Da quando la Russia ha attaccato l’Ucraina e continua nell’invasione del Paese, centinaia di migliaia di persone sono in fuga. Sui social, fra gli aspetti drammatici di questo conflitto, le immagini dei cani e gatti portati via in questa fuga e non abbandonati a un triste destino ha colpito molto chi ama gli animali. Ma questo gesto d’amore, da parte di persone che stanno vivendo un’esperienza durissima, rischia di subire un ulteriore trauma: le attuali normative per l’introduzione di animali da compagnia nell’Unione Europea e nel Regno Unito sono impossibili da seguire per i rifugiati in stato di guerra. Richiedono infatti che animali come cani e gatti siano vaccinati e dotati di microchip e che abbiano un esame del sangue negativo per la rabbia e molti animali non soddisfano questi i criteri o comunque non hanno documentazione che possa testimoniarlo. Ancora una volta la burocrazia diventa nemica del buon senso e dei popoli. Ma alcuni stati confinanti hanno consentito delle deroghe, quindi rimangono ancora dei varchi, a macchia di leopardo.
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