Come ogni anno i triestini attendono con gioia l’arrivo della più celebre fiera cittadina, quella di San Nicolò in viale XX Settembre. Ma questa attesa è perlopiù legata ai ricordi di un tempo, quando faceva da padrone il giocattolo, così come vuole la tradizione. Era la grande festa dei bambini. Da un paio di decenni, però, è diventata qualcosa di diverso: un mercato degli stracci o per meglio dire “strafanici” cioè articoli poco attraenti e perlopiù inutili, specie ai bimbi. Ma a risollevare il morale compaiono puntuali le bancarelle dei dolciumi e degli alimenti da passeggio. Un’apoteosi di arachidi fritte, olive giganti, caramelle, frittelle, piadine simil-romagnole e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente (ma non per il fegato) i triestini sono golosi e curiosi, decretando così il successo della manifestazione in fatto di affluenza.
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