“Differenziamoci” il video del liceo Galilei di Trieste sull’educazione ambientale viene premiato

“DIFFERIENZIAMOCI” – Il video del liceo Galilei di Trieste nato dal progetto “CliMare” premiato ieri a Udine
Un anno fa è stato proposto ad alcune scuole superiori site in comuni costieri del FVG di aderire al progetto “CliMare”, un progetto di educazione ambientale sul e sulla crisi climatica realizzato grazie al contributo annuale della Regione Friuli Venezia Giulia.
Alle classi che hanno aderito – una decina in tutto tra Trieste, Monfalcone e Latisana – sono stati proposti alcuni interventi in classe sui temi del e dei suoi effetti sull’ambiente marino e sulle comunità costiere e una giornata sul campo presso l’AMP, con un’uscita a bordo dell’imbarcazione da ricerca, per scoprire le tecniche e le strumentazioni per la misurazione dei parametri biotici e abiotici che ci permettono di verificare le alterazioni causate dal cambiamento climatico sul mare.
A tutti loro è stato poi chiesto una “restituzione” delle esperienze fatte: sono stati invitati – e supportati – a lavorare su un progetto di poster, video o prodotto multimediale da presentare poi ai loro coetanei, diventando essi stessi ambasciatori dell’urgenza ambientale causata dalla crisi climatica e dalle altre minacce che gravano sugli ecosistemi marini.
Ne sono nati diversi prodotti davvero meritevoli ma uno in particolare rende orgogliosi del lavoro svolto perché ha ricevuto un importante riconoscimento: il video “Differenziamoci”, realizzato da 6 studenti della 3F del liceo scientifico Galilei di Trieste – Tommaso Gregori, Vittorio Vercelli, Désirée Krejner, Giada Sfreddo, Riccardo Salina e Martina Paunovic – ha vinto il primo premio nella sezione cortometraggi della 24^ edizione del concorso “Solidalmente Giovani”, promosso dal Comitato “Sport e solidarietà” con il patrocinio della Regione FVG.
Questa la motivazione della commissione: “L’idea, in sé semplicissima, da una comune bottiglietta di plastica abbandonata a terra si offre a un trattamento visivo raffinato che, con l’eloquenza fulminea di uno spot, denota buona consapevolezza del linguaggio audiovisivo e delle sue proprietà espressive: l’angolo di ripresa ribassato, l’inquadratura fissa centrata sul “rifiuto” urbano, le immagini velocizzate che raccontano quanto diffusa e prolungata possa diventare l’indifferenza generale, il rallenty che sottolinea il gesto responsabile quando un passante, finalmente, si sofferma a raccoglierlo”.
Il messaggio? È il sottotitolo del cortometraggio:
“Anche un piccolo gesto può fare la differenza”.
Bravi ragazzi!

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