L’ASSOCIAZIONE SPAZIO 31 si presenta ALL’ITIS di TRIESTE che apre le sue porte

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Lunedì 14 marzo 2016 l’ITIS di Trieste apre le sue porte e presenta – al pubblico invitato e alla stampa – la nuova Associazione Culturale Spazio 31.

Uno spazio che per sua natura si occupa di servizi alla persona – ed è impegnato nel sociale – decide di far spazio ad una associazione per abbattere ogni tipo di confine: una vera rivoluzione, un unicum che guarda avanti!
La presentazione di Spazio 31 avviene attraverso un percorso artistico – guidato dall’attore Fulvio Falzarano – attraverso i maestosi locali storici dell’edificio di via Pascoli, recentemente rinnovati.

La “mission” della nuova Associazione Culturale Spazio 31 si presenta con una citazione importante e sincera: la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande (H. G. Gadamer). Così, per abbattere qualsiasi confine e perché la città tutta possa apprezzare un vero tesoro “nascosto”, lunedì 14 marzo, alle 18, l’edificio dell’A.S.P. ITIS di via Pascoli 31 a Trieste apre le sue porte e invita la comunità (triestina in particolare, ma non solo!) a visitare i bellissimi locali storici, alcuni dei quali recentemente restaurati, che saranno messi a disposizione di chiunque vorrà condividere le proprie attività culturali e aggregative all’interno della struttura. È questa l’occasione per annunciare il programma della neo costituita Associazione Culturale Spazio 31, che prende il nome dal numero civico della location, e che di questa storica “apertura” alle nuove idee, alla cultura, alla condivisione sarà il cuore nevralgico.

Ci si aspetta dunque una vera festa: il pubblico arrivato su invito e la stampa vengono condotti attraverso una visita artistica alle ampie stanze, dall’attore (e istrione) Fulvio Falzarano, Maestro di Cerimonia d’eccezione che – con poesia, talento e passione – racconta la storia dell’istituto intrecciata alla storia che ha mosso idea e progetto artistico di Spazio 31. Lungo i corridoi rinnovati dell’ITIS si incrociano interessanti location rinnovate o in fase di restauro (la Sala Maggiore, la Cappella, il teatro in allestimento) e molti angoli suggestivi come vere opere d’arte. Al termine della visita artistica poche parole delle autorità e dei Presidenti di ITIS e Spazio 31, per chiudere insieme con un brindisi beneaugurante.

Spazio 31. I soci fondatori

I fondatori della nuova associazione, oltre ai vertici dell’Itis, Erica Mastrociani e Fabio Bonetta, insieme al responsabile di programmazione e qualità Francesco Mosetti – che svolge il ruolo di Presidente della neo nata attività – sono il regista teatrale Lino Marazzo (direttore artistico), Giampaolo Andreutti (ex responsabile produzione del Rossetti e ora nella direzione del Verdi di Pordenone) e l’attore Fulvio Falzarano.

Concept artistico di Spazio 31

Spazio 31 nasce con la volontà di plasmare un progetto artistico e culturale sulla struttura e sulle funzionalità dell’area dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ITIS, che è attualmente sede anche di una residenza per persone anziane e che si trova tra via Pascoli e via Conti, una zona strategica della città sia dal punto di vista urbanistico, sia per il tessuto sociale che vi gravita.

Il nome dell’associazione neo costituita prende spunto dal vecchio numero civico della struttura e mette in evidenza le caratteristiche diverse che può avere uno “spazio” come quello in oggetto: spazio non è “solo” un luogo fisico, ma è anche l’insieme di tante persone, di tante operatività, di tante diverse condivisioni, di nuove forme creative che generano energie, progetti, scambi, nuovi stimoli culturali.
La fondazione di Spazio 31 pone le basi affinché si possano programmare dei lavori ed interni che tengano conto dell’analisi urbana e che instaurino una realtà progettuale artistica di qualità duratura nel tempo.
Questo il principio secondo il quale l’Associazione si propone di dar vita all’interno degli spazi, dopo uno studio analitico, ad attività di interesse culturale, sociale, pedagogico e terapeutico.

