L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti – venerdì 18 dicembre Teatro Verdi

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L’ELISIR D’AMORE:
il capolavoro di Donizetti in scena al di Trieste
da venerdì 18 dicembre

L’ELISIR D’AMORE, l’intramontabile capolavoro giocoso di Gaetano Donizetti, va in scena al Teatro Verdi di Trieste nel periodo natalizio.
Regia di Fabio Sparvoli, scene di Saverio Santoliquido, costumi di Alessandra Torella e disegno luci di Jacopo Pantani per il vivace allestimento della Fondazione Teatro Regio di Torino, che trasposta lo spettatore, subito e d’incanto, in una storia allegra e solare.
tra le più fortunate di Donizetti, L’Elisir fu forse il titolo più rappresentato durante la vita del compositore; dopo la morte di Donizetti venne trascurato per una cinquantina d’anni per poi essere riscoperto da Enrico Caruso, e divenire un classico nel repertorio dei grandi tenori – da Gigli a Pavarotti.
Per Fabio Sparvoli, regista di questa “delicata e poeticissima commedia musicale”, la forza dell’Elisir sta innanzi tutto nei suoi personaggi autentici, pieni di realismo, umanità e spessore drammaturgico: “Figlio della vecchia opera buffa del Settecento, della quale conserva ancora i recitativi accompagnati al clavicembalo, L’Elisir diviene dirompente grazie ad un Donizetti che si distingue, a quel tempo, per una caratteristica nuova: far ridere e commuovere allo stesso tempo. I suoi personaggi vengono dalla vita reale e non dal palcoscenico. Il dolore di Nemorino non è un’astrazione teatrale, un pretesto che faccia da motore allo sviluppo drammatico, ma è un sentimento autentico di passione frustrata, di speranza delusa.”
L’Elisir di Sparvoli è un allestimento giocoso, solare, trascinante, capace di restituire perfettamente l’incanto di questa storia ingenua e a lieto fine, perfetta per il periodo festivo.
L’orchestra, il coro – preparato dal M° Fulvio Fogliazza – e la compagnia di canto sono affidati alla direzione del M° Ryuichiro Sonoda.
Il Maestro giapponese Sonoda, direttore già apprezzato sul podio triestino sia in campo operistico che sinfonico, torna a Trieste dopo avere diretto, alcuni anni fa, The Rape of Lucretia di Britten nella stagione 2012 – 2013.
Di ottimo livello il cast: dal Nemorino di Leonardo Ferrando – tenore uruguaiano italiano al suo debutto a Trieste – all’Adina di Roberta Canzian, anch’essa per la prima volta sul palcoscenico triestino; Belcore è affidato a Filippo Polinelli (di ritorno sul palcoscenico del Verdi dopo avere partecipato alla Madame Butterfly di Renzetti/Ciabatti) mentre Dulcamara è affidato a Domenico Balzani, più volte presente a Trieste. Completano il cast Vittoria Lai nel ruolo di Giannetta, e il mimo Mario Brancaccio.
In alternanza, un cast altrettanto interessante di giovani voci: Luis Gomes (Don Giovanni) interpreta Nemorino, Dušica Bijelić (di recente nel Werther) è Adina, Oleg Loza interpreta Belcore, Vincenzo Nizzardo è Dulcamara.

Adina (soprano): Roberta Canzian (18, 20, 29/XII), Dušica Bijelić (19, 22, 30/XII)
Nemorino (tenore): Leonardo Ferrando (18, 20, 22, 29/XII), Luis Gomes (19, 30/XII)
Belcore (baritono): Filippo Polinelli (18, 20, 22, 29/XII), Oleg Loza (19, 30/XII)
Il dottore Dulcamara (basso comico): Domenico Balzani (18, 20, 22, 29/XII), Vincenzo Nizzardo (19, 30/XII)
Giannetta (soprano): Vittoria Lai
servo di Dulcamara (mimo): Mario Brancaccio

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