Al Museo Revoltella ARTURO NATHAN artista della solitudine

Maurizio Zacchigna Nathan

giovedì 28 e venerdì 29 settembre, ore 18.00

Civico – Galleria di Arte Moderna Trieste

STORIE NELL’ARTE percorsi teatrali

ARTURO NATHAN
artista della solitudine

a cura di Sabrina Morena
con
al violino Agneso Accurso

Come nel suo quadro “Solitudine” il “personaggio pittore” osserva il mare seduto su uno scoglio, così “il personaggio Arturo Nathan” guarda le sue opere con uno sguardo distaccato, raccontando la sua vita e ripercorrendo la sua ricerca artistica attraverso le testimonianze della sorella Daisy e degli amici che lo circondano, dagli artisti Carlo Sbisà a Giorgio Carmelich, al critico Manlio Malabotta e al pittore Cesare Sofianopulo. Una sorta di evocazione dell’artista immaginandone i pensieri e facendo rivivere le sue parole dei “Sonetti Metafisici” e delle sue lettere dal confino all’amico Carlo Sbisà. Arturo Nathan è un artista che osserva attentamente la vita per esprimerne il mistero con immagini e forme, espressione della parte inconscia e profonda dell’essere.

Arturo Nathan (1891-1944) è un artista triestino di famiglia ebraica, autore visionario e maliconico di paesaggi con rovine e naufragi e di autoritratti ieratici, carichi di riferimenti all’inconscio e alla metafisica. Studioso di filosofia, disciplina in cui si era laureato, lettore di Platone, Nietzsche e Schopenhauer; seguace della psicoanalisi (entrò in analisi nel 1919, al ritorno dalla guerra, da Edoardo Weiss, l’allievo triestino di Freud); amico degli scrittori Umberto Saba, Italo Svevo, Bobi Bazlen, e dei pittori Leonor Fini e Carlo Sbisà, Arturo Nathan è stato un esponente esemplare della cultura cosmopolita della Trieste del primo Novecento. Arturo Nathan esordisce, al tempo di «Valori Plastici» e del Realismo magico, alla Biennale di Venezia, nel 1926; poi vi espose in quasi tutte le successive edizioni fino alle leggi razziali. Nel 1940 fu confinato nelle Marche a Offida e Falerone. Nel settembre 1943 fu internato nel campo di prigionia di Carpi; l’anno seguente fu deportato in Germania prima nel campo di concentramento di Bergen-Belsen poi in quello di Biberach an der Riss, dove morì il 20 novembre 1944.

Rielaborazione scenica a cura di Sabrina Morena tratta da:
Enrico Lucchese, Arturo Nathan, Fondazione CRTrieste 2009.
Arturo Nathan, Lettere all’amico Carlo Sbisà1940-1943, Zel edizioni 2016.
Vittorio Sgarbi, Arturo Nathan, Fabbri editori, 2002.
Anna Maria Accerboni Pavanello, Poesia, arte e letteratura negli anni della psicanalisi a Trieste in Freud and italian culture, Peter Lang, Bern 2009

organizzazione: Bonawentura in collaborazione con il Museo Revoltella

Biglietto € 10,00 (acquistabile dalle 17.30 all’ingresso del museo). Prevendita telefonica: Teatro Miela dalle 9.00 alle 12.00 tel. 040365119. Posti max 50

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