Green Pass obbligatorio dal 5 agosto, scattano le restrizioni – Ecco dove

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Ad un passo dal nuovo decreto. Imposizioni durissime per alcune categorie (le solite). Nessun problema invece per gli assembramenti negli autobus, tollerati e senza obbligo di . Vediamo le nuove regole che scatteranno dal 5 agosto 2021, nei dettagli:

Green pass obbligatorio ovunque ci siano assembramenti, compresi stadi e eventi, mentre con una sola dose di vaccino in tutti i luoghi al chiuso, come e . Sono le questioni in discussione mentre, secondo le prime informazioni uscite alla conclusione della cabina di regia riunita a Palazzo Chigi a inizio pomeriggio, dal 5 agosto entreranno in vigore le regole d’uso del green pass in bar e ristoranti: dovrà essere esibito solo al tavolo, se la consumazione avverrà all’interno del locale. Non all’aperto né tantomeno al bancone. Il pass in questione sarà valido già con una dose di vaccino, o in alternativa bisognerà dimostrare di aver fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o di essere guariti dal Covid nei sei mesi precedenti.

Servirà il ‘passaporto vaccinale’ per l’accesso a palestre, cinema e teatri, compresi gli spettacoli all’aperto, ma anche per centri termali, piscine, fiere, congressi e concorsi. Mentre le discoteche restano chiuse: nessun ingresso quindi nei locali da ballo, neppure col green pass e nemmeno con tampone negativo.

Il green pass sarà necessario anche per entrare negli stadi e andare ai concerti ma la cabina di regia non è arrivata a una definizione delle soglie di riempimento da cui applicare l’obbligo. Mentre, per il momento, non sarà richiesta la ‘certificazione verde’ per viaggiare su treni, aerei e autobus. La questione spostamenti e , spiegano fonti di governo, dovrebbe essere rinviata a un momento successivo e in presenza di nuovi dati.

Viene inoltre confermata la proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre.

Dopo la cabina di regia, seguono un nuovo confronto con le Regioni e quindi il Consiglio dei ministri per approvare il nuovo decreto. Oltre all’accordo sul certificato verde e la decisione sullo stato d’emergenza, è attesa anche la revisione dei parametri di rischio Covid, con l’introduzione di nuove soglie che comprendano i numeri delle ospedalizzazioni.

Le prime indicazioni dicono che sono stati decisi i nuovi parametri i passaggi di colore delle Regioni: la cabina di regia ha stabilito nel 10% l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive e il 15% delle ospedalizzazioni per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla. Terapie intensive al 20% e al 30% per le aree mediche per diventare arancione e rispettivamente al 30 e al 40% per entrare in zona rossa.

Si sta inoltre lavorando per scrivere la nuova norma sui tempi della quarantena per chi ha il green pass ed entra in contatto con un positivo. Al termine della cabina di regia emerge che la quarantena sarà ridotta per chi ha la certificazione vaccinale. Durante la riunione si è discusso anche della possibilità di tamponi gratuiti per gli under 18, una fascia di popolazione vaccinata solo al 25%

Al termine dei lavori, con ogni probabilità, sarà lo stesso premier Mario Draghi, che dovrebbe tornare a parlare a fine giornata in una conferenza stampa.

In questi giorni ad allungare i tempi è stato il ‘muro’ delle Regioni, nonché le fibrillazioni interne alle forze di maggioranza. Con i malumori che, soprattutto sulla proroga a lungo termine dello stato di emergenza e sul certificato verde, hanno animato la Lega. Il leader, Matteo Salvini, ieri si è infatti schierato al fianco dei governatori: “Non si può limitare la vita a 30 milioni di italiani”. E ha aggiunto, sull’obbligo vaccinale per il personale della , “no, non serve. Ad oggi – ha dichiarato – l’80% è vaccinato e si arriverà al 90% a settembre, quindi la copertura, l’immunità, è ampiamente garantita”.


ZULLO (RENEW EUROPE):
“UN’IMPOSIZIONE CHE INCREMENTA L’INCERTEZZA E LA PAURA DEI CITTADINI”

“Al Parlamento Europeo ho sostenuto il ‘Green pass’ per sancire il diritto alla libera circolazione in Europa e per evitare un caos normativo tra gli Stati Membri. Ho anche ribadito che, se male implementato, avrebbe inciso sulle personali di ognuno di noi.

Purtroppo, oggi sti sta delineando lo scenario peggiore, non dovuto alla pandemia, ma a come la classe politica sta decidendo di affrontarla. Non serve entrare nella diatriba ‘sì’ o ‘no’ al vaccino, perché il problema a mio parere sta a monte, nell’incapacità di condividere le informazioni, nel generare una sana e ampia consapevolezza.

Come al solito si punta sull’incertezza e sulla paura per imporre soluzioni con la forza. Non posso che essere contrario all’idea di questo approccio discriminatorio”, così in una nota l’europarlamentare di Renew Europe Marco Zullo.


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