Spazio 31 parte dall’assunto che in particolare l’ambito culturale sia il terreno migliore per “contaminare”, per favorire l’incontro tra persone anche di generazioni diverse, per aprire le porte di un ambiente ancora poco riconosciuto dalla città. Con la convinzione che questo spazio, e in particolare quello oggi destinato agli anziani, debba diventare vitale; debba diventare sinonimo di rigenerazione.
Avendo scelto (e non per caso!) uno spazio gestito anche da un ente pubblico, Spazio 31 si attiene alla mission di esso, che vuole si lavori per favorire e ri-costruire un nuovo senso di comunità, che stimoli il benessere e la condivisione e che dia, in tal modo, dignità e possibilità uguale alla vita di tutti, in un luogo comune e restaurato della città.

Spazio 31 si pone di abbattere i muri dei pregiudizi e di immaginare un nuovo modo di vivere anche per le persone più anziane, uscendo dallo schema della “casa di riposo” per pensare piuttosto a una “casa generatrice di vita” e di esperienze molteplici dove arte, teatro, musica, laboratori creativi non siano fruibili solo e unicamente dai residenti ma siano il pretesto benefico per un nuovo “polmone”, che nel suo “piccolo” contribuisca anche alla crescita di quella più complessa casa comune che è l’intera città.

Crediamo che questo progetto possa dare dignità al mondo del sociale, a chi vive e a chi lavora, e che riporti al centro la dignità di ogni persona con i suoi molteplici e diversi bisogni ma anche con i suoi sogni, i suoi desideri le sue aspirazioni, durante tutto il percorso di vita.

Gli studi che saranno effettuati sugli ambienti consentiranno di comprendere e analizzare le esigenze dello “spazio”, e di inserirle nelle più ampie esigenze della città.
Comprendendo i desiderata della comunità, dunque, Spazio 31 potrà fornire ed allestire spazi e attività teatrali, varie manifestazioni culturali (musicali, cinematografiche, artistiche) e anche sociali, ricreative e di animazione. Sempre rispondendo all’esigenza della collettività promuoverà ed organizzerà convegni, seminari, conferenze, concorsi, premi, stages, esposizioni personali e collettive, corsi e laboratori formazione, di aggiornamento e perfezionamento professionale di teatro, musica, canto, recitazione, danza, pittura, fotografia ed animazione e altre forme artistiche che si verranno esplorando.

Spazio 31, consapevole dell’importanza dell’aspetto sociale e aggregativo della propria attività, si impegna anche a comprendere cosa sia maggiormente utile e funzionale alla parte di collettività che va a coinvolgere, e non solo. Prevede, infatti, una risposta su larga scala (anche cittadina) che punta ad agire a corto ma anche a lungo raggio temporale.

Un progetto che costituisce un unicum in tal senso e che – per esempio – intende restituire alla comunità un “contenitore” (quello teatrale) che utile non solo a mettere in scena delle piéce o a tenere delle lezioni di recitazione, ma anche a mettere a disposizione corsi di teatro legati a particolari esigenze psico-patologiche. Un esempio su tutti – al quale si può andare in contro con attività creative – è la cura della sindrome del “burnout” che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto (socio-assistenziali per esempio) qualora non ricevano, in maniera adeguata, risposa ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro richiede: ciò li porta emotivamente a ridurre l’impegno nei confronti del lavoro stesso con progressiva diminuzione dell’autostima e maggior esposizione ai rischi connessi. Il Social and Community Theatre Centre dell’Università di Torino suggerisce che il teatro può essere un importante aiuto contro questa sindrome, e Spazio 31 intende adottare anche questo percorso formativo a sfondo terapeutico.
Sono già stati pensati dei laboratori di espressività teatrale, aperti a target specifici, ma anche a tutti i soggetti interessati (coinvolgendo così il tessuto cittadino) nella loro multiculturalità atti a favorire e stimolare un dialogo inter generazionale e un importante investimento socio-culturale per il futuro.


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