All’Area Marina Protetta Miramare la tartaruga Caretta caretta

tartaruga caretta caretta

Il BioMa a casa tua – T come TARTARUGA

Noi stiamo a casa ma la natura non si ferma. E sicuramente non lo fanno le #tartarughe marine, grandissime viaggiatrici quali sono. La “nostra” Caretta caretta nidifica sulle coste del Mediterraneo orientale e poi compie lunghissime trasferte alla ricerca di luoghi adatti in cui foraggiarsi abbondantemente. Per nostra fortuna, l’Alto Adriatico e il Golfo di Trieste sono tra questi.
Ma i mari sono sempre più malati e le tartarughe sono tra le prime a subirne gli effetti…

Tubi, reti, galleggianti, frammenti di plastica: l’ambiente in cui “nuotano” le tartarughe al BioMa è tutto meno che idilliaco. È un vortice di immondizia galleggiante che, come avviene ormai in tutti gli oceani, si sposta con le correnti agglomerando sempre più rifiuti. La tartaruga marina è tra la specie più minacciate dagli impatti dell’uomo sull’ambiente. Innanzitutto è onnivora: mangia di tutto, dai molluschi ai crostacei, dai pesci alle meduse. Ma non fa troppe distinzioni tra quello che si muove nel mare e così finisce per ingerire buste di plastica, frammenti di rete ed altri rifiuti che scambia per cibo. Le catture accidentali durante le attività di pesca, il cambiamento climatico e l’antropizzazione delle coste fanno il resto. Ma nonostante questo, la Caretta caretta – la più comune tra le tre specie che frequentano il Mediterraneo – continua a deliziarci della sua presenza nel Golfo di Trieste, soprattutto in prossimità delle mitilicolture, dove non è raro avvistarla quando emerge per una boccata d’ossigeno. Bisogna aver pazienza, però, perché è una vera campionessa di apnea: può stare sott’acqua anche un’ora senza battere ciglio!

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