Corso di laboratorio teatrale per disabili visivi con l’attore Gianfranco Berardi

TEATRALE
21-26 marzo 2020 –

Bonawentura in collaborazione con la Compagnia Berardi Casolari e il della Tosse, in occasione dei 30 anni del Teatro Miela, propone un’interessante laboratorio teatrale rivolto a persone con disabilità visive (non vedenti o ipovedenti), e allievi attori.
Il Laboratorio ha la durata di un settimana ed è precedente le recite dello spettacolo I FIGLI DELLA FRETTOLOSA, spettacolo che affronta il tema della cecità e del significato più ampio che ha oggi la parola “vedere”. In un mondo ipereccitato dal bombardamento di immagini e suoni, che sempre più neutralizzano i nostri sensi forti, vista e udito, l’attenzione dell’individuo è sempre più distante dalla vera conoscenza dell’essere, dell’esistenza.
Il punto di vista qui è allora quello di un cieco, di chi guarda ma non vede, percependo la realtà circostante in modo differente. La cecità è messa in scena allo stesso tempo come esperienza di vita reale, fisica, e come concezione metaforica, sinonimo di una miopia sociale ed esistenziale che ci riguarda in prima persona.

Anche questa volta la riflessione sul contemporaneo parte dalle esperienze personali di Gianfranco Berardi (premio Ubu miglior attore 2018) e di Gabriella Casolari; dall’osservazione e dall’ascolto della realtà che li circonda ma, a differenza dei precedenti lavori, i ciechi in scena questa volta saranno molti.
Bastoni bianchi e occhiali scuri, andatura traballante e movimenti timorosi, ma anche ostinazione, entusiasmo, desiderio di rivalsa: un coro di ciechi come emblema di umanità, allegoria di una società smarrita e insicura, mai arrendevole.
Uno spettacolo che ha più il sapore di un evento speciale, che integra il lavoro del teatro alla vita della comunità, che mette insieme attori professionisti e cittadini comuni, vedenti o ciechi che siano, che miscela una struttura drammaturgica definita con i vissuti particolari dei diversi partecipanti.

Nei giorni del laboratorio si lavorerà a trasferire la partitura fisica (azioni ed immagini) del coro ai nuovi attori della realtà coinvolta e contemporaneamente si indagherà per cercare insieme agli stessi quei racconti in grado di rendere originale il percorso, nel tentativo di costruire un’opera tragicomica in cui poesia e crudeltà, teatro e vita, finzione e realtà si fondano e confondano, si incontrino e scontrino per portare alla luce la nostra umanità .

Il laboratorio è rivolto a persone con disabilità visive (non vedenti o ipovedenti), ad attori e allievi attori.

sabato 21, domenica 22, lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 marzo 2020
dalle 15.00 alle 21.00
giovedì 26 marzo (prove palco) dalle 15.00 alle 21.00

Numero massimo: 10 partecipanti

Per informazioni e iscrizioni: Teatro Miela tel. 040 365119, da lunedì a venerdì 10.00 – 17.00, sabato 10.00 – 12.30. E-mail: caterina.dellazonca@miela.it e uffici@miela.it

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