A Trieste inaugura la mostra ” IWANU HA HANA «Non dire è un fiore»”

MOSTRA: IWANU HA HANA «Non dire è un fiore» di Hana – VENERDì 18 NOVEMBRE 2022 DALLE 17.00 ALLE 20.30

Iwanu ga Hana è una frase giapponese che significa letteralmente «Non dire è un fiore» e questo è il titolo della prossima mostra di Roberta Debernardi in arte HANA-Trieste presso la galleria EContemporary la cui è prevista venerdì 18 novembre 2022 dalle ore 17.00 alle 20.30.

Iwanu Ga Hana

In Giappone il legame tra uomo e natura è molto forte e i fiori giapponesi hanno a loro volta un grande valore nella cultura del sol levante: non solo sono protagonisti di molteplici leggende ma diventano anche oggetto di una vera e propria arte compositiva e narrativa.

Fiori e piante, al di là della pura estetica, sono portatori di messaggi precisi, emozioni e sentimenti.

Interessante è l’interpretazione del titolo in cui si sottolinea quanto nella cultura giapponese il detto “non dire con un fiore” sia un richiamo al fatto che viene ritenuto molto più prezioso il non detto della parola. Una cultura in cui si ritiene che nei rapporti tra le persone ciò che non si dice ha pari – se non addirittura maggiore – importanza di ciò che invece si rivela.

Infatti la filosofia orientale insegna come il vuoto sia la controparte del pieno, che esso è quanto permette alla vita di circolare, ai corpi di muoversi, all’essere di esprimersi nel tempo e nello spazio.

Nel titolo c’è anche la parola “Wa” che intende la via giapponese all’armonia e in questa mostra l’armonia emerge vibrante grazie alle composizioni artistiche essenziali in cui i fiori diventano tali non perché rappresentati pedissequamente, ma perché le mani e l’ dell’artista ne determino forma e colore.

Una specie di ricerca del proprio sé che evoca la filosofia giapponese ed il suo modus vivendi.

La mostra richiama l’essenzialità delle parole e delle cose come nell’arte e nella cultura nipponica molto amata dall’artista.

Lo spettatore entrerà in contatto con le proprie emozioni in maniera intimista in un giardino di delicati fiori immaginari assemblati manualmente con minuzia nipponica utilizzando esclusivamente carta, colla e filo di ferro.

Come qualcuno ha già scritto in un’altra occasione, “Hana ha la capacità di “trasmutare” la realtà in una botanica fantastica, una perenne fioritura di piccole opere d’arte sempre diverse, pezzi unici da regalare al tempo che li sfiorerà gentilmente”.

Le composizioni floreali di Hana diventano in certi casi quasi dei piccoli lavori di Ikebana grazie ad interessanti innesti di basi lineari di legno creati in esclusiva per la mostra dal laboratorio triestino “Blu di Prussia” con l’obiettivo di ottenere una disposizione in cui confluiscono istinto, emotività e creatività


Roberta Debernardi

per anni si è dedicata al restauro pittorico e al design tessile, ossessivamente appassionata nell’usare le mani che dopo aver per anni creato fiori in tessuto, è incappata (quasi per caso) nella carta crespa, materiale che fino a quel momento non aveva mai preso in considerazione e afferma “mi si è aperto un mondo. Ho guardato tutorial, letto quello che trovavo sull’argomento, fatta una serie imprecisata di prove per imparare le varie tecniche e ho iniziato a conoscere la carta e qui è iniziata la parte divertente.”

Successivamente ha smesso di guardare tutorial e ha cominciato a guardare i fiori scoprendone la loro complessità. Roberta afferma “li uso come ispirazione, non li copio, assemblo pistilli e corolle seguendo una mia estetica di forme e colori, una botanica fantastica, fatta di carta”.

Usa tutte le grammature della carta crespa di Cartotecnica Rossi trovando la carta ideale per i pistilli e quella perfetta per i petali, a seconda dell’effetto che vuole ottenere, la colora con pennarelli, i pastelli secchi e inchiostri all’alcool, per dare profondità al fiore, usa esclusivamente colla vinilica e come struttura il filo di ferro da fioristi, quello sottile, che le permette di curvare lo stelo e la corolla e renderli il più naturali possibile, predilige i fiori piccoli e i rametti che inventa personalmente prendendo spunto da fiori che vede nella realtà e da stampe botaniche.

Ha scelto il nome Hana che in giapponese significa fiore visto il suo profondo amore per l’estetica e la cultura giapponese, di cui i fiori sono una parte molto importante, ha aggiunto il nome della città Trieste, dove vive e lavora.

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