Due concerti questo weekend al Teatro Verdi di Trieste


foto F. Parenzan

Il VERDI IN CONCERTO
Quinto appuntamento della rassegna estiva 2020
TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
VENERDÍ 17 LUGLIO, ORE 21

Giuseppe Verdi
“Evviva, beviam!” e “Si ridesti il Leon di Castiglia…” da Ernani
“Urli, rapine – Viva il Re dalle mille foreste…” da Attila
“Scorrendo uniti…” da Rigoletto

Vincenzo Bellini
“All’erta, All’erta…” da I Puritani

Gaetano Donizetti
“Non far motto…” da Lucrezia Borgia (Astolfo: Giovanni Palumbo)

Arturo Zardini
Stelutis alpinis

Charles Gounod
“Déposons les armes…” da Faust

Richard Wagner
“Steuermann, lass die Wacht!” da Der fliegende Holländer

Carl Orff
“In Taberna” da Carmina Burana

Direttore Francesca Tosi
Coro Maschile della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Pianoforte Alberto Macrì

La nuova rassegna estiva del prosegue con un originale concerto corale, venerdì 17 luglio 2020 alle ore 21, protagonista il Coro Maschile del Teatro che, diretto dal M° Francesca Tosi, si esibirà in un particolare programma di musiche selezionate da famose opere liriche romantiche con incursioni, fra loro diversissime, nella musica del ‘900, per un percorso musicale tutto dedicato alla vocalità maschile.
Il concerto inizia con l’incipit tutto al maschile dall’opera verdiana Ernani – il canto dei banditi che inneggiano al vino e al gioco, sole consolazioni di una solitaria vita raminga – e continua con il celebre “Si ridesti il Leon di Castiglia” dal terzo atto della stessa opera, espressione fra le più riuscite di romantici sentimenti patriottici. Alla guerra si ispirano “Urli, rapine – Viva il Re dalle mille foreste…” – il coro potente e quasi terrificante che i guerrieri unni intonano in una devastata Aquileia in apertura di sipario per l’opera Attila – e il brano “All’erta, All’erta…” da I Puritani di Vincenzo Bellini, descrizione sfavillante dell’alba di un giorno vittorioso, una musica che tutta brilla di squilli; così anche la gloriosa marcia militare “Déposons les armes…” dal quarto atto del Faust di Charles Gounod, in realtà un ambiguo canto di demoni che distrae Margherita dall’elevare la sua preghiera a Dio.
Ancora situazioni di lotta e violenza in “Scorrendo uniti…” da Rigoletto di Verdi, – il brano con cui i vili cortigiani descrivono al duca il rapimento di Gilda e la beffa a Rigoletto – e in “Non far motto…” da una scena di Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti che rappresenta una situazione di sfida fra bande rivali di giovani focosi ed esuberanti, oggi si direbbe dei bulli.
Ma il cuore virile conosce anche ben altre note e sentimenti. Arturo Zardini in Stelutis alpinis manifesta il desiderio di superare ogni violenza e brutalità, di esprimere il sublime afflato che unisce i cuori degli amanti, di trovare pace e vicinanza nella bellezza della natura rappresentata dal piccolo fiore alpino. Composto al temine del primo conflitto mondiale su un testo che si ispira alla tradizionale villotta friulana, il brano di Zardini ha conosciuto un successo ininterrotto nell’arco di tutto il ‘900 fino ai nostri giorni, con innumerevoli versioni e arrangiamenti, compresa quella, molto nota, per voce sola e in lingua italiana di Francesco De Gregori.
Rude, pieno di vitalità e forza, “Steuermann, lass die Wacht!” da Der fliegende Holländer di Richard Wagner, il canto popolare e franco che i marinai intonano attraccando la nave in porto e finalmente, sinceri e soddisfatti, possono darsi alla gioia della vita dopo aver superato i pericoli e le insidie del mare.
E infine ecco la festa, con l’esecuzione della terza parte dei Carmina Burana di Carl Orff, “In Taberna”, composti fra il 1935 e il 1936 su testi goliardici medioevali ritrovati presso il monastero benedettino della Bura in Alta Baviera. Questa parte, famosissima, è il canto che, in un crescendo di coinvolgimento e di animazione, invita tutti a lasciarsi andare al piacere del bere in totale uguaglianza e senza alcuna distinzione né di genere né di ceto sociale.
Il Coro, accompagnato al pianoforte dal M° Alberto Macrì, è diretto da Francesca Tosi, Maestro del Coro del Teatro Verdi di Trieste dal 2016; la sua sensibilità artistica e tecnica così illustra il concerto: “Mi ha sempre molto ispirato il forte pathos che la vocalità virile è capace di suscitare nell’ascoltatore, i toni e gli accenti marcatissimi che rendono tagliente la parola cantata quand’essa è conflitto, sfida o sberleffo e, all’opposto, quelli smussati, caldi e armonici che nascono da un canto consolatorio. La ricerca del suono insito della parola è per me ricerca inesauribile”.
Nel corso della sua carriera di musicista Francesca Tosi si è avvicinata al canto accompagnando i corsi di perfezionamento di Mirella Freni, approfondendo e affinando la sua preparazione presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, collaborando con i maestri Luis Basso e Piero Monti. Ha preparato per diverse stagioni il Coro del Festival Pucciniano di Torre del Lago ed ha diretto il Coro dell’Opera di Nizza. Il Coro del Teatro Verdi, sotto la sua guida, è stato nominato per il 2020 International Opera Awards.

