Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Domani 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Simona Regina ha intervistato su IOdonna Patrizia Romito, Prof.ssa di psicologia sociale UniTS che si occupa di violenza su donne e minori

Ecco uno stralcio:

Violenza sulle donne: come affrontare le molestie sessuali
La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne si celebra il 25 novembre e serve anche per riconoscere le molestie sessuali. Sguardi e commenti inappropriati, contatti fisici indesiderati, ricatti sessuali. I consigli della psicologa

Non ha passaporto, né classe sociale e spesso ha le chiavi di casa. La violenza sulle donne ha mille volti ed è radicata in secoli di dominazione maschile e di squilibri di potere.

Serve il cambiamento culturale
Occorrono cambiamenti culturali, dunque, per smettere di guardare alle donne come cittadine di serie B. Occorre costruire una cultura del rispetto per porre fine a questa grave e diffusa violazione dei diritti umani. Per questo l’Onu, venti anni fa, ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra in tutto il mondo il 25 novembre.

La psicologa: «L’impegno va oltre il 25 novembre»
«Il 25 novembre è un’occasione per dire basta, per fare sensibilizzazione e informazione» commenta Patrizia Romito, professoressa di psicologia sociale all’Università di Trieste. «Ma è importante che l’impegno contro la violenza di genere non si limiti a questa giornata. Perché se è vero che sono stati fatti tanti passi avanti, è altrettanto vero che tante, troppe donne continuano a essere vittima di violenza, dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, a scuola, per strada».

Come affrontare le molestie sessuali
E la violenza di cui le donne sono vittime ha anche il volto delle molestie sessuali, che a lungo sono rimaste invisibili e, se viste, sottovalutate, tollerate, considerate normali. «Un prezzo inevitabile che le donne devono pagare per esercitare il loro diritto a frequentare luoghi pubblici, come la strada o i mezzi di trasporto, la scuola e il mondo del lavoro» spiega Romito nel libro Le molestie sessuali. Riconoscerle, combatterle, prevenirle (Carocci 2019).

Le molestie sessuali, secondo la psicologa che da decenni si occupa di violenza su donne e minori, sono state a lungo male interpretate: «non come un attacco alla libertà femminile, un atto ostile e con gravi conseguenze, ma come scherzi o battute, complimenti, forme di corteggiamento o irreprimibili manifestazioni di virilità. Basti pensare al fatto di fischiare a una ragazza per strada o di “allungare le mani” senza averne il permesso».

Ma le molestie non sono normali corteggiamenti o scherzi bonari e possono avere effetti devastanti sulle vittime. Chi le subisce paga spesso, infatti, un prezzo molto alto in termini lavorativi e di salute: perdita di autostima, sensazione di impotenza, sintomi di depressione e di disturbo da stress post-traumatico, disturbi alimentari…

«Eppure in Italia se ne parla poco e male», sottolinea la professoressa che qui ci aiuta a capire cosa sono e come affrontarle.

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