Dal FVG a Taiwan: Gianni Massarutto e il trio di armoniche, Armonauti

Gli-Armonauti

Il Friuli Venezia Giulia “esporta” eccellenze musicali in Oriente.
Da Pordenone a Taiwan: Gianni Massarutto – armonicista pordenonese – invitato il 3 agosto all’11esimo Asia Pacific Harmonica con il suo trio di armoniche, Armonauti.
Unici italiani presenti alla kermesse

L’armonica – che purtroppo non è così celebrata nel nostro pur musicalissimo Paese – è spesso legata alle tradizioni popolari oppure al blues. Eppure è uno strumento dalle tante e generose declinazioni, variegato, pieno di sfumature e molto, molto versatile. Lo dimostrano gli Armonauti, un trio di eclettici musicisti che da anni sono già molto apprezzati in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, e che il prossimo 3 agosto sono chiamati (unici italiani) all’undicesima edizione dell’Asia Pacific Harmonica Festival, tra le più grandi kermesse al mondo dedicata all’armonica a bocca, che raccoglie i migliori talenti da tutto il pianeta. E certo lasceranno il segno, i nostri connazionali, per le loro interpretazioni fuori dagli schemi e già più volte premiate.

Il trio ha un suo preciso e originale percorso stilistico ed è formato da Gianluca Caselli (di Bologna) che suona l’armonica cromatica, basso e ad accordi; Gianni Massarutto (Pordenone) suona l’armonica diatonica, ad accordi, basso e la cello armonica; Gianandrea Pasquinelli (Bologna) che suona la polka armonica, l’armonica diatonica, e la cromatica. Ed è il pordenonese Gianni Massarutto l’artista che tiene alto il nome del Friuli Venezia Giulia in seno all’immensa manifestazione asiatica: da oltre vent’anni protagonista dell’armonica nell’ambito del blues elettrico e acustico, l’artista pordenonese ha suonato con diverse formazioni come Iatitaia, Doctor Love Band, Yazoo, Honky Tonk Trio. Bobby Solo è tra gli artisti che lo richiedono in diverse sessioni in studio. Partecipa ai seminari di armonica a Trossingen, in Germania e in seguito viene chiamato come relatore sulle nuove tecniche dell’armonica in Italia. I suoi interessi verso l’esplorazione di nuovi linguaggi per il suo strumento lo hanno portato a collaborare con musicisti come Tre Allegri Ragazzi Morti, Jimi Barbiani, Massimo De Mattia, Mauro Ottolini e Claudio Cojaniz. Da segnalare le sue incursioni nel mondo del teatro con lo spettacolo “Amatissima” tratto dal romanzo omonimo di Toni Morrison. Da diversi anni lavora con gli Armonauti; a gennaio 2014 partecipa insieme a Marco Naffis all’International Blues Challenge a Memphis, esperienza che gli darà la possibilità di fare un passaggio televisivo a Channel 3 e registrare a Clarcksdale il primo CD del duo Naffis&Massarutto.

Gli Armonauti sono dotati di un background musicale comune, il blues sviscerato nelle sue più diverse espressioni, Caselli-Massarutto-Pasquinelli hanno negli anni sviluppato percorsi stilistici individuali.
Caselli è uno dei rari armonicisti che ha cercato di valorizzare il canzoniere popolare italiano; il suo ultimo disco è interamente dedicato a rivisitazioni di motivi popolari della costa Romagnola. Massarutto ha esplorato territori finora inesplorati dall’ armonica; la porta nel teatro prima con Roberto Pagura con lettura musicata poi nel già citato “Amatissima” con Claudia Contin per la regia di Ferruccio Merisi, e nei “Separatisti Bassi” (progetto del trombonista Mauro Ottolini). Pasquinelli è dei tre quello rimasto maggiormente legato alla tradizione dell’idioma blues con escursioni nell’hard bop più rurale che trova sfogo nel progetto parallelo Albariza Trio; di recente ha pubblicato un saggio sull’armonica con il titolo “Soffiando e risoffiando”. Caratteristiche comuni ai tre musicisti sono la curiosità e la propensione all’innovazione che li hanno portati a proporre nuove soluzioni tecniche, accordature innovative e a sviluppare strumenti di nuova concezione. Il trio propone un repertorio legato alla musica popolare, blues, tango e canzone italiana con arrangiamenti originali e brani di propria composizione.

