Assestamento di bilancio in Regione, le opposizioni attaccano

Friuli Venezia Giulia, probabili ritocchi ma di piccola portata all’ di estivo in , nei fatti già scritto. Dalla giunta si attendono oggi nuovi emendamenti che potrebbero far lievitare la cifra già annunciata a quasi 30 milioni di euro. In sostanza oltre a quelli previsti a sostegno del lavoro, delle famiglie e della scuola, che costituiscono l’ossatura dell’ di bilancio del valore appunto di circa 30 milioni di euro, la Giunta presenterà tramite questi emendamenti ulteriori interventi e misure per rilanciare l’economia regionale e sostenere la comunità nella delicata fase di ripresa conseguente all’emergenza Covid-19. È quanto confermato dall’assessore regionale alle Finanze a margine dei lavori dell’odierno Consiglio regionale che ha segnato l’avvio della discussione e dell’esame della legge di di bilancio della Regione Friuli Venezia Giulia.
La manovra tiene conto delle incognite ancora legate alla spesa sanitaria il cui budget, tra costi diretti e indiretti supera i 170 milioni di euro ed è condizionata dal riconoscimento da parte del Governo delle somme impiegate per il contrasto al Coronavirus. Una condizione che, considerata la recente chiusura degli accordi economici tra Stato e Regione con i quali sono stati assegnati al Friuli Venezia Giulia 538 milioni di euro, porta la Giunta a mantenere un atteggiamento prudenziale e di cautela rispetto all’utilizzo dei fondi, atteggiamento pienamente coerente con il giudizio di parifica recentemente espresso dalla Corte dei Conti sul rendiconto 2019.

In particolare viene confermato l’investimento di 9 milioni di euro per il lavoro e l’istruzione, dei quali 2 milioni rivolti a una nuova misura voluta dal governatore per le agevolazioni alle aziende del Friuli Venezia Giulia che assumono dipendenti, con incentivi a fondo perduto stimati in 10mila euro a lavoratore. Un milione sarà destinato invece alle politiche del lavoro e istruzione a favore dei disoccupati nei cantieri, mentre 700mila euro contribuiranno al contenimento delle rette per i servizi della prima infanzia. A questi provvedimenti si aggiunge quello per la riduzione delle spese degli studenti per il trasporto pubblico locale del valore di 3 milioni di euro, che consentirà di estendere il beneficio anche alle tratte urbane dal prossimo settembre.

Sul fronte della cultura 1,4 milioni di euro serviranno alla ripresa in sicurezza dell’attività teatrale e 1,5 milioni al dell’accordo di programma per la realizzazione del parco dei dinosauri di Duino-Aurisina.

Accanto ai 2,6 milioni di euro per la viabilità vengono erogati 2 milioni alle Camere di commercio per il rifinanziamento della legge 30 e 2 milioni all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale per spese di funzionamento e infrastrutture mentre 500mila euro serviranno per lo scorrimento delle graduatorie su infissi e fotovoltaico. Infine, 7 milioni sono stati stanziati per realizzare il Festival olimpico della gioventù europea che la nostra regione ospiterà nel 2023.

Ma l’aumento dei fondi sarà limitato: i costi per l’emergenza sanitaria, quasi 200 milioni, spese indirette comprese, invitano alla cautela, ribadisce l’assessore alle finanze Barbara Zilli. I nuovi stanziamenti riguarderanno, tra gli altri, il settore agricolo, mentre 4 milioni saranno destinati alle palestre pubbliche, gravate dalle maggiori uscite per le sanificazioni.

Intanto il responsabile regionale per immigrazione e sicurezza Pierpaolo Roberti annuncia aiuti ai comuni che impiegano la polizia locale per i controlli nelle strade di accesso dalla Slovenia in funzione di contrasto all’immigrazione irregolare. Tra le varie novità dell’assestamento, il bonus destinato alle imprese che assumono dieci o più dipendenti. Un contratto senza scadenza porterà almeno 10mila euro, 4mila per un tempo determinato di minimo 12 mesi. Una misura che intende incentivare le imprese ad investire in Friuli Venezia Giulia e fa parte di un più ampio pacchetto sul lavoro.

