L’artista triestina Elisa Vladilo dipinge Porto Vecchio

Terminata in , davanti il nuovo Centro Congressi “Echo Surrounding” l’ di street art progettata dall’artista triestina . Presenti durante l’evento il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che appongono per l’occasione la loro firma.

Elisa Vladilo si diploma all’Istituto Statale d’ Nordio di Trieste, seguono poi gli studi di scenografia all’Accademia di Brera e all’Accademia di Venezia. Lavora nel campo della scenografia, della grafica e dell’architettura fino al 1989, quando inizia la sua carriera artistica. Viene selezionata per la mostra Whitechapel Open nel 1998, nello stesso anno ottiene la borsa di studio della Pollock – Krasner Foundation di New York, nel 2000 vince una residenza d’artista a Berlino assegnata all’interno di un progetto europeo di scambio tra Berlino e Londra, città nella quale lavora e risiede per 3 anni (1997-2000).

Elisa Vladilo

Il colore costituisce fin dagli esordi il segno distintivo della ricerca di Elisa Vladilo che dalla metà degli anni Novanta interviene nel paesaggio, in spazi urbani e ambienti interni. Privilegiando il colore puro e tonalità accese di rosa, giallo, arancio, verde e azzurro, l’artista ha definito una personale gamma cromatica per alterare o enfatizzare le qualità e i significati dello spazio, modificandone la percezione e l’uso. Realizzati con pittura lavabile o materiali morbidi come il feltro (ad es. The Melting Tower, Villach, Austria, 2012), gli interventi di Elisa Vladilo occupano, modificano, si sovrappongono, nascondono o sottolineano elementi architettonici, spaziali e naturali, diventando matrice d’inedite sollecitazioni sensoriali e relazionali. Investono l’intero corpo oltre che la vista, il tatto e l’udito, talvolta integrando i progetti con un elemento sonoro (ad es. Summertime, Trieste 2010 o The Sound of Colors, Celje, Slovenia 2010).

I colori di Elisa Vladilo introducono negli spazi naturali e urbani momenti di sospensione giocosa, anche fiabesca, aggiungendo sfumature emotive e immaginative che ne riscrivono le funzioni ordinarie. I colori vibranti assicurano allo spazio un inedito potenziale comunicativo, attraverso una grammatica del colore d’immediata comprensione, all’apparenza basica e essenziale. Per l’artista il colore solare, portatore di vitalità, possiede una potenzialità sociale. Gli interventi cromatici di Elisa Vladilo spesso riscrivono la tessitura urbana creando temporanei luoghi ospitali, di sosta, incontro e relazione (ad es. My Favourite Place, Trieste 2007; DOTCOMmunity, Trieste 2015; Spazio Linea Superfici, Trento 2019).

La natura collaborativa dei progetti è un aspetto importante del percorso di Elisa Vladilo che ha spesso reso complici persone e abitanti nel processo di appropriazione immaginifica dei luoghi (ad es. Prendo il paesaggio e lo porto con me, Nervesa della Battaglia, 2011; Nel blu dipinto di blu, Trieste, 2013; Melting Street, Pola, Croazia, 2013), giungendo con Rima d’origine (Trieste 2013, Cambridge, 2014) a mettere in gioco il tema della cittadinanza culturale. Nel corso della sua pluriennale attività l’artista si è confrontata con una grande varietà di luoghi e di persone che sono da considerarsi una componente attiva e centrale del suo lavoro. Attraverso lo studio del rapporto tra spazio, corpo e colore, Elisa Vladilo riflette sul destino degli spazi comuni, la loro identità, gli usi e le relazioni.

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