I luoghi del romanzo “Le strane morti di Aquileia”. Trieste – Piazza Unità d’Italia e Molo Audace

piazza Unità antica Trieste

“Una magnifica piaza vizin el mar, serada da tre lati, aristocratica, spaziosa e regolar”.

“Arrivò all’altezza del e girò a sinistra, entrando in piazza dell’Unità. Quando fu nei pressi del bar degli Specchi gli venne voglia di un caffè. Prese posto in uno di quei tavolini che danno sulla piazza e si mise a guardare la gente fuori che passava”. […] “Sai Roberto, quando sono giù e ho un giorno di vacanza me ne vengo qui a Trieste a passeggiare lungo i moli. Proprio come oggi. Per me non c’è cura migliore per disintossicarmi. La vista del mare mi fa questo effetto”. [….] “Spesso compro un panino e una bevanda e vengo a sedermi per terra sul . Passo delle ore così, tra un boccone e un sorso d’acqua, con lo sguardo fisso nel nulla”.
(Tratto da: Le strane morti di Aquileia).
Piazza Unità d’Italia è la piazza principale di Trieste, ne è il simbolo e il fiore all’occhiello. E’ definita “il salotto di Trieste” e per i triestini è il posto al quale si sentono più legati. Non c’è dubbio che uno degli scorci più belli di Trieste sia Piazza Unità d’Italia. I palazzi che la circondano e l’apertura verso il golfo la rendono unica ed affascinante sia di giorno che di notte, quando decine di luci bianche e blu la illuminano. Centro oggi della politica cittadina, la sua storia si collega a quella della Grande Guerra. Affacciate sulla piazza si trovano le sedi di diversi enti: il municipio di Trieste, con il balcone centrale dal quale, il 18 settembre 1938, Benito Mussolini, parlando alla gente, annunciò la promulgazione delle leggi razziali fasciste in Italia; il palazzo della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia e la prefettura del capoluogo. Assunse il nome di piazza Unità dopo il 1918, quando la città fu annessa al Regno d’Italia.
Durante il periodo asburgico, infatti, si chiamava semplicemente Piazza Grande ed era dotata anche di un giardino. Dopo il 4 novembre del 1918 il nome venne cambiato in Piazza Unità per celebrare il passaggio al Regno d’Italia e la vegetazione fu sostituita da una pavimentazione in pietra e da due piloni in bronzo, inaugurati alla presenza del Duca Amedeo d’Aosta nel 1933. 
La piazza si spinge sul Golfo di Trieste con il Molo Audace, la cui costruzione risale alla metà del ‘700 ed era intitolato a San Carlo. Ma, il 3 novembre 1918, a guerra oramai conclusa, il cacciatorpediniere italiano Audace raggiunse Trieste attraccando proprio su questo scalo e in onore di questo avvenimento il molo venne ribattezzato “Audace”.

Tra il 1751 e il 1754 nell’allora piazza Grande si decise la costruzione di una fontana che doveva rappresentare Trieste come la città favorita dalla fortuna grazie all’istituzione del porto franco da parte di Carlo VI e delle politiche di sviluppo di Maria Teresa d’Austria.
Sulla sommità della fontana sovrasta una figura femminile alata e a braccia aperte che rappresenta Trieste. Adagiata sulle rocce del Carso la statua è circondata da pacchi, balle di cotone e cordame, come immagine simbolica di una città che accoglieva i commercianti provenienti da tutto il mondo.
A pochi metri, a destra della fontana, una colonna in pietra bianca sorregge una statua dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo che nel 1719 istituì il porto franco a Trieste, dando un notevole impulso al commercio e allo sviluppo cittadino.
Un’antica canzone triestina dedicata a questo monumento recita:
“In Piaza Granda xe un monumento de Carlo Sesto, del Mile e Seizento che sufi vento, che sufi bora tuti i colombi ghe svola sora”. Ma il buon spirito triestino che non si smentisce mai, usava sostituire il verbo svola dell’ultima strofa con uno più irriverente.
 

Almanacco News
COOP online » Fai la tua spesa QUI

You may also like...