Il 6 maggio 1976, alle ventuno, il Friuli crollò in 59 secondi

Il 6 maggio 1976, alle ventuno, il Friuli crollò in 59 secondi. Novecentottantanove morti. Duecentomila senzatetto. A Gemona i campanili caddero nel mezzo delle strade. A Venzone non rimase quasi niente.

Ma nelle tendopoli crollarono anche altri muri. Alcuni secolari.

A Trieste la statua di San Sergio cadde dal suo basamento. Le Muse del Conservatorio Tartini si fessurarono. Gli artisti misero all’asta i quadri. Un radioamatore tenne aperte le comunicazioni. «Il Piccolo» raccolse trentuno milioni in un giorno solo.

Cinquant’anni dopo, tre libri per tre euro su una bancarella in piazza Garibaldi. I diari di un direttore di giornale che scrisse ogni mattina per cinque mesi. Un romanzo che ha trasfigurato il disastro in letteratura. Una rassegna stampa. Da lì è partito tutto.

Sul sito Cizerouno trovate 59 secondi, il pezzo che racconta quei mesi: i muri che caddero insieme alle case, le tendopoli, il soldato calabrese e il ragazzo friulano, chi rimase e chi tornò.

E sempre sul sito Cizerouno troverete Il compleanno del Maresciallo Tito, la storia di come la Jugoslavia — nei giorni degli accordi di Osimo — mandò plasma e fece la fila a Fiume e a Pola per donare sangue.

La scossa aveva attraversato il confine. La terra, le frontiere non sa cosa siano.

Cinquant’anni fa il Friuli crollò in 59 secondi e si rialzò in anni di lavoro ostinato. Trieste guardò, sentì, aiutò. C’è ancora molto da raccontare di quei mesi: le aste, i quadri, la voce di chi scrisse che bisognava restare a tutti i costi.

libri terremoto Friuli

Per poter migliorare e aggiungere contenuti di qualità riguardanti la nostra amata Trieste, puoi effettuare una donazione, anche minima, tramite Paypal. Ci sarà di grande aiuto, grazie!

You may also like...

Almanacco News