IL RITORNO DI ZENO

TEMPI RECORD PER LA SOLUZIONE DELLA SPINOSA VICENDA
Il Tar del Lazio decide, D’Agostino torna Presidente del Porto di Trieste
Il Tribunale amministrativo ha annullato il provvedimento dell’Autorità Anticorruzione che aveva stabilito l’inconferibilità dell’incarico al manager

l Tar del lazio ha annullato il provvedimento dell’Anac che aveva fatto decadere Zeno D’Agostino dalla presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale. D’Agostino torna così automaticamente alla guida del Porto di Trieste, e al contempo decade Mario Sommariva, segretario generale nominato commissario straordinario dopo la decadenza di D’Agostino.
Si tratta non di una sospensiva, ma di un vero e proprio annullamento del provvedimento dell’Anticorruzione.


Il comunicato ufficiale dell’Autorità Portuale di Trieste

PROVVEDIMENTO ANAC:IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE
ZENO D’AGOSTINO TORNA AD ESERCITARE IL RUOLO DI PRESIDENTE DEL PORTO DI TRIESTE

Trieste, 27 giugno 2020 – Con grande soddisfazione si dà atto che il TAR Lazio, accogliendo il ricorso dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, gemello di quello presentato da Zeno D’Agostino, ha annullato il provvedimento assunto dall’ANAC che aveva decretato l’inconferibilità dell’incarico di presidente del porto di Trieste, adottato a favore di D’Agostino nel 2016.
La sentenza ha accolto soprattutto il primo motivo di ricorso, quello cioè nel quale veniva affermata la non applicabilità del divieto di conferire incarichi quando l’Ente che nomina (nella specie il MIT) è diverso da quello (l’AdSP) che aveva nominato Zeno D’Agostino quale presidente senza poteri di società partecipata dall’Autorità (la concessionaria TTP). Il TAR ha escluso, smentendo l’ANAC, che la norma sull’inconferibilità possa essere applicata estensivamente, confermando così le tesi sostenute dagli avvocati dell’Autorità.
Il TAR ha altresì rilevato che, in ogni caso, non erano stati esercitati poteri gestori dal presidente D’Agostino in TTP, ciò rilevando anche ai fini di escludere l’altra lettura “estensiva” della norma sull’inconferibilità pretesa dall’ANAC e respinta senza esitazioni dal Giudice amministrativo.
La sentenza rende giustizia in pochi giorni, della situazione molto delicata creatasi a seguito della decisione dell’ANAC, e rimette quindi Zeno D’Agostino nuovamente nella pienezza della carica e dei poteri, nell’interesse della portualità non solo giuliana. Come ha scritto il TAR, «il provvedimento con cui è stato conferito l’incarico di Presidente dell’AdSP al dott. D’Agostino era senz’altro legittimo», con ciò respingendo anche possibili interpretazioni della norma volte ad allargare a qualsiasi ipotesi diversa dalla nomina le regole sulla cd. inconferibilità degli incarichi.
Anche questo aspetto, in prospettiva, costituisce elemento idoneo e eliminare incertezze e garantire continuità all’azione amministrativa. L’Autorità può da subito quindi ricostituire l’assetto organizzativo precedente alla decisione dell’ANAC, con Zeno D’Agostino quale presidente e Mario Sommariva segretario generale, il quale, così, cesserà dalla carica di commissario straordinario dell’Ente, cui era stato nominato dal Ministro De Micheli poche ore dopo la decisione oggi annullata.

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