Manovra 2026 – Nuovi limiti per i pagamenti in contanti: cosa cambia
Con gli emendamenti alla Manovra finanziaria 2026, il tetto per l’uso del contante subirà un significativo aumento, passando dagli attuali 5.000 euro a 10.000 euro. Si tratta di una misura fortemente voluta da alcuni partiti della maggioranza, che da tempo avevano promesso di innalzare la soglia, finora limitata dalle indicazioni dell’Unione Europea.
La modifica punta a coniugare la maggiore libertà nei pagamenti con strumenti estremamente incisivi (e poco convenienti) per mantenere la tracciabilità, limitando così il rischio di evasione fiscale.
La principale novità riguarda l’introduzione di una tassa fissa di 500 euro per ogni pagamento in contanti compreso tra 5.001 e 10.000 euro, vanificando di fatto il vantaggio dell’aumento del limite. Vuoi la carota? Prenditi anche il bastone. Questa imposta, a carico dell’acquirente, dovrà essere applicata tramite contrassegno sulla copia cartacea della fattura, consegnata al venditore per consentire eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.
In pratica, la nuova norma mantiene la possibilità di effettuare transazioni in contanti superiori ai 5.000 euro, ma introduce un meccanismo che rende conveniente valutare l’uso di strumenti tracciabili come bonifici o carte. L’obbligo di bollo riguarda sia i residenti sia i non residenti e si applica a qualsiasi pagamento, inclusi prestiti, donazioni e acquisti di beni o servizi.
Sanzioni e controlli per chi supera la soglia – Attualmente, il limite di 4.999,99 euro per i pagamenti in contanti impone l’utilizzo di strumenti tracciabili per cifre superiori. Chi supera la soglia senza rispettare le regole rischia sanzioni molto elevate, che possono arrivare fino a 50.000 euro, coinvolgendo sia chi paga sia chi riceve il denaro.
Con l’aumento del tetto a 10.000 euro, le sanzioni rimangono un deterrente importante, mentre il bollo da 500 euro rappresenta una soluzione che permette di continuare a usare contanti senza violare la legge.
Il Governo giustifica la misura anche citando un recente rapporto della Banca Centrale Europea, che ha rivalutato l’utilità di una certa quantità di contante, specie in situazioni di emergenza in cui i sistemi di pagamento elettronici non funzionano. Sebbene l’Unione Europea abbia sempre promosso la tracciabilità dei pagamenti per combattere l’evasione fiscale, la BCE ha sottolineato come una disponibilità limitata di contanti sia fondamentale per garantire sicurezza e resilienza finanziaria.
L’emendamento firmato dai senatori della maggioranza, tra cui Gelmetti, introduce quindi una soluzione equilibrata: più libertà nell’uso del contante, ma con una forma di imposizione che contribuisce al bilancio dello Stato. I cittadini dovranno calcolare attentamente il costo del bollo per decidere se procedere con il pagamento in contanti o privilegiare strumenti elettronici.
L’operazione, inoltre, è pensata per essere trasparente e verificabile, grazie alla consegna del contrassegno sulla fattura al venditore, consentendo un facile controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ne vedremo delle belle!






