Cinema: a Trieste in sala SARAJEVO SAFARI, doc che ha rivelato la storia dei “cecchini del weekend”

Sarà al cinema a Trieste “Sarajevo Safari”, il documentario del 2022 del regista sloveno Miran Zupanič, che ha svelato una delle storie più malvagie degli ultimi decenni, ispirato indagini giornalistiche e giudiziarie oggi d’attualità. Appuntamento venerdì 17 aprile alle ore 20.30 in sala al Cinema Ariston: sarà presente il regista Miran Zupanič, in collaborazione con Kinoatelje.

Sarajevo Safari

Nel film sono presenti immagini esplicite di estrema violenza, che potrebbero urtare la sensibilità del pubblico.
Si sconsiglia la visione ai minori di 14 anni e alle persone impressionabili

Mentre si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sui “cecchini del weekend”, dopo la partecipazione al Pordenone Film Fest, arriva anche al cinema il docufilm che racconta della storia di cittadini internazionali, ricchi “turisti”, che avrebbero pagato ingenti somme di denaro per avere l’opportunità di sparare ai civili nell’assedio di Sarajevo, durante la sanguinosa guerra civile nei Balcani nei primi anni ‘90. Il documentario è anche in streaming su OpenDDB, tutte le informazioni e le date in aggiornamento sono sul sito: https://openddb.it/film/sarajevo-safari/.

Edin Subašić

Edin Subašić

Secondo quanto riportano le indagini degli ultimi giorni, sotto la lente della giustizia italiana ci sono persone che oggi vivono e negli anni si muovevano tra Friuli, Lombardia ed Emilia Romagna, per arrivare nei territori dell’ex Jugoslavia. Come si spiega nel documentario, non bastassero le difficili e traumatiche cronache e memorie di quel periodo, tra i molti episodi drammatici dell’assedio di Sarajevo dal 1992 al 1996, la storia di un “safari umano” è rimasta a lungo nascosta all’opinione pubblica. Solo pochi erano a conoscenza del fatto che, sul fronte serbo, all’assedio di Sarajevo partecipasse non solo l’Esercito Serbo-Bosniaco, insieme a volontari e mercenari, ma anche un altro piccolo gruppo clandestino. Si trattava di ricchi stranieri che pagavano cifre elevate per sparare contro gli abitanti della Sarajevo assediata (con un scioccante “listino prezzi” diverso a seconda della vittima), provenienti da vari paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Russia e Italia. I testimoni nel documentario – tra cui anche Edin Subašić, ex agente dei servizi segreti dell’esercito bosniaco, oggi coinvolto nelle cronache italiane – sostengono che l’operazione fosse logisticamente complessa: da Belgrado, i partecipanti sarebbero stati trasportati a Pale, con un elicottero dell’esercito jugoslavo o su strada, per essere poi condotti alle postazioni dei cecchini sulle colline circostanti, come nel quartiere di Grbavica, che era sotto il controllo dell’esercito serbo.

«Il film offre allo spettatore un’intuizione del male assoluto che si cela dietro le maschere dell’umanità e permette di entrare nel destino di persone la cui vita è stata irreversibilmente segnata dai colpi dei cecchini. Accanto alla loro sofferenza, il film aiuta anche a comprendere la loro saggezza e la forza della loro volontà di vivere», si legge nelle note di regia.

Miran Zupanič (classe 1961) si concentra nei suoi documentari sul destino degli individui nei momenti di svolta della storia del Novecento. “Run for Life” (1990) è il primo documentario sloveno dedicato a Goli Otok, la più dura prigione politica dell’ex Jugoslavia. “The Eyes of Bosnia” (1993) è stato girato durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. “Kocbek, A Poet in the Abyss of History” (2004) racconta il percorso umano e intellettuale del poeta Edvard Kocbek. “Aufbiks!” (2006) ricostruisce i conflitti nazionali tra sloveni e tedeschi a Celje all’inizio del Novecento. “Children from Petriček Hill” (2007) raccoglie le testimonianze dei discendenti di presunti o reali collaborazionisti nazisti giustiziati alla fine della Seconda guerra mondiale, i cui figli furono internati nel campo di concentramento di Petriček. “My Friend Mujo” (2012) racconta la storia di Mujo Turajlić, che ha perso entrambe le braccia in un’esplosione ma continua a lavorare la terra e a mantenere la propria famiglia con uno spirito indomabile. “Sing Me a Song” (2018) è un ritratto complesso del musicista Vlado Kreslin e dei suoi diversi pubblici.

Le date al cinema: https://openddb.it/film/sarajevo-safari/

Per poter migliorare e aggiungere contenuti di qualità riguardanti la nostra amata Trieste, puoi effettuare una donazione, anche minima, tramite Paypal. Ci sarà di grande aiuto, grazie!

You may also like...

Almanacco News

Rispondi