Il Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia Giulia esprime innanzitutto un sincero augurio di pronta guarigione all’autista del camion rimasto ferito nell’incidente avvenuto a Morsano al Tagliamento, dove un mezzo che trasportava circa 4.000 polli è uscito di strada ribaltandosi. A lui va la nostra vicinanza umana. Il PAI FVG non intende entrare nel merito della dinamica dell’incidente né formulare giudizi sulla responsabilità dell’accaduto.
Ciò che invece non può essere ignorato è il contesto in cui tragedie come questa avvengono. Il trasporto di animali vivi verso macelli e allevamenti intensivi continua a essere una delle pratiche più crudeli e anacronistiche della filiera zootecnica. In questo episodio un numero enorme di animali ha perso la vita e altri si sono dispersi nei campi, vittime di un sistema che tratta esseri senzienti come un semplice carico su ruote.
Questi animali vengono stipati nei camion e costretti a viaggi lunghi e stressanti, privati di qualsiasi condizione compatibile con la loro natura. Non si tratta di episodi isolati, ma della conseguenza diretta di un modello industriale che considera la vita animale esclusivamente in termini di produzione, trasporto e macellazione.
Il problema è strutturale e riguarda l’intera catena degli allevamenti intensivi, che concentrano numeri enormi di animali in spazi ristretti e alimentano una logica produttiva sempre più distante da qualsiasi principio di rispetto verso gli animali e verso l’ambiente.
Per questo motivo appare ancora più incomprensibile e preoccupante la volontà del Comune di Trieste di riaprire il mattatoio di Prosecco. In un tempo in cui cresce la sensibilità dei cittadini verso il benessere animale e la sostenibilità, investire nuovamente nella filiera della macellazione significa andare nella direzione opposta rispetto al progresso culturale e scientifico della società.
Non possiamo continuare a voltare lo sguardo dall’altra parte ogni volta che un camion carico di animali si ribalta o quando emergono le condizioni reali degli allevamenti intensivi. Non si tratta di fatalità, ma delle conseguenze di un sistema che deve essere messo radicalmente in discussione.
Il Partito Animalista Italiano ribadisce con forza la necessità di ridurre e superare progressivamente il trasporto di animali vivi, uscire dal modello degli allevamenti intensivi e avviare una vera transizione verso sistemi alimentari più rispettosi della vita animale e dell’ambiente.
Gli animali non sono merci.
Fabio Rabak
Commissario e Coordinatore
Partito Animalista Italiano – Friuli Venezia






