FareAmbiente su decreto rilancio: occasione perduta per mobilità sostenibile

La nota di FareAmbiente sul decreto rilancio

Il Decreto Rilancio avrebbe potuto seriamente contribuire a rilanciare i settori della mobilità e la riqualificazione energetica, invece è un occasione perduta – così si esprime Giorgio Cecco coordinatore regionale di FareAmbiente e referente per l’ambiente di ProgettoFvg.
Per il discorso eco bonus nell’edilizia, si tengono fuori molte categorie come il comparto dei serramenti con 16.000 imprese e 200.000 lavoratori diretti, oltre a l’esclusione di soggetti e tipologie, delle seconde case indipendenti e gli immobili degli esercenti arti e professioni, inoltre per il previsto sconto in fattura per il cliente, rimborsato sotto forma di credito d’imposta, restano perplessità sulla cessione del credito alle banche dalle piccole imprese (che fra l’altro sono le più colpite dalla crisi).
Per l’eco-mobilità utile sarebbe stato invece incrementare le misure a sostegno del settore auto allargando la fascia dei veicoli e l’opportunità di accedere all’ecobonus e/o alla riduzione del prezzo di acquisto per chi volesse decidersi di rottamare un’autovettura fino a euro 4, tenuto conto che sono quasi 20 milioni gli autoveicoli ancora in circolazione da Euro zero a 4. Quindi un’occasione perduta, per favorire il ricambio del parco auto circolante e migliorare la qualità dell’aria e urbana delle città. Altro che cambiare marcia. Si fa un gran parlare delle intenzioni di migliorare la qualità dell’aria soprattutto nelle aree urbane, anche in considerazione della difficoltà attuale, a causa del covid 19, di potersi spostare in bus, treno e metro, stante le norme sul distanziamento, atteso che per spostarsi non è sufficiente un monopattino specie quando ci si sposta tra comuni o tra quartieri di una grande città o si deve andare a fare la spesa o ci si deve spostare con più persone. L’uso della bici o dei monopattini per brevi spostamenti non viene messo assolutamente in discussione, anzi ben venga ed è auspicabile, ma pensare che il problema del traffico e dell’inquinamento si possa risolvere andando a lavoro in bicicletta o in monopattino è un tantino illusorio – sottolinea Cecco.

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