Fiore de Henriquez e Maria Lupieri, un’amicizia oltre Trieste

Maria-Lupieri

lunedì 16 novembre 2015, ore 18
arti visive, via Canova 9, Trieste 

AGENDER 
 e Maria Lupieri, un’amicizia oltre Trieste

con Roberto Benedetti


nell’ambito di IN LOVE WITH CLAY vita di Fiore de Henriquez

a cura di Massimo Premuda e Dinah Voisin

in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca)


nell’ambito di Varcare la frontiera (identità #3)
promosso da Cizerouno e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia





Lunedì 16 novembre alle ore 18, presso lo spazio DoubleRoom arti visive (via Canova 9, Trieste), avrà luogo il secondo evento collaterale dedicato a Fiore de Henriquez, dal titolo “AGENDER Fiore de Henriquez e Maria Lupieri, un’amicizia oltre Trieste”, una conversazione con Roberto Benedetti, autore dell’omonimo testo scritto per la prima mostra italiana organizzata dalla scomparsa della grande scultrice triestina Fiore de Henriquez (1921-2004) dal titolo “In love with clay” (Innamorata della creta), curata da Massimo Premuda e Dinah Voisin e visitabile fino al 29 gennaio 2016.
Benedetti analizzerà in particolare l’amicizia fra la de Henriquez e la pittrice triestina Maria Lupieri (1901-1961) contestualizzando le loro opere nell’ambito della scena artistica triestina attraverso le lettere, i diari, gli articoli di giornale e le fotografie in esposizione provenienti dall’Archivio Maria Lupieri, per il cui prestito si ringrazia la nipote Fulvia. 
La conversazione con Benedetti parte dalla rivista “Il Ponterosso”, diretta da Giuseppe Menassé ed edita nel 1947, anno delle prime due mostre importanti della de Henriquez a Firenze e Trieste, che è stata ripubblicata proprio quest’anno da EUT-Edizioni Università di Trieste a cura di Nicoletta Zanni. Ci farà così rivivere quegli anni, dallo studio triestino di via Mazzini della Lupieri fino ai soggiorni newyorkesi della de Henriquez, insieme ai personaggi che frequentavano le due artisti, da Carolus Cergoly a Maria Pospisilova, da Aurelia Gruber Benco a Leonor Fini, da Linuccia Saba a Carlo Levi, che, insieme a Eugenio Montale, è stato uno dei rari autori italiani a essere stato ritratto dalla de Henriquez. La conversazione si chiuderà con alcuni passi tratti dal romanzo di Roberto Curci “La bora in testa”, edito nel 2005 da MGS Press, unico autore triestino ad aver ricordato Fiore de Henriquez in un romanzo.

L’incontro di approfondimento si inserisce nell’ambito di “In love with clay”, ampia mostra fotografica dedicata alla vita della grande scultrice Fiore de Henriquez (Trieste, 1921 – Peralta, 2004) a 11 anni dalla scomparsa, parte integrante del progetto multidisciplinare “Varcare la frontiera (identità #3)”, promosso dall’associazione Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La de Henriquez, sorella di Diego, eccentrico collezionista di cimeli di guerra, a cui la città di Trieste ha dedicato l’omonimo “Civico Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez”, di recente riapertura, ha avuto una vita straordinaria divisa fra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, conoscendo alcuni fra i più importanti personaggi del jet set angloamericano e incarnando tutte le contraddizioni del ’900, inclusa una natura sessuale ermafrodita che le ha fatto travalicare con disinvoltura i classici ruoli di genere. L’esposizione, curata da Massimo Premuda e Dinah Voisin, e organizzata in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca), intende ripercorrere la vita di questa stupefacente autrice attraverso 4 sezioni tematiche che riassumono il suo periodo triestino, i celebri ritratti dei personaggi del jet set internazionale, il suo studio londinese, una vera e propria wunderkammer vittoriana a Cadogan Square, e infine una sezione dedicata ai ritratti fotografici che la immortalano mentre lavora, nelle situazioni pubbliche, ma anche nella vita privata. In adolescenza Fiore de Henriquez è diventata intersessuale con organi genitali doppi, e si dichiarò “orgogliosa di essere ermafrodita” e di essere “due persone all’interno di un corpo solo”. L’identità di genere della de Henriquez si rifletteva molto anche nel suo lavoro, soprattutto per i motivi ricorrenti di teste accoppiate, di figure siamesi e di creature mitologiche ambigue. 





17 ottobre 2015 > 29 gennaio 2016

IN LOVE WITH CLAY vita di Fiore de Henriquez
a cura di Massimo Premuda e Dinah Voisin

testi di Roberto Benedetti e Valentina Fogher
in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca)

nell’ambito di Varcare la frontiera (identità #3)
a cura di Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi

promosso da Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia





DoubleRoom arti visive

via Canova 9, 34129 Trieste

lunedì > venerdì 17-19

349 1642362 – doubleroomtrieste@gmail.com

http://doubleroomtrieste.wordpress.com

https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

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