Franz Joseph: la memoria dell’Imperatore e l’origine degli Asburgo

A più di un secolo dalla sua scomparsa (1916) la figura dell’Imperatore Franz Joseph viene valutata molto positivamente dagli abitanti della sua ex-capitale: Vienna. Molte sono state, difatti, le iniziative e i festeggiamenti, organizzati in occasione del centenario della morte. La memoria di Franz Joseph — come tutti gli altri sovrani asburgici — è molto forte in Austria e la motivazione non si ritrae solo nel «mito asburgico» celebrato dal grande filone letterario, ma questa proviene dalla consapevolezza storica —diffusasi nell’immaginario collettivo del paese — che la stessa Austria è stata resa grande solo durante il periodo degli Asburgo: ovvero quel lasso di tempo storico che intercorre i secoli che vanno tra la metà del XVI secolo, fino alla prima metà del XIX secolo. Il nome Asburgo deriva dall’Habichtsburg (contratto in Habsburg), un castello situato nell’omonimo comune del cantone svizzero di Argovia, sulle sponde del fiume Aare. La Rocca dell’Astore — questo il significato in tedesco — è stata la sede originaria e feudo comitale della famiglia. Difatti erano cortigiani dell’Imperatore Federico I Hohenstaufen (1122 – 1190) detto «Barbarossa», che seguivano nei cortei reggendo l’astore, da cui il nome. Il motto della dinastia A. E. I. O. U. vie-ne in genere interpretato in: Austriae est imperare orbi universo, tradotto «spetta all’Austria regnare sul mondo». Il nome di Franz Joseph è già di per sé singolare, poiché sembrerebbe riunire due grandi sovrani asburgici: il nonno Franz Karl (Francesco Giuseppe Carlo Giovanni d’Asburgo-Lorena) e lo zio Joseph II (Joseph Benedikt August Johann Anton Michael Adam d’Asburgo-Lorena). Per tre lunghi secoli questa famiglia portò l’eredità del Sacro Romano Impero — anche dopo la soppressione di «imperatore dei romani». Il cinquantesimo anno di Regno di Franz Joseph è festeggiato con grandi opere pubbliche e manifestazioni imponenti. Alla soglia dei sessanta anni (nato nell’estate del 1830), è il sovrano di un impero di 624.856 chilometri quadrati con 45.000.000 di abitanti di varia formazione etnica. Per i suoi festeggiamenti, solo una persona sembra volersene restare in disparte: è l’Imperatrice Elisabeth che tutti nell’Impero chiamano Sissi. Dopo il suicidio del figlio Rudolf d’Asburgo-Lorena (1889) si è progressivamente ritirata a vita privata e il 16 luglio del 1898 — su consiglio dei medici della casa reale — parte per un viaggio curativo in Svizzera. L’Imperatore spera di vederla tornare rinfrancata dall’aria di montagna, ma il 10 settembre del 1898 alle 16.30 gli perviene la tragica notizia che la moglie è deceduta dopo un accoltellamento da parte di un anarchico italiano Luigi Lucheni (1873 – 1910), il quale poco dopo l’arresto confessò alla polizia le motivazioni del suo gesto: “Perché sono anarchico. Perché sono povero. Perché amo gli operai e voglio la morte dei ricchi”

Stralcio del libro “Finis Austriae – Sul tramonto dell’Europa” di Giuseppe Baiocchi. (Edizioni il Cerchio)

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