40ª Edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste

La 40ª Edizione del Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste esordisce al Cinema Teatro Miela, sede storica del Festival
Un’anteprima internazionale, una europea, quattro italiane e tre opere prime in Sala Grande. Un’anteprima internazionale, quattro italiane e due opere prime in Sala Birri.

Juanita

Juanita

Decisamente ricco il programma della prima giornata, con due registe in Sala Grande: l’uruguayana Alejandrina Morelli (Cinema e Letteratura) e l’ecuadoriana Tania Hermida (Concorso Ufficiale). Il pugliese Gianni Torres (Shalom) e l’argentina Tonia Bonino (Eventi Speciali) in Sala Birri.

In mattinata la conferenza “Come si ripercuotono le nuove tecnologie nello scenario cinematografico in America Latina” a ingresso gratuito, realizzata anche grazie al contributo di Fondazione CRTrieste.

Proiezioni in concorso (Ufficiale e Contemporanea), fuori concorso (Contemporanea), Cinema e Letteratura e Shalom il Sentiero Ebraico in America Latina, un Evento Speciale e una conferenza caratterizzano l’esordio di giovedì 13 novembreprima giornata di competizioneal Cinema Teatro Miela.

 

Nella Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (via Fabio Filzi 14) alle ore 10.00 il Festival presenterà la conferenza Come si ripercuotono le nuove tecnologie nello scenario cinematografico in America Latina a cui partecipano i registi Paula De Luque (Argentina), Tania Hermida (Ecuador), Alejandrina Morelli (Uruguay), Rolando Díaz (Cuba) e Hugo Gamarra Etcheverry (Paraguay) in un confronto moderato dal direttore artistico Rodrigo Díaz. L’evento è gratuito e aperto al pubblico – che può seguirlo attraverso un servizio di traduzione simultanea – e si realizza anche grazie al contributo di Fondazione CRTrieste.

 

Al Cinema Teatro Miela (Piazza Duca degli Abruzzi 3), la giornata debutta alle ore 11:00 in Sala Grande con il Concorso UfficialeOpera Prima e Anteprima italiana, Miglior Film Latinoamericano in Concorso al Festival Internacional de Cine de Mar del Plata (Argentina – 2024); Premio del Pubblico al Festival Cinemateca Uruguaya (Montevideo, Uruguay – 2025), A procura de Martina (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano) di Márcia Faria è una coproduzione Brasile/Uruguay. Il delicato viaggio di Martina contro il tempo e l’oblio, alla ricerca del nipote nato in prigionia durante la dittatura argentina. Márcia Faria, sceneggiatrice e regista brasiliana, arriva alla regia dopo l’esperienza con Héctor Babenco e Walter Salles.

Contemporanea Fuori ConcorsoOpera Prima e Anteprima Internazionale invece, per il primo film del pomeriggio: alle ore 15.00 Tres tiempos (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano) di Marlene Grinberg, lungometraggio argentino che racconta un confronto generazionale tra nonna, madre e nipote in una casa sul lago fra le montagne. Marlene Grinberg è una sceneggiatrice e regista con un forte interesse per il mondo audiovisivo legato a tutte le arti.

Alle ore 17.00 esordisce la sezione Contemporanea Concorso con Nieta de mi abuela (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano), Anteprima Europea della dominicana Tatiana Fernández Geara. Un significativo documentario in cui Tatiana esplora il significato del “rimanere sola” di sua nonna Teresa nella società del suo tempo. Interessante la collaborazione sia alla sceneggiatura che alla regia di altre due donne, oltre alla Fernández GearaGina Giudicelli e Natalia Peralta Rincón.

Alle ore 18.30 ritorna il Concorso Ufficiale con la coproduzione Cile/Argentina Cuando las nubes esconden la sombra (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano), Anteprima Italiana di José Luis Torres Leivastoria di un’attesa e di un incontro accidentale tra Maria, la natura più australe del continente e i suoi abitanti. José Luis Torres Leiva, regista cileno, ha debuttato al Festival di Venezia con Verano nel 2011.

Sempre in Sala Grande, la serata abbina un corto di Cinema e Letteratura e un lungometraggio del Concorso Ufficiale, così da creare un confronto tra le registe, entrambe presenti. Si comincia alle ore 20:00 con Alejandrina Morelli che ripresenta il suo Juanita (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano) al Miela.

Alle ore 21:30 per il Concorso UfficialeTania Hermida propone il suo lungometraggio La invención de las especies (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano) – coproduzione Ecuador/Cuba, Anteprima Italiana e Opera Seconda; Premio Sloan Science on Screen al 67th San Francisco International Film Festival; Premio Canoro di Musica Originale (a Ulises Hernández) al Festival del Nuevo Cine Latinoamericano di La Havana; Premio del Pubblico e Miglior Film di finzione; Menzione Speciale dell’Associazione di Critici cinematografici dell’Uruguay al Festival Internacional de Cine de Punta del Este. È la storia di un’adolescente, Carla, che giunge alle Galapagos per superare un lutto e imparare a sopravvivere, trasformandosi come le specie autoctone. Perdita, amicizia, resilienza in un film che allude all’opera di Darwin “L’origine delle specie”.

Tania Hermida è una sceneggiatrice e regista ecuadoriana laureata alla EICTV di Cuba.

Al termine entrambe le registe – Alejandrina Morelli e Tania Hermida – incontreranno il pubblico.

