Legami storici del territorio di Trieste e la festa di Halloween

A prima vista, Trieste e Halloween sembrano due realtà molto lontane tra loro: la prima è una città con una storia complessa, mitteleuropea e adriatica; la seconda è una festa di origine celtica-anglosassone. Tuttavia, si possono rintracciare alcuni legami culturali e storici indiretti, che spiegano perché Halloween oggi è sentito (anche se in modo recente) anche a Trieste.


️ 1. Origini di Halloween e area celtica

  • Halloween deriva dalla festa celtica di Samhain, che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, un momento di passaggio in cui — secondo la tradizione — il mondo dei vivi e dei morti si avvicinavano.

  • Le popolazioni celtiche erano diffuse anche nell’Europa continentale, comprese alcune aree del Nord Italia durante l’età del Ferro (come i Galli e i Carni, stanziati anche in Friuli).

Dunque, i Carni, una popolazione celtica che abitava tra il Friuli e le Alpi Giulie (quindi non lontano da Trieste), rappresentano un legame molto antico tra il territorio e la cultura celtica da cui Halloween trae origine.


️ 2. Tradizioni locali simili: Ognissanti e Commemorazione dei Defunti

  • Prima della diffusione di Halloween, a Trieste (come nel resto d’Italia) si celebravano già il 1° novembre (Ognissanti) e il 2 novembre (Giorno dei Morti), con riti e usanze popolari legate al culto dei defunti.

  • In alcune zone del Friuli-Venezia Giulia e dell’Istria si usava, per esempio, lasciare del cibo o dell’acqua per le anime dei morti, tradizione che ricorda molto da vicino l’origine di “trick or treat” (“dolcetto o scherzetto”).

Queste usanze “autunnali dei morti” erano comuni anche a Trieste e mostrano come il tema della notte dei defunti fosse già parte della cultura popolare, sebbene in forma diversa.


3. Influenze mitteleuropee

  • Trieste, per secoli parte dell’Impero Austro-Ungarico, ha sempre avuto un ruolo di crocevia culturale: vi circolavano idee, feste e tradizioni dell’Europa centrale.

  • Nei paesi di lingua tedesca esistevano già feste autunnali simili a Halloween, come Allerseelen (Giorno delle Anime) o tradizioni con lanterne per i bambini (Martinstag).

  • Dopo la Seconda guerra mondiale, la forte apertura di Trieste verso il mondo anglosassone (anche grazie alla presenza britannica e americana durante l’amministrazione del Territorio Libero di Trieste, 1947–1954) ha contribuito a importare feste e usanze angloamericane, compreso Halloween.


4. Halloween oggi a Trieste

  • Negli ultimi decenni, Halloween è diventato molto popolare tra i giovani triestini, anche grazie al turismo, alla cultura pop e all’influenza dei media.

  • Trieste celebra Halloween con eventi culturali, feste nei locali, visite guidate nei cimiteri o nei luoghi “misteriosi”, sfruttando la sua atmosfera un po’ gotica e il patrimonio storico.

Epoca Legame con Halloween
Età del Ferro Presenza dei Carni, popolazione celtica nella regione.
Medioevo Tradizioni locali legate al culto dei morti.
Periodo Asburgico Influenze mitteleuropee su feste e riti autunnali.
Secondo dopoguerra Influsso anglosassone durante e dopo il Territorio Libero.
Oggi Halloween come festa pop moderna, ma in continuità simbolica con le antiche tradizioni dei defunti.

Entriamo nel cuore del legame etnografico e simbolico tra Trieste, il Carso e le tradizioni legate ai morti, che – pur essendo nate in contesto cattolico e mitteleuropeo – hanno punti di contatto profondi con il mondo simbolico di Halloween.


1. Il “tempo dei morti” a Trieste e nel Carso

Nella tradizione triestina e carsica, la fine di ottobre e i primi giorni di novembre erano considerati un periodo di passaggio, in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si faceva più sottile.
Questo concetto è identico a quello di Halloween, che segna la notte in cui gli spiriti tornano sulla terra.

Le anime che tornano

  • Si credeva che le anime dei defunti visitassero le loro case nella notte tra il 1° e il 2 novembre.

  • Per questo motivo, le famiglie lasciavano un lume acceso o un piatto di cibo sul tavolo, affinché gli spiriti trovassero conforto.

  • In alcune zone del Carso e dell’Istria si diceva che non si dovesse spazzare il pavimento quella notte, per non disturbare o “colpire” accidentalmente le anime che tornavano.

Questa credenza è l’equivalente simbolico del “ritorno dei morti” di Samhain/Halloween.


️ 2. Il culto delle luci e dei lumini

A Trieste, come in tutta la regione, la visita ai cimiteri per la Commemorazione dei Defunti (2 novembre) è accompagnata da una profusione di luci e candele, che illuminano la notte.

  • Questa usanza ha radici antiche, precedenti al cristianesimo, legate al fuoco come protezione e guida per i defunti.

  • In molte culture europee il lume serviva per tenere lontani gli spiriti maligni e guidare le anime buone.

Curiosità: la lanterna di Halloween (la zucca intagliata, Jack-o’-Lantern) ha la stessa funzione — una luce che guida e protegge nel tempo in cui i morti vagano sulla terra.


3. Dolci dei morti e offerte alimentari

In Friuli e nel territorio triestino, fino a non molti decenni fa, era comune preparare dolci “per i morti”, spesso destinati simbolicamente anche ai bambini.

  • A Trieste si trovavano (e si trovano ancora) i “fave dei morti”, piccoli biscotti tondi, dolci e friabili.
    Originariamente rappresentavano le anime dei defunti: la fava era infatti un antico simbolo della rinascita e dell’aldilà.

  • In alcune famiglie si lasciava un piatto di cibo sul davanzale o si distribuivano dolci ai bambini “per le anime”.

Anche qui si ritrova un’eco del “trick or treat”, il “dolcetto o scherzetto” anglosassone: la circolazione di cibo e dolci come gesto verso gli spiriti o i loro rappresentanti (i bambini).


️ 4. Luoghi “liminali”: il Carso e la Trieste misteriosa

Il Carso triestino, con le sue grotte, doline e paesaggi nebbiosi, è da secoli percepito come un luogo di confine — non solo geografico, ma anche tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

  • Le leggende carsiche raccontano di anime erranti, ombre notturne, “fuochi fatui” che danzano sulle rocce — elementi che si ritrovano anche nel folklore celtico e nordico.

  • Anche in città, Trieste conserva un immaginario legato al mistero e al confine: basti pensare al Cimitero di Sant’Anna, al Castello di San Giusto o ai racconti esoterici di Italo Svevo e Scipio Slataper.

Oggi, questo substrato culturale è stato riscoperto e valorizzato in chiave moderna con eventi tematici di Halloween, come:

  • “Trieste Misteriosa” (visite guidate notturne tra fantasmi e leggende),

  • serate nei castelli di Miramare e Duino,

  • iniziative del Civico Museo di Storia Naturale o di associazioni culturali che collegano Halloween al folklore locale.


5. Il “andar al cimitero dei Servi”

Una tradizione triestina antica era quella di “andar al cimitero dei Servi” (l’attuale via Rossetti), dove si facevano passeggiate e visite ai defunti.
Si portavano fiori, candele e talvolta cibo.
Il momento era solenne ma anche sociale, quasi festivo: la morte non era negata, ma parte della vita comunitaria.

Questo spirito di comunione con i morti è lo stesso che si ritrova nella filosofia di Halloween e in altre feste dei defunti (come il Día de los Muertos messicano).

Halloween

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