Dibattito sui reati a Trieste

È in atto in questi tempi un dibattito sulla cosiddetta “remigrazione”, sui costi pubblici da sostenere per attuarla e lo sforzo in termini di risorse di Polizia.
Ma quanto costano alla società ed ai conti pubblici i reati e coloro che li commettono? Quanto costano i criminali?
Costano moltissimo!
Infatti, dopo la commissione di un reato lo Stato deve spendere prima per le forze di Polizia che intervengono e/o svolgono le indagini, poi per il relativo procedimento e processo Penale con relativa difesa d’ufficio con il patrocinio gratuito dello Stato.
Infine, anche per un eventuale detenzione in una casa circondariale e/o rimpatrio, se trattasi di cittadino straniero.
Spesso sono necessarie anche cure mediche.
Due detenuti su tre nel carcere di Trieste provengono da Paesi stranieri, analogamente a molte altre realtà carcerarie d’Italia.
Dare la certezza della pena e rimpatriare i criminali ha certamente un costo, ma costituisce anche un buon investimento affinché queste persone non continuino nella loro condotta delinquenziale e rimettano quindi in moto la macchina della spesa pubblica.
Serve quindi dare più certezza della pena e rendere più possibili i rimpatri soprattutto quelli dei criminali e per fare questo servono più strutture come carceri e C.P.R., oggi sovraffollate e più personale come forze dell’ordine.
Il SAP (1° Sindacato di Polizia in Friuli-Venezia Giulia) lo denuncia da più di 15 anni e con diversi Governi: servono più poliziotti per la prevenzione e repressione dei reati, in tutte quattro le provincie del Friuli-Venezia Giulia e d’Italia.
Serve anche però cercare di arginare l’arrivo di nuovi migranti irregolari, senza dare più loro l’illusione di una vita migliore e tanto meno di un’integrazione che non troveranno, come non l’hanno trovata chi li ha preceduti, entrati illegalmente sul nostro territorio.
Chi oggi critica la sospensione di Schengen e l’utilizzo/spreco di personale aggregato da altre provincie per questo scopo, lo fa esclusivamente a fini ideologici e politici e lo stesso vale per chi mette in evidenza i costi dei rimpatri.
Al contrario sarebbe più utile trovare delle soluzioni per poter aumentare il numero di rimpatri diminuendo le spese e nel caso delle cinte confinarie, riformulare gli accordi internazionali per le riammissioni, per poter rimandare indietro chi illegalmente e senza averne diritto entra sul nostro territorio passando per un Paese europeo e dell’area Schengen, dove i diritti umani sono garantiti.
Servono C.P.R. in ogni regione d’Italia e riservare più posti in quello di Gradisca per le esigenze del F.V.G.
Serve inoltre che si costituisca in tempi brevi un Reparto Mobile ed un Reparto Prevenzione Crimine in regione.
È chiaro, tutto questo ha un costo!
È un costo la lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, alla droga, ai furti nelle case, alle truffe, alle rapine e perfino i servizi di ordine pubblico per contenere e limitare al massimo i professionisti del disordine che sfasciano le città d’Italia con la scusa di un improbabile ideale che giustifiche le devastazioni.
Cosa facciamo, risparmiamo e permettiamo tutto ciò?
Abbiamo due strade: o continuiamo ad investire sulla sicurezza, oppure soccombiamo alla criminalità, alla violenza e al caos.
Chi pone solo critiche, sarebbe bene che avanzasse piuttosto delle proposte concrete per risolvere i problemi, perché chi non porta almeno una parte della soluzione, è parte del problema.

Lorenzo Tamaro – Segretario Regionale SAP F.V.G.

violenza urbana

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