Come era prevedibile dure le reazioni delle opposizioni.

Partito Democratico

«L’assestamento di bilancio potrà chiamarsi tale solo nel momento in cui si investiranno i soldi disponibili. Per ora, nonostante siano arrivate le pretese garanzie da parte del Governo nazionale, la Giunta Fedriga decide di non fare scelte, di non investire, di non immettere nel sistema le risorse necessarie per ridare un futuro al Fvg». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Roberto Cosolini, relatore del ddl 99, assestamento di bilancio 2020-2022, all’esame dell’Aula.
«Dopo due anni di governo, continua a stupire l’ “originalità” delle soluzioni che trova l’esecutivo regionale, con provvedimenti vuoti, un assestamento che non investe e un documento di finanza che non c’è. Dallo Stato arrivano 802 milioni, poi c’è l’avanzo libero dal rendiconto 2019 di 98 milioni e la giunta Fedriga ne investe solo 30. I soldi ci sono e lo dimostra anche il fatto che vengono restituiti agli assessorati i soldi utilizzati per affrontare l’emergenza sanitaria. Intanto i Comuni vengono lasciati nelle loro difficoltà e ristrettezze economiche, le graduatorie prima casa sono al palo e le imprese aspettano ancora importanti sostegni, con un quesito: dov’è finito SviluppoImpresa? E per assurdo, mentre la giunta e la maggioranza a traino leghista non si immettono risorse preziose nel sistema, proprio nel momento in cui ce n’è più bisogno, a livello nazionale i loro stessi esponenti pretendono dal governo investimenti immediati e soldi subito» continua Cosolini. «Fuori da logiche di contrapposizione politica, il Pd farà la propria parte e darà il proprio contributo di idee, come sempre del resto ha fatto, in modo responsabile, a volte fin troppo responsabile. Pertanto, in attesa che la Giunta presenti le sue proposte, noi riproponiamo la proposta di iscrivere l’avanzo libero di 98 mln e di utilizzarlo subito per alcuni significativi interventi qualificanti su tre settori principali: economia, welfare e scuola».

Cittadini

Parla di miope strategia di Fedriga che danneggia l’autonomia della regione il Gruppo dei Cittadini. “La manovra di Assestamento di bilancio in discussione in questi giorni nell’aula del Consiglio regionale è stata evidentemente influenzata dagli accordi con Roma, spiega Tiziano Centis, capogruppo in Consiglio regionale e relatore di minoranza della legge di Assestamento secondo cui il saldo dell’intesa tra il Presidente Fedriga e il Governo nazionale è chiaramente negativo”. “Assistiamo ad un coro di forze politiche impegnate nella dialettica su come impiegare i fondi di un “positivo” accordo con lo Stato che si è concretizzato nel riconoscimento di un parziale ristoro delle minori entrate previste”. “L’obiettivo minimo per la Regione doveva essere – ha spiegato Centis nel suo intervento – la sospensione, se non la completa cancellazione, dei Patti finanziari con lo Stato per tornare definitivamente al puro regime di compartecipazione previsto dall’articolo 49 del nostro Statuto di Autonomia. Per essere ancora più chiari: sarebbe stato molto meglio farsi carico delle minori entrate tributarie e veder definitivamente cancellato un Patto che non ha più alcuna ragion d’essere. Infatti la richiesta dello Stato di concorrere anche in questa fase al risanamento del debito pubblico – richiesta che la stessa Corte costituzionale ha ritenuto illegittima se prolungata nel tempo – appare inaccettabile. E invece nulla di tutto ciò per l’anno 2020. Continueremo a versare integralmente 726 milioni di euro di nostre risorse allo Stato, che opererà una compensazione delle minori entrate regionali – significativa, ma pur sempre parziale – per un importo massimo di 538 milioni. Se questo esito, come pare, rappresenta la conclusione della trattativa il nostro giudizio permane chiaramente negativo”.
“Fa specie, aggiungono i Cittadini, che il bilancio della Regione venga assestato in dubbia conformità con il principio di veridicità che dovrebbe caratterizzarlo: manca la previsione di minori entrate che la Giunta ha quantificato in 700 milioni e mancano i trasferimenti dello Stato per 538”. “D’altro canto – ha aggiunto Centis – una redazione del Bilancio più veritiera avrebbe messo in luce la necessità di un taglio di circa 65 milioni di euro, ma ciò andrebbe ad inficiare il racconto di una trattativa con lo Stato condotta con successo dal Presidente Fedriga. Questa manovra di assestamento avrebbe potuto consegnarci un Bilancio 2020 più aderente alla realtà e con una vera dotazione di spesa di circa 125 milioni se si fossero azzerati i Patti finanziari con lo Stato, ma Fedriga ha accettato che di questa partita se ne ridiscuta solo per l’esercizio 2021”.

