La vera storia delle bobe triestine

A Trieste esiste o meglio esisteva una particolare “fauna” che si distingueva per il fare piuttosto grezzo, rude e a volte violento. Questo genere di persone è nato nel dopoguerra, figlio di una vivacità di importazione – soprattutto – ma non solo. I ragazzi si riunivano spesso in compagnie, con carattere rionale; è sbagliato però affermare che i nuclei più “boba-compliant” provenivano da una zona anzichè l’altra.

Ogni quartiere di Trieste possedeva una nicchia di personaggi, guidati da un capopopolo; le caratteristiche di quest’ultimo attiravano nella combriccola i suoi simili. Le bande sono nate negli anni ’50 ma è soprattutto il decennio dei ’70 che ha partorito le bobe più famose, quelle che sono rimaste nella leggenda. Borgo San Sergio in primis, ma non dimentichiamo Valmaura, Ponziana, Rena, Roian…

Caratteristiche della boba

No, la boba non era un buontempone con cui si poteva scherzare. La versione Boba de Borgo di Flavio Furian è edulcorata, ottima per ricordare quei personaggi in maniera scanzonata e divertente. Ma la vera boba era fondamentalmente un duro, che usava un linguaggio triviale; spesso si esprimeva a grugniti. Chi parlava in modo “colto” (usando più di 4 vocaboli basic) o addirittura in italiano, veniva deriso a lungo. La sua forza non era nelle parole, e nemmeno nel fisico, ma nell’atteggiamento. Un duro che doveva sembrare un duro più che esserlo.

Fondamentale era girare in gruppo, mai da soli – una boba solitaria perdeva completamente il suo “fascino”, salvo rare eccezioni. Dedito al bere e al gozzoviglio, perdeva le sue giornate attuando manovre intimidatorie: provate ad immaginare un bar di periferia, frequentato sempre dal solito gruppo di facce losche, e provate ad immaginare di entrarvi, voi, estranei per consumare un caffè. Non sto nemmeno a dire cosa vi poteva succedere.

La boba aveva con sé delle armi? Tanti se lo chiedono. Normalmente in tasca teneva la “britola” un coltellino a serramanico che serviva più da deterrente che per ferire veramente. La boba preferiva usare le mani, per offesa e per difesa; ma non senza la proberbiale provocazione preliminare: insulti di ogni tipo atti a squalificare l’avversario. Quando però si toccava la “mare” (mamma) scattava inevitabilente lo scontro fisico. Proverbiale era anche la contrazione di una frase intera, ridotta a una sola parola, tipo “tumarebecachetegadalatemarzo” o “motumare”, “doteva”, “costefa” e via dicendo. Frasi ad effetto erano “te disfo”, “te rovino”, “te fazo ingrumar i denti”, “te sbrego le gengive”, “te spaco le gambe” e tanti altri. Viste queste scene dall’esterno, facevano ridere, ma rideva poco chi ne era coinvolto.

La boba non era un delinquente, ma si atteggiava a tale. Si sperticava nei racconti di imprese improbabili, al di fuori della legge. Spesso però queste azioni si limitavano al furto di benzina, o al pestaggio di un incauto che osava posare lo sguardo su di lui.

Le bobe avevano una naturale avversione nei confronti della politica e tutto ciò che essa rappresentava, comprese le forze dell’ordine. I gruppi sottostavano alle leggi del capo, e basta. Erano severamente vietate le risse e i pestaggi tra appartenenti della stessa compagnia, bisognava conservare le forze (e i denti) per gli scontri con le altre fazioni. Si spostavano soprattutto con i mezzi a due ruote, Ciao, Vespa, Bravo a volte rubati a volte presi in permuta: non esistevano targhe, registrazioni e altre complicazioni. Ogni spostamento era accompagnato da una cagnara disumana, fatta di clacson e urla di stampo animale. Il loro passaggio non doveva passare inosservato. Le bobe in trasferta erano sempre pericolose, lo sport si chiamava “zercar longhi” ed era meglio stare alla larga. Bastava un nulla per far scoppiare il pandemonio.

Un aspetto romantico e inaspettato della boba era il rispetto nei confronti delle donne (babe) e ragazze (mule). C’era un codice d’onore. Ci sono stati pochissimi casi di violenza verso il genere femminile, in quegli anni; quella era retaggio delle persone “adulte”, semmai.

bobe anni 70

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