Incontri letterari a Trieste, Christian Sinicco presenta l’ultima opera poetica di Matteo Bianchi

UNA SCONTROSA GRAZIA
23 novembre
Libreria Ts360, Trieste

Terzo appuntamento del quinto anno del noto ciclo di incontri letterari triestino. Sabato 23 novembre, alle ore 17.30, Christian Sinicco presenta l’ultima opera poetica di Matteo Bianchi, “Fortissimo” (Edizioni Minerva 2019, premio Maconi Giovani 2019).

“Vi è un ragionamento di (sotto)fondo che serve a coprire il silenzio, non a colmarlo (sempre dalla prefazione in forma di cinque domande all’autore) in un movimento di trenta prose poetiche di matrice diaristica introdotte da un testo poetico che funge da chiave di lettura, da spiegazione iniziale non tanto del diario quanto del tono. Perché in Bianchi l’accadimento è sempre minimo, quotidiano, quasi invisibile se non all’attenzione di chi osserva e talvolta anche l’osservatore è disattento (perdo di continuo attenzione nei dettagli, se non i suoi). Ai più inosservato pare perdere per sempre, nel mare magnum delle cose belle che nessuno ricorda più, la propria esistenza. In questo il poeta traccia appunto un diario, un memoriale che non solo narra ma addirittura evoca, ricorda le imperfezioni, le imprecisioni, le vertigini morbide dell’accaduto. Senza grida, senza colpi inferti. La vita accade tenue, l’amore si svolge sottilmente, secondo misura” (da una recensione di Alessandro Canzian).

“Matteo Bianchi è davvero poeta di stato e di statuto. Nei suoi versi si coglie, fin dai felici esordi dei “Fischi di merlo” (2011), la ricchezza spontanea con cui salva l’esistente nella parola con la medesima naturalezza con cui respira: «Chissà come campa chi è sopravvissuto al patibolo e ha salvato il tutto a scapito di una parte, o cara storpiatura». Non si tratta di un versificare astratto e intellettualistico quello di “Fortissimo” (Minerva, collana Cleide, Bologna, 2019, pp. 93, euro 10), calato com’è in un tessuto linguistico piano, colloquiale, sempre rivolto a un ‘Tu’ che evoca e insegue il dialogo passionale perpetuo; quasi la febbre amorosa fosse la temperatura ideale per scrivere i suoi versi e Bianchi avesse consapevolezza della preziosità di quella condizione, timoroso di perdere con lei la poesia stessa. (da una recensione di Roberto Pazzi).

Matteo Bianchi, 32 anni, si è specializzato in Italianistica a Ca’ Foscari sul lascito lirico di Corrado Govoni. È libraio e giornalista. Ha pubblicato le raccolte Fischi di merlo (Edizioni del Leone, 2011), L’amore è qualcos’altro (Empirìa, 2013), La metà del letto (Barbera, 2015), Fortissimo (Minerva, 2019) e la plaquette Un’ombra in due (L’Arca Felice, 2014). È stato presentato su “Gradiva” sia da Giancarlo Pontiggia sia da Francesco Scarabicchi. Suoi versi sono apparsi sulle antologie Quadernario (a cura di M. Cucchi, LietoColle 2016) e Il silenzio acuto del mattino (a cura di G. Sica, Giulio Perrone 2012), sulle riviste “L’immaginazione”, “Soglie”, “Capoverso”, “La Clessidra” e “Il Filorosso”. Suoi contributi critici, invece, su “Il Ponte”, “Semicerchio”, “Letteraria”, “Il Segnale” e “Atelier”, di cui ha curato il monografico sulla poetica di Anna Maria Carpi (n. 73, marzo 2014). Nel 2019 pubblica “Fortissimo” con Minerva Edizioni, premio Maconi – Giovani 2019.

Al termine tradizionale open mic.

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