Open Sinistra Fvg

Duro anche il giudizio di Furio Honsell: “Ancora una volta questa Giunta regionale naviga a vista e decide di aspettare alla finestra: il testo infatti che è arrivato in aula è semplicemente un’accozzaglia di provvedimenti, privi di ogni strategia per lo sviluppo e il futuro della nostra regione.” “La propaganda comunicativa leghista ci propone il solito discorso: si arriva in aula con un testo che poi semplicemente verrà completamente stravolto con emendamenti in Consiglio, non passando attraverso processi di approfondimento e confronto quali le commissioni consiliari competente, cortocircuitando le basilari regole della prassi democratica. Lo stesso documento di economia e finanza pluriennale non possiede alcun valore programmatorio.”
“Forse ci aspettiamo troppo ma non si può rimanere fermi ed immobili: la nostra Regione ha bisogno di mettere in moto una serie di azioni e attività che rimettano subito al centro i bisogni e i diritti dei cittadini, della comunità, dei lavoratori, delle imprese e dei settori chiavi ed importanti, quali ad esempio la salute, l’ambiente, l’innovazione, la ricerca, le nuove tecnologie, la formazione e l’istruzione.”
“Ricordiamoci che fra poco saranno in arrivo le risorse del Recovery fund, vi sono ulteriori risorse messe a disposizione dall’avanzo del bilancio 2019 (98 milioni) e forse arriverà anche il MES. Proprio per questo come Open Sinistra FVG abbiamo presentato una serie di emendamenti aggiuntivi con un filo logico: riprendere il contatto con i bisogni dei cittadini, portando un aiuto concreto e risorse economiche subito spendibili e utilizzabili. Tra le principali proposte avanzate: contributi per l’abbattimento delle tasse universitarie, bonus per la sostituzione di impianti di riscaldamento a gasolio e risorse ai Comuni per la predisposizione dei PAESC, risorse per l’attivazione di contratti di formazione specialistica dei medici, la promozione di un piano di contrasto al fenomeno degli inattivi e politiche attive di inclusione al mondo del lavoro.”

Patto per l’autonomia

Esprime forti perplessità il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, relatore di minoranza della legge di assestamento del bilancio, arrivata oggi in aula secondo cui siamo dinnanzi a un assestamento che conferma un governo senza grandi idee sui temi strategici per la regione. . “È in questo momento di profonda crisi che il sistema economico e sociale del Friuli-Venezia Giulia ha più che mai bisogno di una Regione che accompagni e sostenga, fornendo una visione di insieme, il percorso di ricostruzione verso nuove prospettive e un nuovo modello di sviluppo economico, ed è onere di chi governa trovare il giusto equilibrio tra esigenze di prudenza per il bilancio e necessità di sostenere le attività produttive regionali. Il Friuli-Venezia Giulia ha una vitale necessità di una spinta progettuale, di uno sguardo e di investimenti verso il futuro, per invertire lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, per fermare l’emorragia di imprese e posti di lavoro, per sostenere e dare una visione a tutte le sue comunità. Questo è il primo compito della politica; la stessa politica che, purtroppo, manca al momento in questo assestamento di bilancio e soprattutto nel Documento di economia e finanza regionale 2021, per la precisa scelta della Giunta di non presentare alcuna linea programmatica delle politiche immaginate per il prossimo, difficile futuro”.
Dall’esame del disegno di legge, “vediamo una notevole contrazione degli investimenti per il territorio montano – osserva Moretuzzo –. Rileviamo invece con soddisfazione che la Giunta ha dato ascolto alle sollecitazioni a più riprese ricevute, disponendo una riduzione delle risorse del programma sicurezza, in particolare per l’installazione di telecamere, una misura propagandistica che, a fronte di altre e pressanti priorità, merita di essere azzerata».
Il capogruppo del Patto per l’Autonomia biasima infine il «consueto copione a cui questa maggioranza ci ha abituati negli ultimi due anni in assestamento di bilancio: un testo di partenza relativamente modesto, con lavori di Commissione senza intoppi, seguito, ogni volta, dalla comparsa di grandi novità, con emendamenti corposi sia in senso letterale che finanziario presentati a ridosso dell’aula o addirittura nel corso della discussione del relativo disegno di legge. Anche questa volta si è presa un’occasione per garantire la dignità istituzionale del Consiglio, permettendo a tutti di fare il proprio lavoro e confrontarsi nel merito di interventi fondamentali per l’economia e la società del Friuli-Venezia Giulia. La nostra Regione – conclude Moretuzzo – non si aspetta risposte interlocutorie e tanto meno slogan, ma scelte coraggiose che definiscano una vera prospettiva di reazione alle difficoltà, nella speranza che, quando si potranno sbloccare altre risorse aggiuntive per nuove misure, non sia ormai troppo tardi per il tessuto economico”.

