Luglio 1964, quando a Trieste una troupe africana di ballo esclamò: caldo esagerato!
Dagli archivi del quotidiano “Il Piccolo” del mese di luglio del lontano 1964, precisamente il giorno 21, leggiamo dei “soliti” problemi del caldo. Ma, stavolta, a farne le spese è stata una troupe africana di ballo nella tappa triestina.
Ecco un estratto dell’articolo dell’epoca:
Troppo anche per un africano: uno dei componenti dell’esotica «troupe» che danzerà stasera a San Giusto, trova la temperatura di Trieste alquanto esagerata
La temperatura da anticamera dell’inferno non accenna a scendere. Aria torrida, sole a picco sulla città in essudazione. Il caldo si fa sentire ovunque: stamane, a Borgo San Sergio è mancata l’acqua — ci voleva… — e diversi abitanti della zona hanno telefonato al nostro giornale per segnalare l’inconveniente che, di questi tempi, assume le tinte di una vera e propria calamità. La canicola ha atterrato più di un passante: poco prima delle dieci, mentre stava svoltando da via del Ronco in via San Francesco, Emilia Pacchi, di 64 anni, abitante al numero 53 della seconda strada, è crollata, priva di sensi, al suolo. Dall’officina meccanica Viali di via del Ronco 10 è stata chiamata subito la CRI e, poco dopo, adagiata in un’autolettiga, la signora, che non s’era ancara riavuta, è stata trasportata all’ospedale. Anche un bimbetto, Maurizio Sorbola, di sei anni, abitante con i genitori in via dei Fabbri 8, non ha saputo resistere all’assalto della canicola. Intorno alle nove e mezzo, mentre stava giocando con altri bari sulla spiaggia della «Lanterna», piccolo Maurizio è stato colto da una crisi convulsiva. Il bagnino si è affrettato a soccorrerlo e, successivamente, con un’autolettiga della CRI, il bambino è stato trasferito all’ospedale. Il sole che picchia sulla testa può far perdere, talvolta, il bene della ragione. A un’intemperanza… solare è dovuto, con ogni probabilità, lo scatto che farà finire Giovanni S., di 17 anni, davanti al Pretore. Intorno alle 13 di ieri, mentre si trovava nello stabilimento balneare «Topolino» di Barcola, il Giovanni ha notato che due vigili urbani dell’VIII Settore stavano contestando una contravvenzione a un bagnante. Il fatto non lo riguardava minimamente ma, non per questo, il giovanotto ha saputo farsi i fatti propri: avvicinatosi alle guardie, le ha gratificate di alcune frasi che, con molta generosità, possono venire definite irriverenti. I vigili hanno, allora, invitato il Giovanni a seguirli nel loro ufficio, dove hanno, poi, sollecitato l’intervento degli agenti della Squadra giudiziaria del Commissariato di Barcola. I funzionari si sono presi in consegna il giovanotto e, interrogatolo, hanno avuto conferma del discutibile atteggiamento da lui avuto nei confronti dei vigili urbani. Per il suo, chiamiamolo, scatto, il Giovanni è stato deferito a piede libero all’autorità giudiziaria per violazione dell’articolo 341 del Codice penale che contempla, per l’appunto, il reato d’oltraggio a pubblico ufficiale. Il a lui, gli ha fatto veramente male. La città si è, praticamente, attendata sulle coste, da Muggia a Duino. dove non esistono spazi liberi. La gente cerca l’illusione del refrigerio in mare. Ma è soltanto un’illusione, perchè anche l’Adriatico ha ormai una temperatura da sauna. La fortuna non assiste, però, tutti i bagnanti, e anche ieri due vittime del mare sono ricorse alla CRI di Muggia. Intorno alle 12.30 mentre passava in macchina davanti al bagno «Balota» di Muggia, il dott. Roncalli è stato fermato da un giovanotto, il quale lo ha pregato di soccorrere un bambino, Enrico Chermetz, di 11 anni, abitante con i genitori al n. 249 di San Dorligo della Valle. Poco prima, saltando in acqua, l’Enrico era finito con il piede destro su un fondo di bottiglia rotta, producendosi vaste lesioni alla pianta dell’arto. Il ferito è stato trasportato nell’ambulatorio della CRI della cittadina, dove il medico gli ha suturato le ferite. Nello stesso posto di pronto soccorso è stata medicata anche Romanita Medizza, di 14 anni, abitante al n. 17 di Piasò, per una ferita lacero contusa al piede sinistro, riportata urtando il’arto contro la cresta tagliente di uno scoglio.













