Libera circolazione dei monopattini elettrici a Trieste

Trieste tra le prime città ad ottenere il via libera alla dei monopattini elettrici, sempre però nel rispetto del decreto in vigore dal 27 luglio. La possibilità di usare legalmente in aree pubbliche monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel sarà invero molto limitata. Perché il decreto del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che fissa le regole per circolare è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale venerdì 12 luglio ed entrerà in vigore sabato 27 luglio. Ma questa è solo la data a partire dalla quale i Comuni potranno mettere in regola questi mezzi che, nonostante siano sempre più diffusi, a tutt’oggi restano utilizzabili esclusivamente in aree private. L’iter è partito alla fine dell’anno scorso, quando la legge di Bilancio (legge 145/2018, articolo 1, comma 102) ha introdotto la possibilità di usare questi mezzi anche in aree pubbliche, finora vietata dal Codice della strada (che non tiene in considerazione il fatto che questi microveicoli esistono, neanche nel caso del segway che ormai ha vent’anni). Ma non si è trattato di un vero e proprio via libera: la legge parla solo di una sperimentazione, secondo le modalità stabilite da un Dm Infrastrutture. Senonché l’entrata in vigore del decreto non garantisce ancora che si possa scendere in strada e circolare: ciò sarà consentito esclusivamente in alcuni ambiti urbani: aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili, corsie riservate e zone 30. E nemmeno in tutte le infrastrutture di questi tipi, ma solo in quelle che saranno individuate dai Comuni. L’individuazione non basta ancora: la procedura si chiuderà con l’apposizione della segnaletica apposita dove la dei micromezzi elettrici sarà effettivamente consentita. Dunque, l’unica cosa determinante per sapere dove si può circolare è la presenza dei segnali: dove essi non ci saranno, circolare sarà ancora vietato come lo è tuttora. Inoltre, i Comuni dovranno «avviare una campagna di informazione in corrispondenza di infrastrutture di trasporto, ricadenti nel proprio centro abitato, destinate alla scambio modale quali porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni».

In ogni caso, le autorizzazioni alla sperimentazione potranno essere rilasciate solo entro un anno dall’entrata in vigore del Dm e il periodo sperimentale dovrà concludersi entro 24 mesi da quando i test sono stati autorizzati. Solo dopo si saprà se le regole attuali saranno confermate o se ci sarà una liberalizzazione maggiore o minore. Teoricamente, i micromezzi elettrici potrebbero anche tornare fuorilegge, anche se ciò appare molto improbabile dati la loro utilità e gli interessi economici in gioco. La durata minima della sperimentazione in ogni singolo Comune dovrà essere di un anno.

È prevedibile che nella pratica accada quello che si vede da almeno dieci anni con le bici, che vengono usate largamente anche sui marciapiedi, fatto consentito a Trieste in virtù di una speciale deroga. Dove circolano i pedoni lo possono fare anche le bici, nel rispetto dell’altrui incolumità, senza generare pericolo e adeguando la velocità nelle zone più affollate. Vedremo se lo stesso principio varrà anche per i monopattini.

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