Movimento 5 Stelle

“Ancora una volta il Consiglio regionale si trova a fare da passacarte della Giunta”. Lo ha affermato il consigliere M5S Cristian Sergo nella sua relazione al disegno di legge di assestamento di bilancio. “Le decisioni di dove destinare le risorse, come sempre, le prende l’esecutivo, senza lasciare di fatto all’aula, maggioranza e opposizione, la possibilità di discutere e incidere”.

“Il ddl che andiamo ad affrontare, anche in questa sua nuova versione con 29 milioni di nuove risorse, conferma la totale mancanza di programmazione di questa Giunta – ha sottolineato Sergo -. Non è chiaro perché in assestamento si iscriva questa cifra di fronte a un avanzo 2019 superiore al miliardo di euro, lasciando a un successivo provvedimento a settembre o ottobre le scelte, quando però non sarà possibile assegnare le risorse entro la fine del 2020: ma famiglie e imprese hanno bisogno di liquidità subito”.

“Mentre discutiamo dell’assestamento, c’è sul tavolo la proroga dello stato di emergenza proposta dal Presidente del Consiglio – ha aggiunto il consigliere Mauro Capozzella -. Una scelta che permetterebbe una deroga alle misure dei Decreti Cura Italia e Rilancio che favoriscono gli enti locali, Regioni comprese, nella stesura dei propri bilanci. Eppure il capogruppo della Lega in questa assemblea si dice contrario alla proroga, ignorando evidentemente le potenzialità dei due Decreti”.

Secondo Andrea Ussai, “la maggioranza considera centrale in questa manovra il finanziamento per abbattere i costi per il trasporto pubblico locale, norma proposta da noi già nella scorsa legislatura ma che va ancora migliorata a favore di anziani e disabili. Risorse vengono stanziate per ripianare le perdite dall’Azienda sanitaria pordenonese, e sarebbe interessante capire il perché di questo disavanzo laddove negli anni scorsi si è sempre registrato un utile”. Attivo che invece c’è stato nelle altre Aziende “ma – secondo Ussai – sulla pelle dei lavoratori, visto che è stato mantenuto il taglio sulla spesa del personale e che gli operatori protestano per un’annosa carenza negli organici”.

“Durante i mesi scorsi abbiamo sentito gridare più volte ‘al lupo, al lupo’ da parte del presidente Fedriga sui rischi che correvano il bilancio della Regione e i servizi ai cittadini – ha concluso la capogruppo Ilaria Dal Zovo -. Ma vedendo questo assestamento, sembra che si sia perso tempo a parlare di qualcosa che non esiste. Sarebbe interessante conoscere dove finiranno le risorse che non saranno inserite in questo disegno di legge, ma ad oggi non sappiamo, se non tramite la stampa, nemmeno quali saranno gli interventi della manovra estiva”.

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