Life’s a Beach a Trieste

Domenica 15 dicembre 2019, alle ore 17 Performance teatrale interpretata da Luisa Cividin, Laura Loi, Renata Millo, Maurizio Milovan, Dino Pacco. Accompagnamento musicale dal vivo di Fulvio Tonet
Lunedì 6 gennaio 2020, alle ore 17 Performance teatrale interpretata da Luisa Cividin, Laura Loi, Renata Millo, Maurizio Milovan, Dino Pacco con il gruppo Danzare si può, coreografato da Daniela Zamataro. Accompagnamento musicale dal vivo di Fulvio Tonet

Intero 7,00 € Ridotto 5,00 € Il biglietto è acquistabile da un’ora prima dello spettacolo all’ingresso del museo. Informazioni e prenotazioni: biglietteria del , da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00, tel. 040 6754350. Posti limitati. Durata circa 50′.

La mostra Martin Parr: Life’s a Beach è visitabile dal mercoledì al lunedì, dalle 9 alle 19.
Museo Revoltella Via Diaz, 27 — 341 23 Trieste tel. 040 6754350 revoltella©comune.trieste.it

Da diversi decenni le fotografie di Martin Parr documentano tutti gli aspetti della vita da spiaggia, con primi piani di bagnanti intenti a prendere la tintarella, ma anche immagini che raccontano i tuffi in mare o l’immancabile picnic. A Trieste, città dove il mare è parte integrante del DNA dei suoi abitanti, una sorta di beach therapy, citando Martin Parr, componente essenziale dell’identità triestina, la mostra Life’s a beach documenta la ricerca antropologica del fotografo inglese nei confronti di un’umanità colta nel momento in cui ha la guardia abbassata. Il fotografo documentarista britannico, come lui stesso si definisce, per vocazione e passione, ci propone un viaggio esplorativo, caratterizzato da tecniche diverse, ma sostenuto da un unico desiderio: carpire e capire ciò che accade nel nostro mondo impregnato di cultura consumistica, progressivamente consumato dall’imbarazzante perdita del buon gusto e del senso del limite. Il paesaggio sociale è il palese oggetto del suo desiderio fotografico. Allo specchio è l’opulenta società occidentale, con i suoi tic, cliché, e stereotipi. Dalle foto degli anni Ottanta, caratterizzate da un colore saturo, grandangolo e flash sparato, a quelle della metà degli anni Novanta, in cui utilizza l’obiettivo macro e il ring flash, sino alle più recenti in cui non disdegna l’utilizzo del teleobiettivo, Martin Parr colleziona bagni di ogni luogo, indifferenziati per la gestualità maldestra, scomposta, a volte volgare, rappresentata.

Ispirandosi alla mostra di Martin Parr, Luisa Cividin propone due spettacoli che rievocano il rito del “bagno” triestino in epoche diverse. Dal bagno galleggiante Buchler alla mitica Lanterna incontreremo i personaggi di ieri tratti dagli scritti di Willy Dias e Alma Morpurgo pubblicati nel volume Oltre le parole: scrittrici triestine del Primo Novecento, ed.Vita Activa, quando per stare a galla ci si serviva di una fodera gonfiata, e i personaggi di oggi tratti dagli scritti di Fabio Favretto.

Partecipa al secondo incontro il gruppo “Danzare si può”, formato da persone che danzano secondo il metodo Maria Fux. Esso consente a tutti di accedere al mondo della danza, essendo basato sull’improvvisazione e la libera espressione. Attinge a temi universali, fonti d’ispirazione dell’incontro di danza in studio e anche pretesto di semplici coreografie. Sarà così possibile danzare il mare, il vento, le vele, unendo la poesia della danza a quella del racconto.

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