La BCE avverte: nuove misure porteranno problemi alle famiglie

La BCE – Banca Centrale Europea mette in guardia: le misure fiscali della Manovra 2026 ridurranno il credito, gli utili e la liquidità delle banche, creando non pochi problemi alle imprese e alle famiglie

Alcune disposizioni in particolare potrebbero incidere negativamente sulla solidità e sull’operatività degli istituti di credito, influenzando la capacità di erogare prestiti e la gestione della liquidità. Quindi cosa prevede la BCE e quali sono le implicazioni per il settore bancario e per l’economia?

Nel parere ufficiale relativo alla tassazione delle istituzioni finanziarie, la BCE segnala che le nuove misure possono aumentare il carico fiscale effettivo sul settore bancario. Nonostante la buona solidità finanziaria degli enti creditizi, l’aumento della pressione fiscale potrebbe limitare l’erogazione del credito all’economia, ridurre gli utili, impattare sul patrimonio e comprimere la liquidità disponibile.

L’introduzione ricorrente di provvedimenti fiscali ad hoc aumenta l’incertezza politica, con possibili effetti negativi sulla fiducia degli investitori e sul costo del finanziamento per le banche. Inoltre, la percezione di un quadro fiscale incerto può generare contenziosi e rischi di incertezza giuridica.

Il governo di Roma ha corretto alcune proposte originarie. L’aumento dell’Irap per istituti di credito e assicurazioni resta al 2% (invece del 2,5% iniziale), ma le società finanziarie più piccole con base imponibile inferiore a 90mila euro sono esentate per gli anni d’imposta 2027 e 2028.

Altri interventi includono la riduzione delle percentuali di deducibilità delle perdite (dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027) e la modifica dell’aliquota sull’affrancamento delle riserve di capitale del 2023 (27,5% anziché 40%). Secondo le stime, queste misure dovrebbero portare nelle casse dello Stato circa 305 milioni di euro nel 2026 e 300 nel 2027.

La BCE sottolinea che gli istituti meno significativi, spesso concentrati sull’erogazione del credito, potrebbero essere penalizzati dall’affrancamento delle riserve di capitale e dall’aumento dell’Irap. Queste misure possono ridurre gli utili netti, spingere le banche a rinviare svalutazioni sui prestiti e a tagliare la liquidità disponibile, con possibili ricadute sui clienti e sulle famiglie.

Francoforte raccomanda di affiancare la Manovra 2026 a un’analisi approfondita delle conseguenze per il settore bancario, al fine di valutare eventuali rischi sulla stabilità finanziaria e prevenire distorsioni di mercato.

La BCE teme conseguenze a lungo termine: la mancanza di una relazione illustrativa nel ddl bilancio aumenta l’incertezza normativa. Inoltre, alcune misure potrebbero avere un impatto maggiore sulle banche di piccole dimensioni o con profili patrimoniali meno solidi, compromettendo la resilienza del sistema bancario italiano e la capacità di sostenere l’economia durante fasi di rallentamento. Il 2026 si preannuncia più nero della pece.

Lagarde BCE

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