 

La Sala Birri esordisce alle ore 11:00 per la CONTEMPORANEA CONCORSO con Un mundo para mi (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano), pellicola messicana Opera Prima e Anteprima Italiana di Alejandro Zuno. Storia di un figlio che affronta la propria diversità sessuale, mettendo alla prova i legami familiari.

Lo sceneggiatore e regista Alejandro Zunoha affronta nel suo lavoro proprio l’identità di genere.

Ci spostiamo nel pomeriggio alle ore 15:00 nuovamente per la CONTEMPORANEA CONCORSO con il documentario argentino Había una vez un mago, Anteprima Internazionale di Oscar Frenkel e Salomé Jury che racconta gli ultimi anni del regista e cantante settantaquattrenne Leonardo Favio (Jorge Juri) impegnato nella sua ultima opera: Aniceto. Oscar Frenkel dal 2018 è Direttore Generale della Comunicazione Audiovisiva della Municipalità di Avellaneda in Argentina; Salomé Jury, figlia di Leonardo Favio, memoria e testimone del padre, ha diretto nel 2006, tra gli altri, il backstage di Aniceto.

Alle ore 16.15 ritorna Shalom: il sentiero ebraico in America Latina questa volta al Miela – tra giovedì e domenica per i rimanenti film – con Taibale (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano), Anteprima Italiana di Gianni Torres. Miglior Documentario al The Bridge of Peace Festival di Parigi; Miglior Biopic al Arjuntala International Film Festival in Bangladesh; Miglior Film in Lingua Straniera al The Buddha International Film Festival in India. Antonieta Felmanas (in Yiddish, Taibale Reichel) – oggi tra le più importanti benefattrici di San Paolo – è una bambina ebraica di 85 anni scampata all’Olocausto, che cresce amando e accogliendo i senzatetto e gli invasori. Un documentario realizzato in un linguaggio visivo innovativo che fonde passato e attualità di una storia sorprendente e inedita che attraversa Polonia, Bielorussia, Lituania, Germania, Russia, Italia, Brasile e Israele. Gianni Torres, sceneggiatore e regista pugliese, fa il suo esordio a 16 anni in radio come speaker e autore, quindi fonda il mensile Dilectus. Lavora in pubblicità e TV, ideando spot e pubblicità con tratto ironico e originale.

A seguire l’incontro con Gianni Torres

 

Alle ore 18.00 il primo dei due Eventi SpecialiAnteprima Italiana il documentario argentino L’addio di Toia Bonino, Miglior Montaggio e Premio della Giuria Giovanile al 28° Jihlava IDFF e all’International Documentary Film Festival a Jihlava, Repubblica Ceca. Una storia familiare in cui Toia Bonino cerca di sondare cosa significhi l’eredità di un nonno – Antonio Bonino figura oggi quasi sconosciuta, ma all’epoca esponente di spicco del Partito Fascista Repubblicano di cui era Vicesegretario Generale e uomo di estrema fiducia di Mussolini, autore del libro Mussolini mi ha detto – che ha chiesto di essere sepolto con una camicia nera. Con una miriade di idee visive, sonore e di montaggio, facendo suo il pensiero di G. B. Shaw: “Se non riesci a sbarazzarti dello scheletro di famiglia, forse puoi farlo ballare”. Dopo tre film in cui la cronaca poliziesca è la materia prima di un cinema duro, viscerale, a tratti desolato, Toia Bonino rivolge lo sguardo alla propria famiglia. Ma se la crudezza e la violenza scompaiono, lo stesso non accade per il disagio. Nata nel 1975 Toia Bonino è una cineasta argentina, formatasi in arti visive e psicologia.

A seguire l’incontro con Toia Bonino

 

Completano la giornata alle ore 19.45 per Contemporanea Concorso il film brasiliano Andança – Os encontros e as memórias de Beth Carvalho (V.O. in portoghese con sottotitoli in italiano) Anteprima Italiana, di Pedro BronzIl documentario si concentra sulla figura di Beth Carvalho – una delle più grandi sambiste del Brasile che ha contribuito a far conoscere grandi nomi e a rivitalizzare questo genere musicale -, per tracciare un ritratto unico e intimo della carriera e della vita di questa figura singolare della cultura nazionale.

Pedro Bronz artista multimediale, ne ha curato sceneggiatura e regia. Ha realizzato fiction, documentari, programmi televisivi, spot pubblicitari e istituzionali.

 

Alle ore 22.00 ultima proiezione della giornata, ritorna Shalom: il sentiero ebraico in America Latina con il documentario argentino Las fronteras se movían (V.O. in spagnolo con sottotitoli in italiano) – Opera Prima Anteprima Italiana; Premio Miglior Film, Miglior Sceneggiatura, Miglior Film Work in Progress al Festival Regional de cine El Arbolito a Buenos Aires e al FAM (Festival Audiovisual del Mercosur) – di Marina Belaustegui Keller. Un road movie nuovamente su un silenzio familiare. Laureata in Lettere e Regia cinematografica presso la New York University, Marina Belaustegui Keller perde tre fratelli durante la dittatura militare argentina nel decennio del 1970 e inizia a indagare sulla misteriosa origine di Ivan, suo nonno materno, esperto in “sparizioni”. In seguito alla morte di sua madre – il titolo deriva dalla risposta della madre quando chiese al padre dove fosse nato – scopre una nuova famiglia e una tragica verità che, anche se crudele, diventerà curativa.

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