A Trieste si leva un coro: “lasciateci vivere in pace”

Dopo tre mesi di emergenza covid, con l’adozione di misure drastiche che hanno privato della libertà quasi tutti i cittadini, si fa sentire reboante la voce di chi non ci sta. È il popolo degli scettici, abbastanza numeroso a Trieste: quello che non ha mai creduto ai numeri elencati dai bollettini ufficiali. Abbastanza numeroso da muovere l’ago della bilancia nei social e nei luoghi d’incontro. Qualcuno addirittura ipotizza che il virus non sia mai esistito. Emerge quindi, e soprattutto dopo l’esasperazione da isolamento forzato, una straripante necessità di aggregazione, scippata da tre mesi di quarantena. C’è chi ha rischiato e rischia tutt’ora di rimanere schiacciato finanziariamente, chi vive uno stato profondo di depressione, e chi vuole semplicemente sfidare le imposizioni perché restio alle catene. Queste persone vanno comprese, non odiate, perché creano diversità di opinione, perché instillano i dubbi laddove, nel gruppo, impera una sola voce. Il disprezzo verso chi la pensa diversamente andrebbe sempre accantonato, e ora a maggior ragione.


DISCLAIMER
Questa NON è una notizia. Non è un pezzo giornalistico. Non è la Verità. Questo scritto serve solo a distrarsi, per chi ancora ci riesce. Per le notizie e gli articoli seri si raccomanda la visione degli ultimi bollettini della Protezione civile. Ah sì: chi non coglie il senso, peste lo colga!

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