Circolo Fincantieri, secondo incontro sulla menopausa

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Lunedì 27 gennaio alle ore 18.00 in Galleria Fenice 2 presso il Circolo Fincantieri, avrà luogo il secondo incontro sulla menopausa, organizzato dall’associazione IN PROSPETTIVA ad ingresso libero.
Interverranno i medici Roberta Natale, ginecologa, Diego Giuntini, endocrinologo, e Monica Cravatari, responsabile dell’ambulatorio malattie metaboliche dell’Ospedale di Cattinara.
Si parlerà della menopausa, definita come conclusione del periodo fertile, che è legata alla cessazione dell’attività ormonale femminile, con il conseguente coinvolgimento di organi ed apparati dell’organismo e l’insorgenza di diversi sintomi. Si stima che una donna trascorra in menopausa un terzo della propria vita; al fine di salvaguardare il suo stato di benessere per questo periodo, la ricerca scientifica è costantemente impegnata nel trovare cure idonee. Nell’incontro saranno illustrate le diverse soluzioni terapeutiche disponibili, non solo quelle ormonali, considerate oggi più sicure che in passato, ma anche altre non ormonali, che unite a consigli sul corretto stile di vita permettono di costruire delle cure personalizzate, dopo indagini mirate ed un’attenta valutazione ginecologica.
Si affronterà quindi il tema dell’osteoporosi, la cui incidenza nella popolazione aumenta con l’età in seguito al fisiologico decremento degli estrogeni dopo la menopausa e ai processi di invecchiamento, senza trascurare altri fattori di rischio, come fumo, alcool, squilibri nutrizionali (dieta carente di calcio). Com’è noto, trattasi di una malattia che può determinare delle disabilità, essendo caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da alterazioni qualitative dello scheletro, che nel tempo provocano un aumento della fragilità ossea, in particolare a livello del polso, delle vertebre e del femore. La ridotta qualità della vita che ne deriva, le comorbidità e il rischio di fratture, portano anche ad un aggravio della spesa sanitaria dello Stato.
L’osteoporosi assume grande rilievo sociale se si considera che in Italia circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini ne sono affetti, numeri che subiranno un incremento in quanto si prevede che nei prossimi vent’anni il numero di persone sopra i 65 anni aumenterà del 25%. Sarà evidenziata, quindi, l’importanza dell’attività di prevenzione delle fratture da fragilità, individuando i soggetti a rischio ed intervenendo sia con misure igienico dietetiche, che con terapie specifiche.
Al termine delle relazioni, verrà dato ampio spazio alle domande dal pubblico.

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