso

A volte è palese agli occhi della maggior parte dei cittadini l’incongruenza o l’eccesso dei provvedimenti, volti beninteso a proteggere dal contagio ma non sempre “limpidi”. È così che i più giudicano inutile l’uso della mascherina in strada, quando si è lontani da chicchessia. Strano anche il fatto che alcuni esercizi possano rimanere aperti, e altri no, così come alcune attività produttive considerate “strategiche”; con il buon senso, appunto, si è visto prendendo spunto anche da quello che accade in Cina, qualunque attività produttiva potrebbe continuare adottando misure di prevenzione specifiche. Il nodo sta soprattutto negli assembramenti: potenziando la rete dei trasporti pubblici si potrebbero evitare dei problemi a bordo degli stessi. Dopo 2 mesi di restrizioni pesanti, possiamo considerare “essenziali” tutte le attività commerciali e produttive. Il danno economico che comporta una chiusura forzata non è commisurato agli interventi di sostegno, tardivi e insufficienti per le categorie più penalizzate. In questo senso, un pensiero speciale va ai gestori dei bar e dei ristoranti che non possono effettuare consegne a domicilio. Non c’è via, per loro, di continuare l’attività senza prevedere sistemi che limitano fortemente l’afflusso dei clienti. Questa pandemia sta diventando una sorta di terremoto, dove serve ricostruire da zero, con nuove modalità, in previsione di un futuro diverso che è già il nostro presente.

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