Giuliana Cadelli, “Le Trasgressive – Modelli di disobbedienza femminile nel mondo antico”


 

Presentazione del libro di Giuliana Cadelli

“Le Trasgressive

Modelli di disobbedienza femminile

nel mondo antico”

ed. Battello Stampatore

Giovedì 21 luglio 2022, ore 18:30

Ex Lavatoio – San Giacomo in Monte, 9 Trieste


Giuliana Cadelli cover Le Trasgressive

Partecipa l’autrice con interventi musicali di Francesco Cervino.


Gli uomini da sempre temono le donne, temono il loro sapere, la loro bellezza, la loro indole, e da sempre, in ogni angolo del mondo, le hanno arginate, relegandole a ruoli stereotipati e sempre secondari.
Ma è possibile DIRE NO, dire IO NON CI STO, è possibile disobbedire e trasgredire.


Il libro presenta alcune figure di donne appartenenti all’immaginario simbolico greco e romano, personaggi del mito, dee, eroine, veggenti, maghe o donne indipendenti, forti nel pensiero e nella voce connesse a sapienza, profezia, seduzione; donne che danno voce ai loro pensieri e che incutono timore. Ieri come oggi » LEGGI TUTTO »


INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI


GIULIANA CADELLI

GIULIANA CADELLI
Sono nata a Trieste nel 1968 dove ho sempre vissuto. Nel 1994 mi sono laureata a pieni voti in Lettere Classiche presso l’Università degli di Trieste, con una tesi in antichistica sulle rappresentazioni e le funzioni di una grande dea greca, Afrodite e l’organizzazione simbolica del system.
Da quando ho messo piede al Liceo della mia città con il mondo greco e latino è stato amore a prima vista, un autentico colpo di fulmine.
Sono in tanti a chiedermi il perché di questa passione così travolgente molti quelle che mi chiedono e si chiedono il senso dello studiare il greco e il latino in questo mondo che corre a 1000 km all’ora.
E allora io prendo a prestito le parole della gran dama del Collège de France, Jaqueline de Romilly, grecista, scomparsa nel 2010 all’età di 97 anni. Jaqueline fu la prima donna a insegnare al Collège de France e fu la seconda donna, dopo Marguerite Yourcenar, a essere ammessa all’Académie française.
«Ho sempre pensato che si dovesse dare accesso, tramite le radici stesse, alla nostra cultura. Dare bellezza e le sfumature. Per un motivo molto semplice: come si possono distinguere due idee affini se non si sanno attribuire loro le giuste parole? Come si può pensare se non si è capaci innanzitutto di padroneggiare la lingua?»
E’ proprio questo il senso: DARE BELLEZZA E SFUMATURE, in un mondo che etichetta tutto, che riduce e semplifica ogni cosa, in un mondo che non ha più le parole e che a poco a poco uccide il pensiero credo fortemente che studiare il greco e il latino sia un elemento di formazione intellettuale e morale fondamentale e possa aiutare le persone a trovare la propria strada, ad essere più consapevoli, più tolleranti, più centrati e possa favorire la comunicazione sincera tra gli esseri umani di cui sentiamo sempre di più la mancanza. E farlo attraverso i testi letterari, questa è la bellezza e la generosità dell’insegnamento. Ed è quello che amo fare.
Insegnare, formare, trasmettere.
Sono stata cultrice della materia collaborando alla cattedra di Storia delle Religioni dell’Università degli Studi di Trieste come coadiutrice didattica nella presentazione di alcune lezioni e seminari per gli studenti su argomenti propedeutici ai corsi monografici e da più di trent’anni offro sostegno didattico e lezioni individuali e di gruppo in materie letterarie a studenti, a docenti e appassionati di antichistica.
Nello specifico sono una studiosa di mitologia, di storia religiosa del mondo antico e organizzazione simbolica del system. Le trasgressive è il mio primo libro.

coorganizzazione comune di triesteex lavatoio motto 2022

 

LE TRASGRESSIVE

«Le donne sapienti le odio, non me ne capiti in casa una che pensi cose più grandi che a donna conviene. È in donne come queste che Afrodite instilla di più la malizia, mentre la donna semplice si sottrae alla per il suo poco senno…» queste le parole di Ippolito nell’omonima tragedia di Euripide.
Gli uomini da sempre temono le donne, temono il loro sapere, la loro bellezza, la loro indole, e da sempre, in ogni angolo del mondo, le hanno arginate, relegandole a ruoli stereotipati e sempre secondari.

Il pensiero greco propone un’ostilità verso il femminile che molti hanno sottolineato come tratto evidente, anzi identificante la cultura greca della città. Questa cultura, patrilineare e patriarcale propone già al livello del mito l’estraneità tra maschio e femmina e il prevalere del primo sulla seconda.

Nella Teogonia di Esiodo, viene omesso il racconto della nascita o della creazione dell’uomo, il problema infatti non si pone: i primi uomini sono figli della terra e sono sempre esistiti. la donna invece viene creata, è Pandora, un valore, un agalma forgiato e gestito da altri, che sarà responsabile dei mali del mondo al pari di Eva, la prima donna, che cede alla tentazione del desiderio di sapere, di capire e coglie il frutto proibito dall’albero della conoscenza determinando la cacciata dal paradiso terrestre. Un atto di disobbedienza femminile è all’origine della storia della cristianità.

Il pensiero occidentale, e il pensiero misogino greco giustifica l’esclusione delle donne e perpetua i rapporti di dominio maschile perché sono proprio i vizi attribuiti al genere delle donne) a impedire la partecipazione del femminile ai compiti che definiscono l’uomo libero e il cittadino: il possesso della terra, la guerra, la politica.

Tuttavia per quanto radicata possa essere la visione di una donna confinata ai margini, il mito in primis ci racconta di donne che hanno detto no, che hanno disobbedito e rifiutato i ruoli che competevano loro. Il fatto che la gran parte delle figure di disobbedienti siano personaggi del mito non è privo di significato perché il mito è sì, un racconto, ma è il primo racconto, quello che narra l’origine di tutto ciò che è ritenuto importante e agisce come paradigma della realtà: la mitologia è l’espressione di una struttura ideologica che si manifesta attraverso differenti forme narrative in possesso di un preciso codice semantico. Ma ciò che lo rende così importante è il valore di verità che gli attribuisce la cultura che lo produce.

Il libro presenta alcune figure di donne appartenenti all’immaginario simbolico greco e romano, personaggi del mito, dee, eroine, veggenti, maghe o donne indipendenti, forti nel pensiero e nella voce connesse a sapienza profezia, seduzione; donne che danno voce ai loro pensieri e che incutono timore e che hanno valicato i confini imposti loro da un mondo maschile. Sono donne “non allineate” e si qualificano per due tratti distintivi vogliono sapere e vogliono agire autonomamente, sono protagoniste che scelgono, agiscono, pagano per le loro scelte e fomentano con il loro agire il terrore del sistema patriarcale nei confronti dell’Altro per eccellenza, la femmina, il timore di dover condividere con lei il sapere e di conseguenza il primato.

Queste pagine ci conducono alla scoperta delle “indomite” – tra cui Antigone, Medea, Deianira, Circe, ma anche Elena e Pandora – donne che danno voce ai loro pensieri e che per questo spaventano. Ieri come oggi.


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