Calendar Girls al Rossetti: quando il nudo diventa comico

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dal 2 al 6 dicembre 2015
Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
CALENDAR GIRLS

basato sul film Miramax scritto da Juliette Towhide & Tim Firth
traduzione e adattamento Stefania Bertola
Scene: Rinaldo Rinaldi, disegno luci Massimo Consoli
Costumi: Nanà Cecchi
Musiche: Riccardo Tesi
Regia: Cristina Pezzoli
Produzione: AGIDI e ENFI Teatro
Interpreti: Angela Finocchiaro, Laura Curino
con Ariella Reggio
e con Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro e Titino Carrara, Elsa Bossi, Marco Brinzi, Noemi Parroni
Repliche: 6

Un cast a maggioranza femminile e di altissimo livello – all’interno del quale figura anche il nome di Ariella Reggio, che il pubblico del Rossetti di certo accoglierà calorosamente – e una regista, Cristina Pezzoli, che saprà cogliere con sensibilità e humour la leggerezza del testo e al contempo la profondità dei suoi temi, restituirne tempi e codici comici e indagare approfonditamente negli animi delle protagoniste.

Si impegneranno in una riuscitissima commedia contemporanea – Calendar Girls – scritta da Tim Firth (sceneggiatore di L’erba di Grace e We want sex) partendo da una storia veramente accaduta in Inghilterra negli anni Novanta: la commedia, divenuta un celeberrimo film, continua a mietere successi in tutta Europa e arriva per la prima volta in Italia in questo accurato allestimento.

La storia, ispirata ad un fatto realmente accaduto, è quella di un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, membre del Women’s Institute (nata nel 1915, oggi è la più grande organizzazione di volontariato delle donne nel Regno Unito), che si impegna in una raccolta fondi destinati a un ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro (Annie, che sarà Laura Curino). La sua amica Chris – sulla scena Angela Finocchiaro – stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, ha l’idea di fare un calendario diverso da tutti gli altri, in cui convince le amiche del gruppo a posare nude. Con l’aiuto di un fotografo amatoriale realizzano così un calendario che le vede ritratte in normali attività domestiche, come preparare dolci e composizioni floreali, ma con un particolare non convenzionale: posano senza vestiti. L’iniziativa raccoglie un milione di sterline, cifra astronomia e riscuote un successo tale da portarle alla ribalta non solo in Inghilterra ma anche in America, dove vengono ospitate in un famoso talk show. L’improvvisa e inaspettata fama, tuttavia, metterà a dura prova le protagoniste. «Le prime scelte su cui ho basato la regia – scrive Cristina Pezzoli – sono state quindi la lingua e il cast, ingredienti indispensabili per mettere in scena questa commedia, che fa molto ridere ma la cui comicità evolve da un fatto drammatico: la morte di John per una malattia terribile quale la leucemia. Credo che sia indispensabile agganciare la forza comica del testo anche a questo: è una risata in faccia alla morte, è la vitalità dei girasoli che cercano la luce opponendosi al buio dello sparire. Intendo a questo proposito lavorare intensamente con gli attori per approfondire le relazioni tra i personaggi, in particolare per il gruppo delle donne dell’associazione, in modo da favorire l’umorismo delle situazioni di cui il testo è ricco». Infine, aggiunge la regista:«altra questione centrale che implica precise scelte di messinscena – e forse uno dei motivi del successo evergreen di Calendar Girls – è appunto la realizzazione del calendario. Il nudo di donne che non sono modelle da calendario Pirelli, ma donne con i corpi veri e imperfetti delle donne non photoshoppate: una delle scene più divertenti e più complesse da realizzare dello spettacolo. Donne che allegramente e serenamente, anche se con il contributo di qualche giro di vodka, si spogliano per una buona causa, sì, ma anche per divertirsi, per riconoscersi ancora belle e seducenti, anche al di fuori dei rigidi canoni della perfezione e dell’eterna giovinezza. Con coraggio e ironia le Girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico, per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere…»

www.ilrossetti.it

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