Il concerto si svolge nel rispetto di tutti i protocolli anti covid19 vigenti, per la protezione dei lavoratori e del pubblico presente in sala; le attuali disposizioni limitano il numero di posti disponibili, i quali devono prevedere adeguato distanziamento sociale fra le poltrone occupate.
La biglietteria del Teatro Verdi è aperta con orario 9-13 e da un’ora prima dell’inizio del concerto. Tutte le informazioni sono disponibili anche sul sito web www.teatroverdi-trieste.com



foto di F. Parenzan

Il VERDI IN CONCERTO
Sesto appuntamento della ricca rassegna estiva

TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
SABATO 18 LUGLIO, ORE 21
DOMENICA 19 LUGLIO, ORE 11

Edward Elgar Serenata per archi op. 20
Edvard Grieg Due melodie elegiache per archi
Pëtr Il’ič Čajkovskij Serenata per archi op. 48

Konzertmeister Stefano Furini
Orchestra d’archi della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi

Sabato 18 luglio alle ore 21 e domenica 19 luglio alle ore 11, “Il Verdi in Concerto” la nuova rassegna estiva del Teatro Verdi di Trieste, propone il secondo appuntamento con l’Orchestra d’archi del Teatro diretta dal M° Stefano Furini, che dopo il concerto della passata domenica, completa questo breve percorso nel repertorio della musica per orchestra d’archi, due tappe a toccare i componimenti più celebri delle cosiddette Scuole Nazionali, espressioni del gusto più tipicamente romantico, profondamente ispirato della musica popolare e folkloristica. Il concerto di questo weekend è dedicato alla musica nordica.
Dell’inglese Edward Elgar verrà eseguita la Serenata per archi op. 20 composta nel 1892. Elgar è musicista di gusti molto raffinati e aristocratici e di schietta ispirazione, la sua musica è stata definita da “vero gentleman di campagna inglese”. Nella breve ma perfetta Serenata op. 20 esprime tutto il suo temperamento orchestrale di esemplare equilibrio, la sua scrittura chiara e suadente lontana dai fremiti più burrascosi del romanticismo di cui invece esprime la vena più lirica e una creatività che ricerca un cordiale e affettuoso dialogo con l’ascoltatore.
Del norvegese Edvard Grieg, le Due melodie elegiache op. 34, pagine di grande poesia inconfondibilmente legate al folklore scandinavo che si percepisce in particolare negli audaci e liberi accostamenti di accordi che riproducono i timbri degli strumenti popolari. Le due melodie composte nel 1881 sono un adattamento per una fluida orchestra d’archi di due precedenti Lieder, op. 33, dove i risultati sono ancora più originali.
Della vasta produzione di Čajkovskij ascoltermo la Serenata per archi op. 48, composta nel 1880, famosissima e molto amata dalla stesso autore che fin da subito ne fu molto soddisfatto. Si tratta in effetti di una composizione dove dominano una grazia ed un senso di serenità raramente riscontrabili in altre opere del maestro russo. All’ascolto la Serenata desta la sensazione di un’opera eseguita da un’intera orchestra; emerge l’ammirazione per Mozart, riscontrabile soprattutto nell’eleganza delle linee melodiche e che elabora l’impeto dei motivi melodici russi, in particolare nell’ultimo movimento. Celeberrimo il valzer del secondo movimento.
Dirige l’Orchestra d’archi del Teatro Verdi, nel doppio ruolo di direttore e primo violino – in una parola Konzertmeister – , Stefano Furini. Violino di spalla dell’Orchestra del Teatro Verdi dal 1990, si è esibito anche con altre prestigiose compagini musicali in Europa e in Italia in particolare con l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra del Teatro alla Scala, I Pomeriggi Musicali e Rai di Milano, l’Orchestra Stabile di Bergamo, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Interprete curioso e versatile, si è dedicato anche al repertorio di musica da camera e al repertorio contemporaneo, oltre che ai generi musicali più diversi come la musica da milonga. Si dedica regolarmente anche alla Direzione d’orchestra e oltre a quella del Teatro Verdi ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto, la Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra Sinfonica della Lombardia “G. Cantelli”; la Filarmonica Tito Schipa di Lecce.

Il concerto si svolge nel rispetto di tutti i protocolli anti covid19 vigenti, per la protezione dei lavoratori e del pubblico presente in sala; le attuali disposizioni limitano il numero di posti disponibili, i quali devono prevedere adeguato distanziamento sociale fra le poltrone occupate. Il concerto della domenica, nel quadro di Trieste Estate, sarà trasmesso in differita da Tele 4 in prima serata.
La biglietteria del Teatro Verdi è aperta fino a sabato orario 9-13 e domenica un’ora prima dell’inizio del concerto. Tutte le informazioni sono disponibili anche sul sito web www.teatroverdi-trieste.com

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