Confine sloveno, armi puntate sulla testa: non erano paramilitari

Guardie di , immagine di repertorio

In merito al fatto successo il mese scorso nella zona confinaria, quando un ragazzo italo-sloveno e la sua fidanzata sono stati minacciati con un mentre stavano passeggiando nei boschi, arrivano delle novità in seguito a nuove indagini del servizio di intelligence e sicurezza Morse. I due malcapitati sono stati fermati da un uomo in uniforme nel comune di Hrpelje – Kozina vicino al confine, e uno di loro puntò alla testa un automatico. Quando furono convinti che non fosse un migrante illegale, lo rilasciarono. Pare che non si trattasse di paramilitari, come è stato inizialmente detto. Il ragazzo avrebbe identificato il soldato che lo ha fermato dalle foto. La televisione riferisce anche che il soldato non fa parte delle solite unità a cui è affidato il compito di delle frontiere con la polizia. Il ministro della Difesa Matej Tonin ha confermato che le indagini sono state condotte dal servizio di intelligence e di sicurezza del ministero della Difesa perché il giorno del presunto incidente era cambiato (sembra sia avvenuto un giorno prima di quanto riportato inizialmente).

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