Già nel 2012 il trio vince il primo premio al National Harmonica League Festival di Bristol. Dello stesso periodo è il disco “Tales from Armonauti’s Land”. Nel 2014 gli Armonauti vengono invitati a Parnu in Estonia al Festival dell’armonica e l’anno successivo al Meeting di armonica a Helmond (Olanda) e all’Avsenik Harmonica festival di Begunje (Slovenia). Vincono anche il primo premio del Li Ucci music contest, concorso nazionale dedicato alla musica Folk, si distiunguono al Li Ucci Festival di Cutrofiano (Lecce) – importante festival della Taranta – e al MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.
Recente è il cd di blues “Juggin’ Along” con la collaborazione del polistrumentista Andrea Fiore, che fa chiaro riferimento alle Jug Band e oggi si apre la più importante porta ad Oriente.

L’Asia Pacific Harmonica Festival – evento biennale che si svolge in Asia da undici anni – infatti, è una quattro-giorni intensissima, fatta di concorsi, convegni, workshop, approfondimenti e molti concerti tutti incentrati sull’attività musicale dell’armonica: un luogo davvero ambìto per gli strumentisti del settore. Vi intervengono oltre 2000 musicisti e (vista la crescita che ha sviluppato negli anni recenti) si sta avviando a diventare secondo soltanto al World Armonica Festival (WHF, che si svolge in Germania, a Trossingen, ogni quattro anni, organizzato dall’industria leader mondiale delle armoniche – la Hohner).

Così descrive il trio nel libretto delle note di “Tales”, il critico Flavio Massarutto: Oggi il Trio Armonauti riprende e aggiorna la formula dell’ensemble di sole armoniche. I tre musicisti provengono da diverse esperienze che coprono un ventaglio di generi musicali molto ampio che va dal folk al blues, jazz e rock. Qui hanno scelto di proporre un repertorio di musiche popolari italiane che arrivano in gran parte dalle loro regioni, l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia, ma che si estendono anche alla Napoli di “Malafemmina” e alla Sicilia di “Sciuri-Sciuri”. Si tratta con tutta evidenza di un repertorio nazionalpopolare orgogliosamente rivendicato ed esibito con competenza, grazia e leggerezza. Un’operazione di sano revisionismo musicale per menti aperte. Possiamo gustare il liscio romagnolo, per tanto tempo colpevolmente snobbato, e insieme proprio quelle danze, la giga emiliana “La lanterna magica”e la “Contradanza”, che esso aveva scalzato dalle balere grazie al genio di Secondo Casadei. E commuoverci con lo struggimento di “Malafemmina” e il canto alpino “Stelutis Alpinis”. Non operando sul terreno filologico i tre musicisti possono permettersi non solo nuovi arrangiamenti ma innesti eterodossi .
A completamento e al tempo stesso superamento di discutibili barriere “nazionali” troviamo il contagioso “Lasagna Country”e la canzone in stile celtico-fantasy “Leggenda”.

Citando invece Paolo Santini che su “Bluesman” ha recensito il trio: sono come i “Tre Moschettieri”, si presentano spaziando in diversi generi, quali blues, folk italiano e brani latino-americani universalmente noti, facenti parte della tradizione popolare danzante . Si passa quindi da “Armonitango”, nel quale il sentimento argentino pervade il cuore (ci si legge dentro qualche influsso di Gotan Project e Astor Piazzolla), a “Lasagna Country” che, insieme a “When the Saints go marchin’in”, catapultano con la mente nelle vie di New Orleans […]. Caselli, sapiente e profondo conoscitore del folk italiano e di ballabili, oltre che come musicista, dà il meglio di sé anche in veste di arrangiatore nella Polka Cric Croc, Polka Stoccata e nel Walzer. […] Sciuri Sciuri , poi, fa senz’altro parte di quel bagaglio di italianità che musicalmente ha contribuito a far conoscere l’ambiente folkoristico nostrano. Non può certo mancare il Blues, genere nel quale Massarutto e Pasquinelli hanno da sempre la loro principale collocazione:spazio a “Mr. PC” e l’inebbriante “Raboso Blues”.

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