C’è un centinaio di fotografie, dentro l’immenso archivio di Mario Magajna, che raccontano una Trieste che non esiste più. Magajna era il fotoreporter storico del «Primorski dnevnik», il quotidiano degli sloveni in Italia, e per decenni ha attraversato la città con la macchina fotografica. In quel corpus enorme, un nucleo preciso: il cinema fatto qui, tra gli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta.
Claudia Cardinale, Silvana Mangano, Rosanna Schiaffino, Liana Orfei, Maria Schell. Ma anche i set dimenticati, le sequenze di backstage, le riprese di Vlak bez voznog reda di Veljko Bulajić nel 1959 e di Seniltà di Mauro Bolognini nel 1962: il romanzo di Svevo portato sullo schermo a Trieste, con un cast che oggi sembra impossibile.
Tutto accompagnato da racconti e curiosità tratti dalla stampa dell’epoca, «Primorski dnevnik» e «Il Piccolo»: due sguardi sulla stessa città, due lingue per lo stesso stupore.
La mostra è alla Casa del Cinema, in piazza Duca degli Abruzzi 3, fino al 31 maggio. Cizerouno è tra i partner del progetto, con Casa del Cinema, Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival e la Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi – Narodna in Študijska Knjižnica.
Venerdì 8 maggio alle 18.00 Massimiliano Schiozzi conduce una visita guidata a ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria « QUI »
Attraverso lingue, identità e mediazioni: la pubblicazione è online
A maggio 2025 Massimiliano Schiozzi e Martina Vocci erano a Capodistria, ospiti della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università del Litorale. Avevano portato il docufilm Le storie in movimento: Fulvio Tomizza e i contemporanei davanti a 34 studenti di Slovenia, Austria e Italia, riuniti per una settimana nell’ambito di un programma Erasmus+ Blended Intensive Programme.
Il giorno dopo, tutti a Trieste a camminare nei luoghi dello scrittore e poi in Istria a Materada. Cizerouno ha curato la parte dedicata a Fulvio Tomizza, tra Trieste e l’Istria. Il progetto aveva radici più larghe: tre università coordinate da altrettante professoresse, un tema che metteva al centro il plurilinguismo, la letteratura di frontiera, l’identità.
Gli studenti hanno lavorato in gruppi misti — sloveni, austriaci, italiani — e hanno prodotto diari video plurilingui, un flipbook di autobiografie linguistiche, un sito dedicatoad alcuni autori dell’Adriatico.
Adesso tutto questo è diventato una pubblicazione: si intitola Attraverso lingue, identità e mediazioni. Letteratura, paesaggi linguistici e translanguaging: percorsi per la didattica della lingua italiana, ed è curata da Nives Zudič Antonič (Università del Litorale), Simona Bartoli Kucher (Università di Graz) e Carla Bagna (Università per Stranieri di Siena). È in italiano, sloveno, tedesco e inglese. Dentro ci sono i loro lavori, le schede dei docenti, il programma di quella settimana. E qualche foto che racconta meglio di qualsiasi descrizione cosa succede quando si mettono insieme trentaquattro persone con lingue e storie diverse.
Leggi e scarica la pubblicazione completa « QUI »







