Trieste ricorda Marko Sosič la lingua di un confine che diventa risorsa
Nell’ambito della tredicesima edizione di Varcare la frontiera, Cizerouno rende omaggio allo scrittore e regista Marko Sosič scomparso nel febbraio 2021, per due mandati alla guida del Teatro Stabile Sloveno di Trieste
Giovedì 9 luglio 2026, alle ore 21.00, il Teatro Stabile Sloveno di Trieste ospita un incontro a più voci dedicato a Marko Sosič, tra le figure più significative della letteratura slovena contemporanea, scomparso nel febbraio 2021. L’appuntamento fa parte del programma di luglio di Varcare la frontiera, la tredicesima edizione del festival multidisciplinare prodotto da Cizerouno, l’associazione culturale triestina che nel 2026 celebra anche i propri venticinque anni di attività.
Il Teatro Stabile Sloveno, che ospita la serata, è l’unico teatro stabile pubblico italiano di lingua non italiana e il principale ente culturale della minoranza slovena residente nelle province di Trieste, Gorizia e Udine. Fondato nel 1907, distrutto nel 1920 dall’incendio di matrice fascista del Narodni dom e rinato nel 1945, ha sede dal 1964 al Kulturni dom di via Petronio, costruito proprio in risarcimento di quell’incendio.
Nato a Trieste nel dicembre 1958, di radici opicinesi, Sosič ha costruito un’opera narrativa, teatrale e cinematografica intorno all’idea che l’identità di confine sia anzitutto una risorsa, una chiave per abitare con naturalezza un’Europa plurilingue. Formatosi in regia cinematografica e teatrale all’Accademia per l’arte teatrale e cinematografica di Zagabria, ha diretto artisticamente il Teatro Stabile Sloveno per due mandati, dal 1999 al 2003 e dal 2005 al 2009. In quegli anni ha introdotto i sovratitoli in italiano per tutti gli spettacoli in abbonamento, aprendo per la prima volta il teatro sloveno di Trieste a un pubblico di madrelingua italiana. Come dichiarò lui stesso all’epoca, l’iniziativa doveva essere l’inizio di «un confronto autentico e reale fra la cultura italiana e quella slovena» che da sempre convivono in città. Non si è fermato lì: ha portato il Teatro Stabile Sloveno oltre i soli circuiti dei teatri di minoranza, inserendolo in reti di teatri europei più ampie. È stato inoltre direttore artistico del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica, esperienza da cui è nato il diario Mille giorni, duecento notti (1996).
Come scrittore ha pubblicato romanzi tradotti in nove lingue, tra cui l’italiano, l’inglese, il francese e il tedesco: Ballerina, Ballerina, insignito di una menzione speciale al premio Umberto Saba e incluso tra i dieci migliori romanzi sloveni pubblicati dopo il 1989 nel progetto europeo “100 romanzi slavi”; Tito, amor mijo; e Che da lontano a me ti avvicini (2012), tra i cinque migliori romanzi dell’anno in Slovenia. Per il cinema ha firmato, tra l’altro, il lungometraggio La commedia delle lacrime (2016), sulle ombre della guerra nei Balcani e contro la xenofobia.
L’omaggio del 9 luglio riunisce quattro figure che ne hanno accompagnato il percorso, ciascuna da una prospettiva diversa: Darja Betocchi, traduttrice in italiano di gran parte della sua narrativa; Poljanka Dolhar, giornalista del «Primorski dnevnik», il quotidiano in lingua slovena di Trieste; Valentina Repini, responsabile organizzativa del Teatro Stabile Sloveno; e Nikla Petruška Panizon, attrice della compagnia stabile del teatro, che cura le letture della serata. Le letture sono tratte dai testi teatrali e narrativi di Sosič, tra cui i monologhi da Trst, mesto v vojni. Tra i testi che leggerà figura anche un passaggio dal romanzo Tito, amor mijo (Comunicarte): la scena in cui un bambino, davanti a una carta geografica e alla voce di una maestra ormai scomparsa, cerca con un dito il confine tra Slovenia, Italia e Austria. Lo stesso estratto era stato scelto nel 2016 per il numero doppio della rivista «lo straniero», nella sezione «Paese che vai» curata da Cristina Battocletti e Goffredo Fofi e dedicata alle regioni di confine del nord Italia. L’incontro, della durata di circa un’ora, si tiene nello stesso teatro che Sosič ha diretto e a cui la sua eredità artistica resta profondamente legata. Varcare la frontiera prosegue nei giorni successivi con altri due appuntamenti nello stesso Teatro Stabile Sloveno, dedicati rispettivamente al poeta Carolus Cergoly e a Pier Paolo Pasolini attraverso le parole di David Maria Turoldo e Libero Mazzi.
Ingresso libero, posti limitati: prenotazione obbligatoria a eventi@cizerouno.it.
Info utili
📅 Giovedì 9 luglio 2026
📍 Teatro Stabile Sloveno di Trieste, ore 21.00
⏱️ Circa 60 minuti
🎟️ Ingresso libero, prenotazione obbligatoria a eventi@cizerouno.it
Cizerouno e Varcare la frontiera
Cizerouno è un’associazione culturale con sede a Trieste, attiva dal 2001 nella produzione culturale di un territorio di confine tra Italia, Slovenia e il mondo adriatico ed ex-jugoslavo. Nel 2026 celebra i propri venticinque anni di attività. Varcare la frontiera, alla tredicesima edizione, è il suo festival multidisciplinare annuale, quest’anno dedicato a Interferenze e realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.













