La Regione Friuli Venezia Giulia deve garantire la protezione scientifica e legale del lupo – Il comunicato del Partito Animalista del FVG
Il Partito Animalista del Friuli Venezia Giulia esprime preoccupazione per la recente conferenza tenutasi il 14 aprile 2025 a Basiliano (Udine), intitolata “Lupo in regione – presenza e piano di abbattimento”, alla quale ha partecipato la Regione Friuli Venezia Giulia. L’evento ha suscitato allarme poiché nel titolo si fa riferimento a un “piano di abbattimento” del lupo, una specie che, seppur recentemente declassata a “specie protetta” dall’Unione Europea, continua a godere di una protezione giuridica e scientifica.
Il lupo è una specie fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio ecologico, come dimostrato da numerosi studi scientifici che evidenziano il suo ruolo cruciale nella regolazione delle popolazioni di erbivori, come il cervo e il cinghiale, e nell’ecosistema forestale. La sua presenza contribuisce infatti a limitare l’eccessiva proliferazione di queste specie, che, senza predatori naturali, potrebbero danneggiare gravemente la vegetazione e il suolo, alterando l’intero habitat.
La politica in materia di fauna selvatica deve essere imparziale e non condizionata da interessi particolari di gruppi come allevatori e agricoltori, che talvolta perseguono esclusivamente il loro tornaconto economico. La protezione della fauna selvatica è una questione di interesse collettivo, che riguarda la salvaguardia dell’ambiente e la biodiversità, e non può essere subordinata a logiche esclusivamente economiche che danneggiano l’ecosistema.
La direttiva Habitat dell’Unione Europea, che protegge rigorosamente il lupo, è in vigore dal 1992, e la specie è tutelata in tutti gli Stati membri dell’UE. La legge nazionale italiana, che rispecchia gli impegni europei, ha sempre garantito la protezione della specie, e ogni deroga a questa norma deve essere giustificata da motivazioni scientifiche concrete, seguendo procedure rigorose che minimizzino l’impatto sulle popolazioni di lupo e garantiscano il loro futuro.
Anche se il lupo è stato declassato a “specie protetta” anziché “rigorosamente protetta”, questo non implica che possa essere abbattuto indiscriminatamente. La legge europea e nazionale prevede, infatti, che l’abbattimento di un lupo sia consentito solo in circostanze eccezionali, come nel caso di animali che rappresentano una minaccia imminente per la sicurezza umana o per il patrimonio agricolo, ma sempre previa attivazione di una procedura di deroga che deve rispettare una serie di condizioni molto rigide.
Per questo motivo, il Partito Animalista del Friuli Venezia Giulia ritiene che le politiche in materia di fauna selvatica, come quelle riguardanti il lupo, debbano essere ispirate a principi di sostenibilità e fondarsi su dati scientifici, e non essere influenzate da pressioni politiche o interessi di parte. Come gli altri partiti animalisti in Europa, il nostro obiettivo è tutelare la biodiversità e l’ambiente, mettendo la protezione delle specie selvatiche al di sopra degli interessi economici ristretti e dei vantaggi a breve termine.
Un “piano di abbattimento” per il lupo, come quello accennato durante l’evento di Basiliano, non è solo problematico dal punto di vista ecologico, ma anche giuridicamente discutibile. Le politiche pubbliche in materia di fauna selvatica devono essere orientate al bene comune e non alle logiche di gruppi con interessi specifici che rischiano di compromettere la salute degli ecosistemi.
Il Partito Animalista del Friuli Venezia Giulia chiede alle istituzioni regionali di impegnarsi in modo trasparente e responsabile, garantendo che le politiche adottate siano in linea con i principi di sostenibilità e tutela ambientale. Le decisioni relative alla gestione della fauna selvatica, in particolare del lupo, devono essere basate su approcci scientifici e non influenzate da pressioni che rischiano di compromettere la biodiversità e il nostro patrimonio naturale.
Fabio Rabak
Coordinatore regionale PAI FVG






